Dalla ricerca Ipsos Doxa: 8 italiani su 10 conoscono il cartone ondulato, il 57% delle imprese ne ha aumentato l’utilizzo. Gli scatolifici trasformatori si confermano un tassello fondamentale del tessuto produttivo italiano.
Si è svolta il 17 e 18 aprile a Milano Marittima l’Assemblea Nazionale dell’Associazione Italiana Scatolifici – appuntamento di riferimento per il comparto degli scatolifici trasformatori e degli imballaggi in cartone ondulato – che ha riunito imprese, istituzioni e stakeholder per fare il punto su scenario economico, evoluzione normativa e prospettive di mercato. L’evento si conferma, anno dopo anno, un momento centrale di confronto e aggiornamento per gli scatolifici trasformatori italiani, un comparto costituito da circa 300 imprese, fortemente radicate nei territori e capaci di coniugare qualità, flessibilità e innovazione.
In linea con quanto emerso nelle precedenti edizioni, anche l’Assemblea 2026 ha restituito l’immagine di un settore solido e coeso, capace di affrontare le complessità del contesto economico. Nel corso dei lavori è emerso come, nonostante uno scenario globale ancora incerto, gli scatolifici continuino a dimostrare capacità di adattamento e resilienza, sostenuti dal tipico spirito imprenditoriale delle PMI e dal forte radicamento nel tessuto produttivo del territorio in cui operano.

Sostenibilità e transizione ecologica
Tra i principali punti di forza del comparto, la sostenibilità della filiera: il cartone ondulato si conferma uno degli imballaggi più virtuosi, con un tasso di riciclo pari al 92,5%, già superiore agli obiettivi europei fissati al 2030. L’Italia è il secondo produttore europeo di cartone ondulato, subito dopo la Germania e davanti a Spagna e Francia; il settore si distingue anche per l’elevato utilizzo di materia prima riciclata, che copre circa l’85% della produzione, mentre il restante 15% è costituito da fibra vergine proveniente da foreste gestite e certificate secondo rigorose catene di custodia. Caratteristiche che rendono il cartone ondulato sempre più centrale nei processi di transizione verso modelli produttivi circolari e nella progressiva sostituzione di materiali a maggiore impatto ambientale, come la plastica, in particolare nei settori dell’ecommerce e dell’agroalimentare.
Normative europee e competitività delle PMI
Al centro del confronto anche le nuove normative europee, in particolare il Regolamento sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio (PPWR) e il Regolamento sulla deforestazione (l’EUDR), che rappresentano sfide molto importanti per il futuro del comparto. “Il nostro settore è parte di una filiera virtuosa in termini di riciclo, utilizzo di materia prima seconda e buone pratiche di progettazione e questi Regolamenti, in particolare il PPWR, genereranno molte opportunità per gli imballaggi in cartone ondulato. Sono però da considerare gli impatti delle complessità normative e dei costi per gli adeguamenti sulle nostre imprese. Stiamo lavorando con le istituzioni nazionali ed europee per sottolineare queste criticità e richiedere supporti concreti alle nostre PMI”, ha commentato Andrea Mecarozzi, Presidente Associazione Italiana Scatolifici.
I risultati della ricerca Ipsos Doxa: il mercato in tre dimensioni
La giornata di sabato è stata dedicata alla presentazione della ricerca Ipsos Doxa realizzata per l’Associazione Italiana Scatolifici, che offre una fotografia aggiornata del mercato degli imballaggi in cartone ondulato dal punto di vista di consumatori, imprese e produttori. Dai dati emerge un elevato livello di familiarità e fiducia nel materiale: 8 italiani su 10 dichiarano di conoscere il cartone ondulato e le sue caratteristiche, mentre oltre il 50% afferma di interagire frequentemente con questi imballaggi, anche grazie alla diffusione dell’e-commerce.
Riguardo agli scatolifici, la ricerca restituisce l’immagine di un settore solido e fortemente radicato nel tessuto produttivo italiano che lavora soprattutto al servizio di un mercato nazionale composto in larga parte da piccole e medie imprese. Sul fronte delle imprese acquirenti di imballaggi, la ricerca evidenzia una crescita della domanda: il 57% delle aziende intervistate ha aumentato l’utilizzo di imballaggi in cartone ondulato nell’ultimo anno, mentre il 51% dichiara di aver sostituito altri materiali, in particolare plastica, con soluzioni in cartone. Emergono inoltre nuovi driver di sviluppo: oltre 8 aziende su 10 considerano sempre più rilevante la personalizzazione del packaging, mentre cresce l’attenzione verso sostenibilità, efficienza logistica e riduzione dell’over-packaging.

Le prospettive del settore
Nel corso dell’Assemblea si è inoltre discusso delle prospettive future del comparto, con particolare attenzione al ruolo degli scatolifici trasformatori – PMI a capitale italiano e a gestione familiare – nel sistema manifatturiero e logistico italiano. “I dati della nostra ricerca ci confermano che è arrivato il momento di fare un salto di posizionamento: l’imballaggio in cartone ondulato non è più una ‘semplice commodity’ Associazione CIS Corso Venezia, 36 – 20121 MILANO P.I. 07461380961 ma una infrastruttura abilitante per la continuità produttiva, la sicurezza dei prodotti, l’efficienza distributiva, la comunicazione e la transizione ecologica dell’economia. Questo aiuterà anche a rafforzare la rilevanza del comparto nel dialogo con le istituzioni e gli stakeholder strategici”, ha concluso Andrea Mecarozzi.
L’Area espositiva
L’Assemblea nazionale dell’Associazione Italiana Scatolifici si conferma da anni anche un appuntamento importante per i partner commerciali e di filiera. Un’ampia area espositiva – quasi una ‘piccola fiera’ dei principali fornitori delle imprese trasformatrici di cartone ondulato – è stata attiva per tutta la durata dell’evento.


