Più cultura sulla plastica, nuovi brevetti, parità di genere, sostenibilità e governance di sostanza, progetti di sviluppo… Plastik compie 65 anni, accelera su tecnologia e obiettivi ESG, e rilancia su nuovi mercati. Intervista a Gianangelo e Laura Cattaneo.
Per Plastik SpA – noto produttore di film per il packaging e i prodotti igienico-sanitari – questo è un anno speciale. Segna i 65 anni dell’azienda fondata nel 1961 dalla famiglia Cattaneo, oggi alla terza generazione che la guida insieme a un gruppo coeso di manager competenti. E che festeggia con un nuovo logo, l’aggiornamento dei valori aziendali su scala ESG e un progetto di sviluppo che punta sulla qualità di prodotti esclusivi e su un know-how molto sofisticato per dare continuità e futuro a un’azienda famigliare evoluta in “piccola multinazionale all’italiana”.
Conosciuta in tutto il mondo per i brevetti che hanno fatto storia – a partire dall’esclusivo metodo di fabbricazione del film breathable per pannolini – l’impresa bergamasca deve infatti la sua crescita anzitutto alla competenza tecnica oltre che sull’impegno sociale e ambientale documentato nel Bilancio di Sostenibilità e in traguardi come la certificazione sulla parità di genere. Insieme, etica e tecnologa costruiscono il futuro e l’anima di un’azienda che si posiziona come “specialista e innovatore” per gestire con efficacia volumi industriali di prodotto ma anche tirature limitate per applicazioni specifiche e altamente tencologiche – prodotti dove la plastica è più necessaria e più sostenibile. Ce ne parlano Gianangelo Cattaneo, fondatore e presidente, e Laura Cattaneo, ingegnere e AD del gruppo bergamasco.

La tecnica che sostiene la strategia
In Plastik i grandi passaggi di sviluppo – negli anni ’80 l’avvio delle produzioni per l’igienico-sanitario, a fine anni ’90 la messa a punto dei rivoluzionari film traspiranti per pannolini – hanno le gambe nelle capacità tecniche che creano innovazione e capacità di risolvere problemi complessi.
Queste radici, che dobbiamo alle competenze del fondatore, si riverberano anche su un modello organizzativo improntato alla forte integrazione dei processi e alla massima flessibilità degli impianti. «La capacità produttiva – sottolinea Gianangelo Cattaneo – non basta: siamo impegnati in un lavoro di miglioramento continuo che mira da un lato a sperimentare sempre nuovi materiali e processi, e dall’altro a combinare le tecnologie di estrusione, stampa e accoppiamento per ridurre passaggi, tempi e scarti. Questo ci consente di realizzare anche prodotti complessi e lotti medio-piccoli, per rispondere alle esigenze di flessibilità del cliente. È un posizionamento sfidante, e i progetti di investimento puntano ad ottenere sempre più linee ibride, aggiornare gli impianti esistenti verso una maggiore flessibilità e automazione, implementare tecnologie che permettano cambi rapidi e personalizzazione dei prodotti. Con le tempistiche sempre più rapide chieste dal mercato».

Portare la plastica dove serve davvero
Il mondo delle plastiche flessibili sta attraversando un periodo di cambiamenti intensi sotto la spinta di nuovi materiali, normative sulla sostenibilità e richieste di prestazioni sempre più avanzate e soluzioni meno standard. Sono problemi da affrontare ma anche nuove opportunità di business. «Per questo – spiega Laura Cattaneo, ingegnere e attuale CEO del gruppo – lavoriamo a rafforzare la nostra posizione nei mercati consolidati e anche a entrare in ambiti contigui ed esigenti, come il medicale e il farmaceutico/cosmetico, il food e il pet food specialistico. Qui vogliamo portare innovazione e la nostra esperienza, con plastiche sostenibili in grado di fornire le prestazioni di sicurezza, durata e qualità che altri materiali non possiedono».
«Stiamo lavorando molto sulle strutture mono-materiale – specifica Gianangelo – per sviluppare alternative ai multistrato complessi, difficili da gestire a fine vita. Abbiamo messo a punto film molto performanti per packaging cosmetico e farmaceutico, sistemi di refill per settori che ancora non li adottano, nuove proposte sostenibili ad alta prestazione per diverse nicchie di mercato. Si tratta di un lavoro di ricerca continua che, anche negli ultimi anni, ci ha permesso di depositare nuovi brevetti».

Le criticità dell’economia e la rivoluzione HR
Nell’attuale e assai problematico contesto di mercato sono necessari, più che mai, una forte capacità decisionale e il coinvolgimento di tutta l’azienda. Ed è sul piano della governance che lo sforzo di Plastik è più visibile: nell’apertura degli organi di governo a persone esterne alla famiglia, nell’impegno a promuovere una cultura della plastica che combatta insensate demonizzazioni ideologiche, nell’affrontare con approccio diverso la carenza di personale qualificato.
«Abbiamo pubblicato il nostro sesto Bilancio di Sostenibilità, strutturato meglio tutte le attività che svolgiamo nel sociale, e affrontato seriamente sia i problemi di recruiting sia la necessità di nuovi equilibri fra azienda e dipendenti», racconta Laura Cattaneo. «Ed è qui, forse, che abbiamo avuto i risultati più inaspettati e gratificanti. È Anna Cattaneo, mia sorella, che segue direttamente questi progetti, come la creazione di isole di lavoro per persone con diverse fragilità cognitive, che hanno mostrato una tale felicità e orgoglio nello svolgere i loro compiti semplici da far capire anche a noi tutti il vero valore del lavoro. O come l’avere coinvolto chi opera sugli impianti nella ricerca di soluzioni a problemi complessi, ricevendo feed-back davvero interessanti che hanno generato strutture più economiche a pari prestazioni.
Ma, forse, il progetto che ci ha dato più soddisfazione riguarda la parità di genere, che ci ha impegnati in un esperimento sfidante. Questo stimolo nasce anche dal fatto che io e Anna, ovvero la terza generazione di imprenditori, siamo donne e questo tinge di rosa il futuro dell’azienda. Per affrontare la grave carenza di personale in un reparto tradizionalmente solo maschile che lavorava 24/7, per esempio, abbiamo inserito delle donne pur sapendo che andavano formate e, magari, non sarebbero state accettate.
E che avremmo dovuto rinunciare ai turni del week-end (con la relativa perdita di volumi) considerando gli impegni famigliari che ancora competono quasi in esclusiva all’altra metà del cielo. Oggi in questo reparto registriamo performance in linea con le aspettative, l’assenteismo è notevolmente diminuito, c’è stata una significativa crescita professionale reale (abbiamo il nostro primo capo macchina donna) e abbiamo migliorato l’ordine e la pulizia a tutti i livelli. Altro che “quote rosa”!»
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