Taga Day: tre contributi preziosi

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Stampa digitale, rapporto clienti-fornitori, riproduzione dei colori spot: Taga Italia torna ad essere l’associazione di riferimento per la standardizzazione e i nuovi sviluppi in materia di prestampa e stampa e presenta tre nuovi documenti di grande interesse.

Un Taga Day di sostanza, quello che ha riunito i tecnici delle arti grafiche agli Artigianelli di Brescia lo scorso 17 novembre. Oltre a eleggere il nuovo consiglio direttivo, è stato occasione per presentare la traduzione italiana del PSD (Process Standard Digital) di Fogra, il metodo elaborato da Taga per la riproduzione dei colori speciali, e un prezioso documento che fornisce dati e parametri utili a regolare il rapporto cliente-fornitore, anche in caso di lite.

L’evento annuale che riunisce i tecnici delle Arti Grafiche si è svolto a Brescia presso l’Auditorium Capretti dell’Istituto Artigianelli, confermando le aspettative sia di partecipazione (oltre 100 iscritti interattivi, in netto incremento sulla scorsa edizione) sia di qualità dei contenuti espressi. Con la partecipazione diretta di un rappresentante Fogra e due fatti significativi ulteriori: la presenza di una classe di alunni della Scuola Grafica ospitante, a conferma del lavoro svolto da Taga per rafforzare il rapporto con le scuole e gli enti di formazione, e l’assegnazione della borsa di studio intitolata al compianto Alberto Sironi, ad Alessia Brighenti del CFP Padre Monti di Saronno, autrice della ricerca intitolata “Il controllo qualità nei processi di stampa digitale”.

Cronache bresciane

Cuore dell’evento, è stata la presentazione approfondita e commentata di alcuni documenti di grande utilità per gli operatori. – Il primo è la versione italiana del documento elaborato dalla prestigiosa Fogra tedesca per mettere a punto termini e procedure standard del processo digitale “ideale”, con qualsiasi tipo di macchina e su tutti i tipi di supporto. Denominato PSD (Process Standard Digital), si propone di raggiungere 3 obiettivi principali: un output di stampa ripetibile; la fedeltà del colore; la creazione di un flusso di lavoro adeguato dei documenti in formato PDF. Perché serviva una linea guida dedicata? Il digitale è una tecnologia che si declina in più varianti (laser, UV …) con un grande numero di variabili, e tratta molti tipi di supporto. Fogra ha stilato una guida utile a poter condividere gli stessi elementi ovvero usare strumenti e metodologie corrette e acquisire automatismi. – Il secondo, frutto di mesi di sperimentazione, è la prima issue di un metodo operativo per il calcolo della copertura superficiale del punto (dot), nei retini stampati con colori speciali (spot color). Questo dato permette il controllo, in fase di definizione dei processi e in fase di stampa, della progressione dei valori delle mezzetinte retinate ottenute stampando direttamente un colore speciale. Il progetto Schmoo di Taga Italia fa proprio un nuovo metodo di calcolo delle TVI nei colori spot, che si riferisce alla norma ISO 20654:2017: Graphic technology – Measurement and Calculation of Spot. – Il terzo è un manuale di sicura utilità per prevenire contestazioni sul lavoro di stampa. Ne parla, in particolare, Marco Rotondo nel suo contributo.

L’intervento dell’esperto

Marco Rotondo, è consulente e formatore esperto in packaging e materiale per il punto vendita, con una formazione tecnico-umanistica e una lunga esperienza pratica nella cartotecnica di famiglia. Blogger e autore di workshop sul visual merchandising e il packaging, ha assistito al convegno Taga Italia e ci propone una presentazione ragionata del PSD e del Taga 18.

 

PSD (Process Standard Digital)

