Quanto “incide” un buon impianto sulla qualità di stampa?

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Da 1 a 10… 8, stima di Livio Simionato, AD Nu-Maber. Il service di prestampa flexo ha appena concluso l'installazione di un Ctp Kodak Flexcel NX, grazie a cui può estendere l’offerta alla stampa flessografica di alta gamma – di film per l’alimentare ma anche di cartone, teso e ondulato.
Perché il mercato chiede più qualità, e solo con la lastra “giusta” la flexo dà il meglio di sè.

L’open house organizzata da Nu-Maber il 5 ottobre scorso per presentare il nuovo sistema della Kodak ha portato converter e stampa specializzata nel cuore del nord-est produttivo, a Roncade in provincia di Treviso, dove spicca per modernità lo stabilimento del grande service specializzato nella lavorazione di lastre e sleeve per la flessografia.
L’evento ha fatto emergere alcuni trend interessanti della stampa di imballaggio, che la nuova linea di produzione Kodak permette di assecondare ampliando così la capacità di offerta dell’azienda veneta. L’occasione ha anche permesso di entrare nel merito di come è evoluta la tecnologia Flexcel NX, spiegando le ragioni dell’elevato livello qualitativo reso dal noto sistema di incisione. All’amministratore della società, Livio Simionato, abbiamo chiesto quali progetti sostengono l’acquisto.

Nu-Maber ha già diversi sistemi di produzione hi-tech, di grandi marchi e con pochi anni di vita. Perché un nuovo investimento?
Perchè ci mancava una tecnologia in grado di ottenere la qualità di stampa più alta che la flessografia possa garantire. Non è un caso che, anche in Italia, i grandi marchi del largo consumo considerino con attenzione gli sviluppi di questa tecnologia: in origine i vantaggi in termini di flessibilità ed economicità della flexo erano bilanciati, in negativo, da una serie di punti deboli peculiari, tipicamente di stabilità e riproducibilità del lavoro, ma in parte anche di fedeltà del colore e precisione del dettaglio. Oggi i sistemi migliori sono in grado di superarli, permettendo allo stampatore di ottenere in flessografia una stampa adeguata all’alto di gamma, senz’altro diversa ma alla stessa altezza dell’offset e della roto.

E perché avete scelto proprio il Flexcel NX?
La tecnologia di Kodak ci è sembrata la più affidabile, proprio a partire dalla ripetibilità. Gli aspetti interessanti sono molti: la realizzazione di una micro texture sulla superficie del fotopolimero, ad esempio, aiuta quest’ultimo a trasferire meglio l’inchiostro e, con il concorso del famoso “punto piatto”, ne aumenta la portata, migliorando la resa cromatica (anche del bianco). Il risultato è che l’inchiostro viene steso meglio sul supporto, quindi rende di più e ne serve di meno, generando come conseguenza secondaria ma molto apprezzabile, dei saving sensibili e migliori performance nella fase di accoppiamento dei materiali.

Come avete effettuato la selezione?
Abbiamo commissionato a dei Laboratori attrezzati i test di valutazione sull’output dei vari produttori riscontrando, sui parametri più significativi, la superiorità del sistema di incisione Kodak. In questa fase della ricerca abbiamo anche potuto apprezzare la tecnologia di incisione del Flexcel NX. Per certi aspetti potrebbe sembrare un passo indietro, verso tecniche del passato ma, in realtà, permette di ottenere una riproduzione dei dettagli precisa come non mai. Inoltre, rende possibile personalizzare la scrittura in base alla dotazione di anilox, inchiostri e macchine dello stampatore, e tutto questo fa la differenza.

Per Nu-Maber si è trattato dunque di ampliare la capacità di offerta…
Sì, grazie alla nuova attrezzatura oggi siamo in grado di realizzare una gamma ancor più completa di prodotti, e di offrire dunque il più adatto a ciascuna applicazione. Ne beneficeranno sicuramente gli stampatori di film alimentare, che rappresenta il nostro principale settore di sbocco, ma anche le cartotecniche, dove l’esigenza di qualità sta crescendo sensibilmente, soprattutto sul cartone ondulato. Con il Ctp Flexcel NX dunque, possiamo perseguire un allargamento del nostro raggio di attività, anche in mercati considerati meno reattivi nella stampa flexo di qualità.

Qual è il vostro cliente-tipo?
Il grande stampatore che realizza varie tipologie di prodotto. Di recente, però, abbiamo iniziato a rivolgerci anche direttamente al brand owner, seguendo in ciò l’esempio dei concorrenti stranieri. Devo dire che in Italia i marchi rivolgono molta attenzione alla flessografia, e si rivelano spesso degli interlocutori attenti anche agli aspetti più tecnici del lavoro, il che ovviamente permette di dialogare con molta più facilità e di capire subito come collaborare.
Per noi, dunque, il rapporto diretto con l’azienda di marca, ovvero con il cliente del nostro cliente, è importante per più motivi: ci permette di aggiornare il mercato sull’evoluzione della tecnologia flexo, contribuendo a farla capire meglio ed aiutandone la diffusione, e al contempo di tenerci aggiornati sugli orientamenti produttivi delle imprese che fanno tendenza (e volumi) e che quindi, tramite i loro fornitori, influenzano anche noi.

