Cordonatura, taglio ed espulsione: come ridurre scarti e fermi macchina quando cambiano onda, spessori e condizioni di produzione
Tra cartoni ondulati leggeri, tirature brevi e grafica di qualità, la fustellatura deve garantire tagli netti e cordonature ripetibili senza schiacciare l’onda. Piccole variazioni di spessore, umidità o pressione diventano sfridi, difetti di piega e fermi macchina. In questo scenario chiediamo come gestite controllo, espulsione e cordonatura per mantenere produttività e qualità costante, anche quando cambiano onda, liner e velocità. Ridurre rotture del liner e scoppio in piega è cruciale per la resa del packaging. Ne abbiamo parlato con David Camerini, Direttore della CITO Italia Srl, con cui abbiamo fatto un punto tecnico su un mercato- quello del corrugated – che interessa sempre più aziende.
Quali sono le criticità più frequenti che riscontrate nel passaggio dalla teoria (disegno/ fustella) alla realtà di macchina quando si parla di cordonatura su cartone ondulato?
Le criticità principali a mio avviso derivano dalla scarsa comunicazione tra il fustellificio e lo scatolificio, ciò comporta l’utilizzo di parametri errati in relazione alla cordonatura. Il mancato adeguamento di altezza/larghezza, qualità del cartone, uso di gomme di espulsione non idonee, causano difetti di cordonatura, problemi estetici e maggiori scarti.
Come verificare in modo oggettivo e ripetibile che la cordonatura “stia lavorando bene” (prima e durante la produzione), e quali KPI usare per decidere un intervento?
Utilizzando dispositivi di misurazione per verificare le condizioni reali, con verifiche a campione periodico (a pallet prima della ripartenza produttiva). Compiendo ispezioni visive casuali e misurazione della cordonatura per definire standard, tolleranze e parametri specifici per ogni tipo di onda (E,B, ecc)
Quando l’obiettivo è ottenere bordi di taglio puliti senza compressioni visibili, quali sono i compromessi principali tra espulsione, stripping e pressione di lavorazione?
È fondamentale garantire la planarità della fustella, corretta pressione (senza sovrapressione), materiali di espulsione e profili adeguati. Introdurre uno standard comune per la gommatura a tutti i fornitori definendo priorità tra qualità, estetica e performance.
Su cartoni più spessi o multi-onda, quali problemi emergono più spesso in piega (strappo, delaminazione, “scoppio” del liner) e come impostate la prevenzione già in fase di avviamento?
Il fattore principale è fornire parametri corretti basati sullo spessore del materiale compresso, questa è la chiave del successo in quanto consente di stabilire sia i parametri del filetto cordonatore sia quello del controcanale. Infine utilizzare profili dedicati. Gomme e parametri devono essere scelti in base al materiale.
Come differenziare l’approccio tra cordonatura lungo canna e contro canna, e quali accorgimenti adottare per garantire una piega “robusta” senza perdita di resistenza o difetti estetici?
Per garantire una piega robusta lungo canna o contro canna per il cartone ondulato non è necessario scegliere la direzione canna/contro canna ma va valutata correttamente la piega e definito il lato di fustellatura. Per il lato stampa la piega a 90/180° lungo la canna devono essere impostati allo stesso modo. Per il taglio interno a 90° deve essere più stretto rispetto a quello da 180° altrimenti i rivestimenti interni si toccherebbero a 180°. Inoltre sarebbe raccomandabile standardizzare i parametri di cordonatura in base ai materiali da lavorare.


