Astucci e scatole pieghevoli, lo stato economico – finanziario del settore

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GIFASP ha rilasciato l’executive summary dell’edizione 2019 del proprio Osservatorio, la cui versione completa era stata presentata a novembre 2019, in occasione dell’assemblea d’autunno dell’associazione. Realizzato in collaborazione con StudiaBO, l’Ossevatorio ha analizzato i risultati economico-finanziari di 62 imprese italiane del settore “Astucci e scatole pieghevoli” (sia aderenti al Gifasp, sia non aderenti), desunti dai bilanci al 31/12/2018.

Fatturati in crescita, marginalità sopra media

Nel 2018 il settore degli Astucci e Scatole Pieghevoli ha registrato una crescita dei fatturati del +4.2% in euro, più dinamico della media delle imprese manifatturiere italiane… Nel medio periodo (ultimo decennio), la performance di crescita del settore appare, peraltro, allineata a quella media manifatturiera.

Il settore degli Astuccie Scatole Pieghevoli conferma livelli di marginalità superiori alla media delle imprese manifatturiere italiane, con un gruppo di “bestperformers” (16% delle imprese) che ha registrato un livello 2018 dell’EBITDA in % del valore della produzione superiore al 15%.

Performance buone, indebitamento contenuto

Performance settoriali mediamente migliori del benchmark manifatturiero si segnalano anche in termini di redditività e autofinanziamento; in particolare, solo il 7% delle imprese del settore presenta un autofinanziamento (cash-flow) negativo; viceversa, circa un terzo delle imprese registra un livello di cash-flow superiore al 10% del valore della produzione. Va tuttavia segnalato nel 2018 l’ampliamento del novero di imprese con redditività operativa (ROI) negativa.

Il grado di indebitamento del settore si mantiene particolarmente contenuto: nel 2018 il Leverage (Debiti finanziari/Capitale proprio) si è attestato su livelli di minimo, decisamente più contenuti della media manifatturiera. Allo stesso modo, l’anno scorso il costo medio del debito delle imprese del settore è risultato su livelli di minimo storico.

Cosmetica il settore più in forma

L’analisi dei bilanci 2018 a livello di cluster merceologici conferma performance particolarmente favorevoli per le imprese del settore specializzate nel segmento Cosmetico, con tassi di crescita, livelli dei margini e condizioni di autofinanziamento decisamente più elevate della media settoriale.

Medie imprese + export: combinazione vincente

L’analisi dei bilanci 2018 a livello di cluster dimensionali segnala, inoltre, performance particolarmente favorevoli per le Medie imprese (50-99 addetti) del settore, sia in termini di crescita di lungo periodo sia soprattutto di condizioni reddituali. Questo risultato non tiene, tuttavia, conto dell’eventuale appartenenza a Gruppi delle diverse aziende, che potrebbe costituire un “fattore critico di successo” soprattutto in termini di efficienza (date le possibili maggiori economie realizzabili a livello di gruppo).

L’analisi dei bilanci 2018 conferma, infine, performance decisamente più favorevoli nell’efficienza d’uso del capitale investito (turnover ratios) per le imprese del settore più “export-oriented” (con almeno il 20% del fatturato realizzato all’estero), che beneficiano anche di tempi medi di incasso da clienti (giorni clienti) significativamente inferiori alla media.

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