Il digitale by Durst presentato agli etichettifici

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Il 12 aprile Durst ha invitato gli stampatori di etichette nel nuovo, avveniristico quartier generale, per presentare lo stato dell’arte del digitale inkjet della casa. Che vanta una velocità di 78 m/min su tutti i supporti (1.485 mq all‘ora), 1200×1200 dpi e 257,7 milioni di gocce stampate per ciascuno dei 7+1 colori (CMYK + W + OVG).  E domani… Intervista a Helmut Munter.

Il gruppo atesino specializzato nella produzione di sistemi di stampa inkjet per applicazioni industriali punta sul drop on demand piezo con testine Samba, incarnato nell’ultima serie di macchine TAU 330 RSC (Resolution, Speed, Color) da 330 mm di larghezza, di cui ora è disponibile anche il modello E entry level. E presenta un sistema completo, hi tech e sostenibile – anche economicamente, ha sottolineato il management durante l’evento di metà aprile dedicato alla stampa di etichette – che comprende software e inchiostri UV-UV LED proprietari, e tutti gli altri componenti che fanno la differenza.

Elemento cruciale della strategia di sviluppo, di prodotto e di mercato, la collaborazione da un lato con i fornitori (alla conferenza sono intervenuti Barbieri per gli spettrofotometri e il color management, e Colorgraf per le vernici e il finishing digitale) e dall’altro con i costruttori specializzati in tecnologie tradizionali, a partire da Omet per le ibridazioni con la flexo (e le relative opzioni di finitura) e Koenig & Bauer per il cartone.

Durante l’OH il direttore della Labels & Package Printing Division, Helmut Munter e il suo staff – giovane, dinamico e “skillato” – hanno presentato un’azienda che cresce in tutto il mondo, investe l’8% dei ricavi in R&D, e gestisce direttamente, per assicurare qualità e flessibilità, tutti i prodotti e servizi, software compresi, per cui è appena nata la divisione “Durst Professional Service” ad hoc.

Descrivendo le testine di stampa e gli altri elementi che distinguono il digitale Durst, Martin Leitner, PM Labels & Package Printing, ha, parlato dell’efficace linearità dei flussi di inchiostro, della capacità di creare gocce di tre dimensioni – di cui la più piccola da 2 pl per una qualità di riproduzione “fotografica” – del particolare sistema automatico che compensa l’eventuale otturazione di un ugello, andando a riempire con efficacia il vuoto di inchiostro e di tante altre cose. Una descrizione convincente, che si inscrive in un progetto articolato, teso a sviluppare soluzioni ad hoc per ciascuna applicazione, uscendo dalla nicchia delle tirature corte.

Eccone le linee guida in una breve intervista che ci ha rilasciato Helmut Munter a margine dell’evento.

Signor Munter, negli ultimi anni Durst ha ampliato il raggio d’azione, allacciato partnership vincenti e fatto scelte tecnologiche di buoni frutti. Attualmente su cosa state investendo?

Investiamo in R&D in tutti i settori in cui siamo presenti: etichette, largo formato, cartone ondulato, tessile, ceramica… Ogni divisione ha il suo team e porta avanti le proprie innovazioni.

Nel labeling cosa chiede il mercato?

Macchine in grado di stampare con pari qualità ed economicità tirature più elevate. La nostra TAU 330 RSC lavora a 78 m/min, reali, e stiamo puntando a velocità ancora maggiori per soddisfare l’esigenza di portare i vantaggi del digitale anche su scala industriale. Inoltre ci saranno novità nella fascia di stampa e negli inchiostri: una delle nostre priorità è la bassa migrazione.

78 metri su carta o su plastica?

Con la nostra tecnologia stampiamo alla stessa velocità qualsiasi materiale. L’unico rallentamento si ha nella stampa del bianco ma ancora per pochissimo: in un paio di mesi la soluzione che stiamo testando dovrebbe essere a punto, pronta per l’upgrade sulle macchine esistenti. Sarà la svolta che cambia i giochi e fisserà il nuovo standard di velocità.

In termini di tirature, quali sono i nuovi limiti del digitale?

A parte le prestazioni eccezionali, come quella di un cliente beta, che con la nostra macchina ha stampato 80.000 metri in un giorno, gli stampatori stanno passando dai 2-3.000 metri delle origini a 20.000-30.000 metri. E questo sia grazie alla velocità raggiunta dalle macchine sia perché il costo dell’inchiostro è sostenibile. Il nostro è un modello di business coerente, che comprende anche la fornitura di consumabili a prezzi adeguati.

Quali sono i fattori che più incidono sulla velocità di una macchina?

Beh, anzitutto la concezione della testina: l’ultima che abbiamo adottato attualmente rappresenta il top. Quando si parla di velocità, però, dobbiamo ricordare che condiziona direttamente molti altri parametri, soprattutto dell’inchiostro e del sistema di essiccazione: aumentando la velocità bisogna raddoppiare, talvolta addirittura triplicare la sua potenza per poter asciugare adeguatamente gli stampati. Né va dimenticato che l’obiettivo è di assicurare la massima velocità continuativa, spesso su più turni, magari su più turni 7 giorni su 7, e non per i soli due minuti di demo…

Quali sono attualmente le aree geografiche più promettenti?

Quelle economicamente e tecnologicamente più avanzate. Europa (che attualmente rappresenta oltre la metà del nostro mercato di sbocco), Stati Uniti, Nord America e alcuni paesi selezionati del sud-est asiatico, come la Corea del sud, per esempio. Anche l’Australia rappresenta un mercato interessante, infatti a breve apriremo la nostra ventunesima filiale diretta, e pure il Sudafrica.

Il cartone ondulato rappresenta uno dei settori di sbocco più promettenti. Siete pronti per servirlo?

A Drupa 2016 abbiamo portato una macchina con luce 1.3 che viaggia alla folle velocità di 120 metri al minuto, per la stampa di alta qualità, su cartone ondulato e ad oggi abbiamo già 4 o 5 installazioni. Si tratta di sistemi complessi, lunghi decine di metri e completi della gestione del materiale, che richiedono grandi investimenti ed esigono il massimo della tecnologia e dell’organizzazione. Un compito sfidante, che ci vede in pole position.

La recente alleanza con Koenig & Bauer va in questa direzione?
Koenig & Bauer è leader mondiale nelle macchine per cartone ondulato e, quindi, con questa joint venture partiamo dagli astucci. Si tratta di un mercato che, come le altre tipologie di packaging, evolve verso le tirature brevi e le personalizzazioni, e dunque trova nel digitale gli stessi vantaggi che hanno orientato gli etichettifici verso le nostre soluzioni. Per la cartotecnica abbiamo dei grandi progetti e Koenig & Bauer è il partner giusto.

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