Il “subcontinente” indiano: l’import di macchine da stampa e converting

0

Grazie alla collaborazione fra Studia.Bo e Acimga, che fornisce alle imprese associate una molteplicità di rapporti specializzati per prodotti e aree di sbocco, Converting offre ai lettori una selezione di dati e analisi di mercato esclusivi e aggiornati, relativi alle economie più interessanti per le aziende export oriented. Questa volta ci focalizziamo su quel mercato immenso e in rapido sviluppo che è l’India.

Un miliardo e 400 milioni di euro. È il valore sfiorato dalle importazioni di macchine da stampa e cartotecniche in India nel 2017. Una cifra che colloca il Paese asiatico al nono posto nella classifica mondiale degli importatori e che sembra destinata a crescere: per il prossimo triennio si prevede un tasso di sviluppo del 6.5% all’anno, che farebbe attestare il volume di import nel 2021 a poco meno di un miliardo e 800 milioni di euro. Un mercato in espansione, nel quale l’Italia si è inserita ormai da anni diventando uno dei maggiori player mondiali. A trainarlo sono due comparti: quello delle macchine da stampa, per oltre 900 milioni di euro, e quello di macchine per converting, per più di 300 milioni di euro. A questi si affiancano i settori delle macchine cartotecniche, per legatoria e per la preparazione delle forme, che nel 2017 hanno raggiunto un volume fra i 40 e i 67 milioni di euro ciascuno, pari a circa un decimo del totale.

 

 

L’Italia cresce nel segmento macchine da stampa 

Per l’import indiano l’Italia gioca un ruolo tutt’altro che marginale: l’anno scorso ha fornito più di 70 milioni di euro di macchine da stampa (con una quota di mercato pari al 7.5%) e per il prossimo triennio si prevede che questa cifra cresca con un ritmo di quasi dieci punti all’anno (+9.9%, +30 milioni di euro). Si tratta in ogni caso di percentuali in calo rispetto agli anni passati: dal 2001 al 2008, anno della crisi economica mondiale, per l’Italia l’export di questo comparto verso l’India cresceva all’incirca di un quarto ogni anno (+24.6). Dall’anno successivo e fino al 2017, il tasso di espansione si è contratto attestandosi sugli 11 punti percentuali. Ad oggi l’Italia è per l’India il quinto fornitore mondiale di macchine da stampa e, secondo le stime, nel 2021 il Paese dovrebbe riuscire a scavalcare gli Stati Uniti e a guadagnare la quarta posizione nel ranking globale (con una quota dell’8,2% del mercato), dietro Giappone, Germania e Cina. Il Paese nipponico si conferma il maggior esportatore del comparto (269 milioni di euro nel 2017, in crescita di più di cinquanta milioni di euro entro il 2021), in particolare su segmenti di prezzo basso: occupa quasi il 30% del mercato, in discesa nel prossimo triennio. In contrazione anche le quote di Germania, Cina e Stati Uniti: un dato che però, esattamente come per il Giappone, non si dovrebbe tradurre in una riduzione del fatturato. Tirando le somme, nel 2021 il valore delle importazioni di macchine da stampa in India dovrebbe sfondare il muro del miliardo (grazie a un tasso di crescita annuo del 7.4% dal 2017, il più alto fra quelli presi in considerazione), permettendo all’Italia di aumentare il peso delle proprie esportazioni.

 

 

Il ruolo del Belpaese nel converting indiano

L’altro comparto trainante è quello delle macchine per converting: l’India ne è l’ottavo importatore al mondo (311.3 milioni di euro nel 2017). Una cifra raggiunta con tassi di crescita di oltre un quinto del fatturato annuo fra il 2011 e il 2008, crollati nei nove anni successivi (+8.7%) e previsti in ulteriore contrazione fino al 2021 (+5%), come riportato nella tabella 2. Le importazioni dall’Italia (che nel 2017 costituiscono il 5.8% del mercato indiano, per oltre 18 milioni di euro) hanno subìto lo stesso andamento: crescita vertiginosa fino al 2008 (+27.6% all’anno) e feroce rallentamento fino al 2017 (+4.6% annuo). Ma per il prossimo triennio l’export italiano promette di riuscire a ritagliarsi qualche spazio in più, con tassi di aumento annui del 9%: il fatturato dovrebbe raggiungere i 25 milioni e mezzo di euro. Siamo (e almeno per il prossimo triennio dovremmo rimanere) il terzo esportatore mondiale di macchine per converting in India. La Germania rimane il Paese esportatore leader, la Cina è competitor di riferimento sui segmenti a basso costo, mentre l’Italia riesce a posizionarsi bene grazie ai prezzi e a strategie di differenziazione. Infine, fra il 2018 e il 2021 le previsioni di import indiano di macchine cartotecniche, per legatoria e per la preparazione delle forme presentano segno positivo (rispettivamente +5.3%, +3.3% e +4% annuo a partire dal 2017): una crescente domanda cui l’Italia rischia di non saper rispondere, con un calo annuo previsto del fatturato delle macchine cartotecniche del 4.5%, che si contiene in poco meno di mezzo punto percentuale invece per il comparto della preparazione delle forme. In crescita invece l’export di macchine per legatoria (+3.7% all’anno).

 

 

Scopri tutti i mercati di cui abbiamo parlato

Commenti disabilitati