Le richieste di efficienza del mercato e le risposte di un’industria sempre più automatizzata si incarnano in una nuova generazione di ribobinatrici. L’esperienza di Prati Srl.
Il fine linea rappresenta una fase determinante, in positivo o in negativo, dell’efficienza del processo di stampa e converting e, in quest’ambito, le ribobinatrici svolgono un ruolo rilevante. Non a caso in questo momento, in cui l’efficientamento è un mantra e orienta le scelte di razionalizzazione di flussi e risorse di tutti gli operatori, i costruttori più avanzati hanno investito per sviluppare soluzioni che incontrino le nuove necessità della sala stampa. Per capire come si orienta la domanda e come evolve l’offerta di tecnologie, abbiamo interpellato Prati, azienda hi-tech che opera a livello globale, esperta in soluzioni digitali di finitura e controllo (ma non solo), soprattutto per etichette (e packaging flessibile), che in R&D investe risorse ingenti e che ha un rapporto col mercato particolarmente stretto e “personalizzato”.
Cosa chiede il mercato…
Le esigenze dei converter sono chiare e condivise, testimoniano in Prati. La ribobinatrice ideale deve garantire anzitutto un controllo perfetto della tensione, per assicurare processi precisi e stabili su una vasta gamma di materiali, compresi substrati delicati o con spessore variabile. La riduzione degli scarti e la massimizzazione dell’efficienza del materiale sono altre priorità chiave, che fra l’altro richiedono l’adozione di sistemi di ispezione integrati e una gestione migliorata del nastro.
Infine, la flessibilità è un altro requisito critico – ed ecco di nuovo la necessità di macchine in grado di lavorare più substrati e formati, supportando cambi lavoro rapidi ed efficienti – insieme, sempre più spesso, all’integrazione completa con i flussi di lavoro digitali. Inclusa la connessione ai sistemi MIS, per gestire lavori complessi e dati variabili in modo più efficiente.
… e come risponde l’industria
Coerente l’evoluzione della tecnologia, supportata dalle nuove frontiere della digitalizzazione. La generazione più recente di macchine da ribobinatura offre vantaggi significativi in termini di velocità e produttività, qualità ed efficienza operativa, ottenuti in più modi. Le macchine moderne sono dotate di sistemi avanzati di controllo della tensione, taglio di precisione e ispezione digitale integrata, che garantiscono una qualità costante delle bobine e abbattono gli scarti.
L’aumento dell’automazione minimizza gli errori umani e permette agli operatori di gestire lavori complessi in modo più semplice e affidabile, oltre a rendere la macchine molto flessibili, capaci di trattare una vasta gamma di materiali e formati con cambi di lavoro rapidi. I macro trend sono noti: l’adozione delle tecnologie Industry 4.0, tipicamente per il monitoraggio dei dati in tempo reale e la manutenzione predittiva; un forte focus su una sostenibilità che significa minor consumo energetico e meno scarti di materiale; la necessità di piattaforme modulari e personalizzabili, che permettano ai converter di adattare le loro operazioni all’evoluzione della domanda.
L’automazione in concreto
L’automazione, dunque, ha trasformato profondamente il processo di ribobinatura, migliorato in misura esponenziale praticamente tutto: velocità, costanza, fermi macchina, cambi lavoro, precisione e costanza della qualità. Allo stesso tempo – e sappiamo quanto sia importante – riduce la necessità di operatori altamente specializzati, semplificando la configurazione e la gestione della macchina tramite controlli intuitivi e regolazioni automatiche.
«Per non parlare della gestione sempre più data driven in tutte le fasi», sottolinea Chiara Prati, CEO&CSO della società faentina: «l’integrazione di sensori per la raccolta dati permette ai converter di monitorare le prestazioni delle macchine in tempo reale e di fare manutenzione predittiva, anticipando problemi e ottimizzando l’efficienza complessiva dell’impianto. E, cosa altrettanto preziosa, l’automazione favorisce una maggiore integrazione della linea, permettendo un collegamento continuo tra le fasi di stampa, controllo, finitura e riavvolgimento».
Da 4.0 a 5.0
Coerentemente con queste premesse, il portafoglio di macchine Prati per la finitura e la ribobinatura adotta alti livelli di automazione, connettività e ottimizzazione dei processi guidata dai dati. La gamma comprende tavoli di controllo, torrette automatiche glueless, e linee di finitura completamente modulari progettate per soddisfare requisiti produttivi specifici. E, pur sfruttando le tecnologie Industry 4.0, come il monitoraggio in tempo reale e l’integrazione con i sistemi MIS, Prati sviluppa la propria offerta secondo i principi Industry 5.0 – che sposano la potenza della IA con la centralità dell’umano, seguendo i più recenti standard di sostenibilità, sicurezza operativa, cybersecurity e comfort del lavoro.
«Per raggiungere questi livelli la collaborazione con i partner tecnologici è fondamentale», afferma l’imprenditrice, e aggiunge: «allo stesso tempo, la piena integrazione con il MIS del cliente assicura lo scambio continuo di dati tra ufficio e macchina, supportando controllo di processo, supervisione e tracciabilità alla base dell’efficienza che permette ai converter di costruire linee di finitura su misura delle loro esigenze produttive specifiche».


