Scenari: la scommessa inkjet

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Drupa si avvicina (Düsseldorf, 16-26 giugno 2020) e si moltiplicano gli studi e gli articoli sui trend della tecnologia e del mercato. Come questo, pubblicato dal collega Régis Thienard sul portale della fiera con il titolo “Gli ultimi sviluppi dell’inkjet e le molte ragioni per adottare questa tecnologia”. In tutti gli ambiti applicativi e in tutte le combinazioni.

Il messaggio prioritario della scorsa drupa 2016 era che la tecnologia digitale a getto d’inchiostro “è ormai pronta per l’ingresso in grande stile in una gamma crescente di applicazioni, ben posizionata per sostituire i metodi di stampa convenzionali”. E se nel 2016 dovevamo “toccare il futuro”, nel 2020 ci aspettiamo di poterlo “abbracciare” concretamente. Così, se tutti pensano che la drupa 2020 sarà ricordata come quella della stampa a impatto (ambientale) zero, per me sarà invece un’altra drupa a getto d’inchiostro. Il successo di questa tecnologia deriva dalla sua stessa natura e può essere considerato esaminandone gli elementi chiave.

Stampa senza contatto significa…

La stampa digitale elimina quasi tutti i passaggi intermedi del flusso di lavoro e con ciò la maggior parte dei tempi di inattività che riducono l’efficienza di una macchina da stampa. In questo modo gli stampatori diventano più produttivi, aumentano la loro reattività e contribuiscono alla riduzione delle scorte di magazzino dei loro clienti: il futuro della stampa è digitale e più precisamente inkjet.

Xerografia e offset non possono andare dove va il getto di inchiostro, che può operare su larghezze molto grandi, anche su oggetti e tessuti. L’inkjet stampa senza contatto, eliminando il rischio di distorsione dell’immagine o deterioramento del supporto. Inoltre i produttori stanno moltiplicando l’impegno per gestire sempre meglio quelle minuscole gocce di inchiostro. Distanza dell’espulsione rispetto al substrato, suscettibilità delle testine al fattore attrito e fattore intercambiabilità, velocità di espulsione dell’inchiostro e precisione della forma della singola goccia, dimensioni e qualità dei pigmenti, limiti nella penetrazione dell’inchiostro nel supporto di stampa, asciugatura efficace della carta non patinata… questi e altri elementi della tecnologia sono sotto la lente e la R&D corre veloce.

Così vediamo molti fornitori di testine di stampa (Memjet, Kyocera, Fuji, Xaar, Konica Minolta per citarne solo alcuni) offrire risoluzione e velocità più elevate con costi inferiori, aprendo nuovi orizzonti applicativi. Di conseguenza si moltiplicano le macchine a getto d’inchiostro in tutti i mercati di sbocco, dalle etichette al grande formato, tissue, imballaggio e stampa industriale. La crescita è significativa e sono convinto che siamo a un evidente punto di svolta: a drupa 2020 la tecnologia a getto d’inchiostro sarà dominante; assisteremo alla presentazione di alcune soluzioni rivoluzionarie e constateremo che la stampa a getto d’inchiostro non ha quasi limiti.

Software, intelligenza artificiale e stampa 3D

La testina di stampa richiede la messa in campo di tecnologie avanzate, ma la magia a getto d’inchiostro si deve anche ad altri ingredienti chiave divenuti disponibili solo di recente, come la stampa 3D, il software avanzato e l’intelligenza artificiale. Hanno aiutato a perfezionare le macchine a getto d’inchiostro, migliorandone la flessibilità e precisione oltre ogni aspettativa. Alcuni produttori di testine, come ad esempio Bobst Group-Mouvent, utilizzano tecnologie di stampa 3D per integrare tutti i componenti in uno spazio ridotto, con il massimo livello di precisione, offrendo gruppi di testine compatti da utilizzare in svariate situazioni. Facile quasi come giocare con i mattoncini Lego!

Così le tecnologie contigue stanno accelerando lo sviluppo del getto d’inchiostro rispetto agli esordi, orami molti anni fa. Nuovi algoritmi aiutano i costruttori di macchine da stampa digitali a individuare guasti agli ugelli, rilevare bolle d’aria all’interno del serbatoio d’inchiostro della testina, raggiungere una velocità di espulsione costante del fluido unita alla finezza di ogni goccia, o a correggere l’eventuale getto mancante integrandolo con quello adiacente… In sintesi, l’intelligenza artificiale in generale e i software in particolare stanno aiutando ad eliminare le imperfezioni nella fase di engineering delle testine: la dimensione Industry 4.0 – basata su macchine integrate di connettività wireless e sensori collegati a un sistema di monitoraggio e assistenza della linea produttiva – è di molto allineata ai principi del getto d’inchiostro.