Vi muovete, dunque, in una logica di filiera…
Abbiamo già consolidati e preziosi rapporti con i produttori di macchine da stampa, inchiostri, anilox e biadesivi, con cui mettiamo a punto lo sviluppo dei prodotti con vantaggi evidenti per i nostri clienti. Se riuscissimo ad avviare una collaborazione più stretta anche fra service e stampatori – magari addirittura con il coinvolgimento del brand owner e gli studi grafici creativi, questi vantaggi si moltiplicherebbero in misura esponenziale. Il confronto con gli utilizzatori permette di ottenere i migliori risultati possibili, in minor tempo e con un impiego ottimale delle risorse. E con un altro risvolto significativo: quando si chiarisce che da una buona macchina da stampa non si ottengono buoni risultati se non vengono impiegati impianti di qualità,  l’attenzione dei clienti si sposta dal prezzo di un prodotto alla sua resa, rendendo possibile una trattativa più profittevole per tutti.
I risparmi maggiori si ottengono rendendo più efficiente il processo produttivo, riducendo tempi di avviamento, scarti e fermi macchina, senza compromessi sulla qualità. Una filosofia che Nu-Maber ed i propri clienti stanno portando avanti con successo.

Il sistema Kodak Flexcel NX in 4 ingredienti
Kodak Flexcel NX è stato lanciato a Drupa 2008 e a tutt'oggi conta più di 500 installazioni in oltre 70 paesi nel mondo (20 in Italia). «La ragione di una simile accoglienza – ha spiegato durante l'open house NuMaber, Mauro Lussignoli, TAG Printing Applications Consultant Flexo Eamer di Kodak – sta in una qualità di stampa comparabile a quella dell'offset e della rotocalco, su una gran varietà di prodotti e applicazioni (etichette, packaging flessibile, cartone teso e ondulato, stampa di sicurezza) e nella maggiore efficienza e redditività del processo di stampa. Flexcel NX, inoltre, viene continuamente aggiornato e affinato, e per il 2018 è annunciato un ulteriore salto di qualità, con l'introduzione dell'Ultra NX».
Gli elementi peculiari della qualità Kodak sono quattro: la lastra dai famosi punti "a testa piatta" e con i grafismi allineati; un livello davvero superiore di definizione (300 lpi), gamma tonale (da 0,4 a 99,6%) e punto minimo isolato (50 micron); la copia "pixel to pixel" dal file digitale alla lastra; una superficie texturizzata dei punti, con 6 diversi pattern specifici per migliorare la stesura dell'inchiostro nelle diverse condizioni.
Prestazioni superiori, dunque, che si traducono – sottolinea Lussignoli – in colori più saturi e brillanti, più contrasto e maggiore gamma tonale. Si ottengono grazie alla sinergia fra il sistema di esposizione laser Squarespot (il più diffuso nell'offset), il Thermal Image Layer dall'altissima risoluzione e sensibilità, «che effettua un'ablazione perfetta, veloce, pulita e ripetibile», la laminazione automatica a freddo con rimozione totale dell’ossigeno tra superficie della lastra e film (fattore determinante per ottenere un punto dalla geometria nitida) e le lastre in polimero NX, differenziate per spessore del supporto da stampare».

NuMaber è uno dei più grandi service italiani di prestampa flexo, con un fatturato di circa 6,5 milioni di euro, una cinquantina di dipendenti e un raggio d'azione che interessa prevalentemente il centro e nord Italia. Realizza quattro grandi famiglie di prodotti – lastre flexo digitali, lastre dry offset, sleeve in elastomero e lastre flexo AWP – con un numero molto elevato di commesse annue: circa 16mila, di cui il 75% nuove.
La cultura tecnica e manageriale di NuMaber è improntata al miglioramento continuo della qualità dei prodotti e dei processi, anzitutto tramite l'innovazione tecnologica e in stretta collaborazione con i costruttori di macchine e i produttori di consumabili.
Emblematico di questo modo di lavorare, un parco attrezzature ultima generazione – per il 75% con meno di tre anni. NuMaber dispone di quattro CDI Esko per lastre fotopolimeriche digitali fino al massimo formato (132×203 cm), tutte in HD a 4000 dpi, tre espositori UV e 2 linee completamente automatizzate di sviluppo, asciugatura e fissaggio delle lastre. Il taglio dei fotopolimeri viene eseguito da un plotter in modo automatico, in grado di realizzare anche sagomature personalizzate. Il reparto produttivo si completa con 2 laser per l'incisione diretta di sleeve in elastomero fino a una larghezza di banda di 4 metri e un impianto per lo sviluppo di fotopolimeri digitali all’acqua AWP.
Nello studio grafico interno vengono eseguiti gli adattamenti per la stampa dei disegni, loghi e selezioni cromatiche fornite dal cliente, e si realizzano prove colori certificate con software GMG (che riproduce il retino di stampa).

 

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