OQ, quei solventi che cambiano il packaging

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Saving a due cifre sul piano economico e anche ambientale, importanti ricadute positive sulla sicurezza del packaging alimentare, piena compatibilità con gli impianti di recupero VOC esistenti… OQ spiega i vantaggi dei solventi a base propilica della linea Propyls e presenta il nuovo Sales Manager Italy

OQ è un’industria chimica multinazionale che nel mondo del packaging flessibile è nota soprattutto come fornitore dei prodotti a marchio Propyls della Oxea (ora parte integrante della casamadre). Si tratta di una linea di solventi a base propilica (propanolo e acetato di propile), alternativi a quelli tradizionali con etanolo e acetato di etile, impiegati dai produttori di inchiostri da stampa flexo e roto e dagli stampatori per diluire l’inchiostro facilitandone il trasferimento su film. Si stanno diffondendo su scala internazionale per i molti vantaggi concreti, documentati da test di laboratorio e da case study di applicazione, e hanno fatto cronaca durante il lockdown di inizio anno, quando l’etanolo, dirottato nella produzione su larga scala di disinfettanti, è sparito dal mercato della stampa.

«Dal nostro centro logistico di Anversa abbiamo rifornito di Propyls gli inchiostrai e i converter di tutta Europa, permettendo così agli stampatori non fermarsi», spiega con orgoglio Patrick Neumann, Channel Manager che affianca il nuovo sales manager per l’Italia Alessandro Tortorella. «Una capacità di approvvigionamento che ha dato prova di sé anche quando l’uragano Harvey ha bloccato per mesi i cargo da Houston senza che i clienti europei neppure se ne accorgessero (OQ produce acetato di propile in Germania e propanolo negli Usa, Ndr)». I solventi della linea Propyls però erano già conosciuti per i vantaggi generati dalla loro formula innovativa. Ce li siamo fatti raccontare da Neumann.

In Brasile, dove l’etanolo è disponibile in grandi quantità e a prezzi bassi, l’industria della stampa lo ha sostituito nell’arco di pochi anni con i più costosi solventi a base propilica. Perché?

Perché il costo reale di una soluzione non è dato dal prezzo di acquisto. I Propyls riducono in media  di un 25-30% il fabbisogno sia di inchiostro sia delle miscele di solventi utilizzate direttamente dal converter, generando economie molto rilevanti. Ci sono poi una serie di “risparmi nascosti” che è meno facile quantificare ma che abbiamo documentato puntualmente. Ad esempio, i Propyls non contengono ritardanti. Sono elementi che si accumulano lungo il processo generando problemi di otturazione delle celle degli anilox e complicazioni nella gestione della viscosità degli inchiostri, rallentando il lavoro e aumentando gli scarti: alla fine del processo si traducono in costi sensibili. Se poi guardiamo alla gestione del colore, vediamo che con i propili otteniamo una densità superiore, che permette, per fare un esempio classico, di ottenere fondi bianchi belli saturi senza dover stampare due volte. Con ricadute positive anche sull’ambiente.

Il tema della sostenibilità è in effetti imprescindibile. Come si comportano i Propyls da questo punto di vista?

Anche qui portano dei vantaggi diretti e indiretti. Anzitutto la formula dei Propyls abbatte le VOC di un 30% medio grazie a un tempo di evaporazione meno veloce, che riduce drasticamente le emissioni da gestire dentro e fuori lo stabilimento.E poi, riducendo il fabbisogno di inchiostri e solventi, abbatte anche la quantità di prodotti da gestire a fine vita, con il relativo impatto sull’ambiente.

Ma i produttori di impianti per il recupero dei solventi sono in grado di processare questi nuovi prodotti?

Si: non comportano alcuna variazione né problema. Anche su di questo abbiamo esperienze positive.

I solventi sono potenzialmente rischiosi anche per la salute, in caso di migrazione all’alimento per il tramite del packaging. Che garanzie offrono i Propyls da questo punto di vista?

Vede, i ritardanti neccessari all’utilizzo dei solventi tradizionali evaporano molto lentamente ed è il motivo per cui possono rimanere nel film stampato col rischio di migrare al prodotto confezionato. Ecco: la caratteristica di base dei Propyls è che non richiedono l’uso di ritardanti. È un contributo molto rilevante che offriamo all’industria alimentare moderna, consapevoli del suo ruolo basilare per la società.

Quali sono i fattori che rallentano l’adozione dei Propyls?

Beh, nessuno adotta un prodotto nuovo se in un certo senso non viene “costretto”: i solventi tradizionali costano meno, il tempo per fermare le macchine e sperimentare un Propyls non si trova facilmente, le visite presso gli stabilimenti sono ostacolate dalle norme anti Covid… la quotidianità offre mille motivi per rimandare. Per questo in OQ ci stiamo impegnando a produrre una documentazione chiara e esaustiva, corredata di test adeguati, che sostenga le nostre proposte. E poi…  siamo arrivati da poco… ci dia ancora un po’ di tempo… Gli stampatori italiani lavorano con un livello di competenze molto alto: sono convinto che sapranno apprezzare i nostri propili.

OQ ha un nuovo Sales manager Italy

Si chiama Alessandro Tortorella, viene dal mondo della distribuzione dei prodotti chimici, dove ha maturato un curriculum denso di esperienze in realtà grandi e piccole. Lavorando in sinergia con il personale tecnico specializzato, Tortorella ha maturato una conoscenza approfondita dei prodotti e dei rispettivi campi di applicazione, della clientela e del mercato in generale. Per questo OQ lo ha scelto come figura di riferimento per il mercato italiano: la multinazionale omanita opera in tutto il mondo come fornitore di soluzioni complete, affiancando alla vendita dei solventi (ma OQ produce anche film di PE e PP) una consulenza approfondita e mirata. Il manager gestirà le relazioni sia con i grandi converter, a cui OQ fornisce direttamente il solvente, sia con i distributori che creano le miscele e ne gestiscono la logistica con molti vantaggi.

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