Questo documento nasce dal fatto che la stampa digitale è estremamente eterogenea e che sotto questo termine si raggruppano moltissime tecnologie parecchio diverse tra loro per costi e qualità del risultato finale. Si pone quindi la questione di come far incontrare le aspettative del cliente e il risultato che è possibile ottenere con ciascuna di diverse tecnologie. Detto altrimenti, occorre capire come coniugare le attese del cliente e il suo budget, con il supporto scelto per la stampa e la tecnologia a disposizione del fornitore. È chiaro che in questa situazione non serve un sistema di valutazione IN/OUT ma per gradi successivi, tenendo conto che non è sempre utile ed economico cercare la perfezione ma piuttosto arrivare a una qualità accettabile per il cliente, compatibile con il suo budget e sufficiente per il tipo di prodotto. E poiché al cliente non interessa il “delta” misurato dai nostri strumenti ma “avere una bella immagine”, gli autori del PSD propongono di adottare una valutazione “agnostica” (nel senso appena precisato di concretezza). Il fondamentale cambio di prospettiva di questo documento, dunque, è legato al fatto che, abbandonata la ricerca di una qualità astratta e magari irraggiungibile, si apre uno spazio di condivisione che prepara all’incontro fra aspettative del cliente e tecnologia e know how del fornitore. Che stia finalmente tramontando l’epoca dei “delta zero”? Senza pensare che nella stampa digitale (ma anche offset) si possa fare a meno di tutte le misurazioni e valutazioni che servono a capire se la macchina da stampa sia tarata in maniera corretta – come deve essere – si assume invece che le differenze fra tecnologie in gioco e know how delle aziende imponga di trovare un’idea condivisa di qualità assieme al cliente. Cruciale, a questo punto, anche nel settore della stampa, il ruolo dei venditori che devono farsi consulenti ossia interpretare correttamente le attese del cliente in termini di qualità e tradurle in parametri comprensibili dalla produzione. Pena la possibilità di contestazioni, o una scarsa efficienza del processo produttivo, con conseguenti perdite di tempo e denaro.

Norme e consuetudini del settore grafico

Il documento Taga 18 rappresenta un contributo fondamentale per la prevenzione delle contestazioni e la riduzione della conflittualità cliente/ fornitore nel settore grafico. Costituisce la prima raccolta organica delle migliori pratiche e consuetudini in ambito grafico, andando di fatto a sostituire le regole astratte e difficilmente applicabili (quando non totalmente obsolete) contenute negli “usi e consuetudini” delle diverse camere di commercio. Per questo, in futuro i giudici si baseranno sempre più spesso sul Taga 18 per dirimere le liti nel settore grafico, soprattutto se i fornitori avranno cura di condividerlo con i propri clienti. Questo documento ha il grande pregio di evidenziare come nel settore grafico le contestazioni nascano spesso da una scarsa chiarezza nelle fasi di formulazione della proposta al cliente, nei diversi step di approvazione del prodotto e infine nel metodo di valutazione del prodotto finito. In ciascuna di queste fasi, fra cliente e fornitore possono nascere delle incomprensioni che rischiano di sfociare in una semplice insoddisfazione, in una più grave contestazione o addirittura in una causa. Per prevenirle, si suggerisce qui un’ampia condivisione con il cliente di tutti i passaggi critici – dalla stesura del contratto alla successiva realizzazione del prodotto. Il punto fondamentale è costituito dal fatto che noi abbiamo un contratto e un processo di lavorazione gestiti, da un lato, da un attore che ben conosce tecnicamente il prodotto e, dall’altro, da qualcuno che ha in mente il risultato desiderato ma non sa come si può ottenere. In questa situazione, la probabilità che ciascuno dei due dia per scontato di capire quello che l’altro sta proponendo o chiedendo, è altissima.Prendiamo ad esempio il caso delle prove colore. È interessante notare come il documento Taga 18 parli di “prove contrattuali” evidenziando che si possono ottenere in tanti modi diversi, con un costo e un grado di affidabilità differenti. Il fatto di chiamarle, però, prove “contrattuali” fa capire bene che l’affidabilità della prova non risiede tanto nelle sue caratteristiche tecniche quanto nella consapevolezza da parte dello stampatore dei limiti che questo strumento ha, e di quanto sia realistico proporsi di raggiungere gli standard richiesti dal cliente. È evidente che, anche in questo caso, il ruolo del personale commerciale è cruciale. Per prevenire le contestazioni diventa indispensabile condividere tutti passaggi critici, con la massima apertura e fornendo tutte le informazioni necessarie. Ed è anche importante che il funzionario commerciale sia in grado di comprendere quello che il cliente gli ha trasmesso e riformularlo in termini tecnici all’interno dell’azienda. Questo richiede sia competenze in fatto di comunicazione sia conoscenze tecniche adeguate a gestire tutta la fase di trattativa, di stesura del contratto, di affiancamento del cliente nella valutazione della qualità del prodotto. Il documento Taga 18 è quindi anche un ottimo punto di partenza per formare dei venditori adeguati.

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