Il packaging del futuro tra PPWR, Eco-design e nuove competenze di filiera
Si è tenuto ad Alessandria il workshop del progetto ResPa dedicato al confronto con le aziende, per fare il punto sulla transizione circolare, l’impatto del nuovo regolamento europeo sul packaging e le sfide formative per le imprese del settore packaging e plastiche.
Far dialogare tutti gli attori della filiera del packaging per trasformare le sfide normative ed ecologiche in opportunità di crescita e innovazione: con questo obiettivo si è svolto presso la sede di PROPLAST ad Alessandria il workshop del progetto europeo Erasmus+ ResPa, dal titolo “Il packaging del futuro tra consumatore ed Economia Circolare”.
L’evento ha riunito esperti, produttori di polimeri, converter, brand owner, riciclatori ed enti di formazione in una giornata di confronto operativo articolata in quattro tavoli di lavoro tematici: Materiali & Eco-design, Responsabilità di filiera & Fine vita, Comunicazione e Competenze.

Presentazione ResPa e PROPLAST
Le sfide del settore: oltre la prestazione d’uso, verso un fine vita circolare
Tra le principali evidenze emerse dal tavolo dedicato a Materiali & Eco-design, guidato da Rosi Barrale di Goglio S.p.A., vi è il profondo cambio di paradigma imposto dal nuovo regolamento europeo PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation). Se, storicamente, la progettazione degli imballaggi si è concentrata quasi esclusivamente sulle prestazioni d’uso e sulla protezione del prodotto, oggi l’eco-design richiede di integrare fin dalle primissime fasi la gestibilità del fine vita, senza, tuttavia, scendere a compromessi sulla sicurezza alimentare e sulla macchinabilità dei materiali.
Parallelamente, la discussione su Responsabilità di filiera & Fine vita, moderata da Davide Pollon di COREPLA, ha sottolineato l’urgenza di rafforzare la collaborazione B2B e gli investimenti in R&S. Per valorizzare le materie prime seconde ed estendere l’impiego dei polimeri riciclati è fondamentale sviluppare nuove tecnologie di selezione e riciclo (meccanico e chimico) e identificare nuovi sbocchi applicativi ad alto valore aggiunto.
Comunicazione trasparente e superamento del gap di competenze
Il tavolo Comunicazione, coordinato da Alberto Viarengo di AT Media, si è focalizzato sulla trasparenza informativa per evitare fenomeni di greenwashing. Se le certificazioni rappresentano una garanzia imprescindibile nel mercato B2B, nei confronti del consumatore finale è prioritario adottare un linguaggio semplice e unificato, sfruttando le potenzialità del Passaporto Digitale del Prodotto (DPP) e facendo leva sulla collaborazione strategica con la Grande Distribuzione Organizzata (GDO).
Infine, il tavolo Competenze, guidato da Marta Zaccone di Proplast, ha tracciato la mappa dei fabbisogni formativi futuri. Oltre a una preparazione tecnico-normativa sempre aggiornata, per le aziende del packaging – in particolare le PMI – emerge una forte richiesta di competenze trasversali: visione sistemica di filiera, capacità di lavorare in team multidisciplinari e all’efficienza energetica.
I prossimi passi del Progetto ResPa
I risultati e gli spunti emersi dal workshop costituiranno la base per lo sviluppo dei futuri moduli didattici e percorsi di aggiornamento promossi dal progetto ResPa, volti a dotare il capitale umano delle aziende della filiera degli strumenti necessari per guidare con successo la transizione ecologica e digitale.
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