Colore in abbondanza

Con macchine che stampano fino a 12 colori e dimensioni delle gocce variabili di un fattore 10, si possono riprodurre praticamente tutti i colori. Non è più l’occhio umano che giudica e confronta l’originale con l’output, ma il sistema che applica con precisione artificiale i propri schemi. I recenti annunci di Landa, che comunica di avere raggiunto quasi il 97% delle tinte Pantone relegando i colori spot al passato remoto, gettano le basi di una drupa 2020 dove l’inkjet sarà prevedibilmente la star dello spettacolo. Una direzione indicata anche dalla nuovissima tecnologia Bobst DigiColor, che annuncia il crepuscolo dei colori spot per la felicità dei brand owner che non dovranno più affidarsi all’umore e alla soggettività dell’operatore.

Versatilità di applicazione

Potenzialmente il getto d’inchiostro è in grado di stampare tutto – dai tessuti agli imballaggi, su substrati e forme diverse – e se questa tecnologia non ha ancora piantato la bandierina in ogni luogo non c’è dubbio che la situazione evolverà ulteriormente. Un esempio? Nella nobilitazione è ancora agli inizi ma aziende come MGI, Kurz o Scodix stanno aprendo nuove prospettive anche in questo campo – e siamo solo all’inizio. La capacità dell’inkjet di trainare l’evoluzione della tecnologia si vede anche sui materiali complessi dove la sua natura di stampa senza contatto apre una miriade di nuove opportunità, ad esempio su vetro, ceramica, piastrelle e persino circuiti stampati. Possiamo essere certi che drupa 2020 darà vita a queste nuove applicazioni e il motto della fiera “Abbraccia il futuro” potrebbe diventare “Abbraccia il getto d’inchiostro: sarà il tuo futuro”. In arrivo innovazioni dirompenti. Mi aspetto che drupa mostri libri stampati in digitale con la realtà aumentata integrata, elettronica stampata, imballaggi con funzioni di sicurezza avanzate in tutta la supply chain, tessuti con sensori al servizio della Salute, per monitorare la tensione, stati di disidratazione eccetera.

Dati variabili, agilità e flessibilità

I brand owner e le loro agenzie si aspettano una maggiore personalizzazione e soluzioni avanzate di customizzazione. Tutti desiderano che il packaging sia il prodotto e alcuni attori importanti – come Philip Morris International (PMI), ad esempio – mettono la stampa digitale al centro della loro produzione di imballaggi. Il digitale consente di trasformare qualsiasi imballaggio in un pezzo unico e di realizzarlo in 7 giorni anziché in 18 mesi. Inoltre, poiché i “dati” sono la spina dorsale dell’industria 4.0, la stampa digitale e il getto d’inchiostro vi si integrano naturalmente rendendo ogni cosa stampata la stessa ma anche diversa.

Il fattore costi

Molti sostengono che il limite del getto d’inchiostro risiede nel costo dell’inchiostro. Produrre inchiostri chiede continui investimenti in R&D, soprattutto perché le testine di stampa cambiano costantemente e le formulazioni dell’inchiostro devono essere adattate. Tuttavia, anche se è vero che lo sviluppo di inchiostri per l’inkjet è più costoso che nell’offset o la flexo, che la situazione si ribalti è solo questione di tempo: quando i volumi supereranno quelli degli inchiostri offset si arriverà verosimilmente alla parità dei costi.

Sostenibilità

La spinta all’adozione dell’inkjet deriva anche dal fatto che può usare inchiostri a base d’acqua, con tutti i benefici ambientali correlati. HP, ad esempio, sta facendo dichiarazioni molto importanti sulla sostenibilità dei propri inchiostri per la stampa di cartone ondulato, in particolare nel packaging alimentare. Il gruppo israeliano non è solo sulla strada del base acqua. Lo abbiamo visto di recente anche a Labelexpo dove il Gruppo Bobst, ad esempio, ha presentato una macchina per etichette a marchio Mouvent in grado di raggiungere i 100 metri al minuto.

Concludendo

Come ho affermato nell’introduzione, drupa 2020 abbraccerà il getto d’inchiostro come mai prima. Questa tecnologia è ancora relativamente nuova e in rapido sviluppo e le innovazioni – in atto e in prospettiva – la renderanno dominante in tutte le principali applicazioni di stampa (e non solo). Quindi, mentre prepari il tuo viaggio a drupa tieni la mente aperta e cerca soprattutto le cose che finora non erano possibili, perché presto saranno la “nuova normalità”.

di Régis Thienard

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