Kodak volta pagina

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All’inizio di settembre Kodak, per bocca del presidente e chief executive officer Antonio M. Perez, ha ufficializzato l’avvenuta riorganizzazione della società con il completamento delle procedure di ristrutturazione legate al Capitolo 11 del codice di diritto d’impresa statunitense.

Cedute le divisioni Personalized Imaging e Document Imaging a Kodak Pension Plan, il solido fondo pensioni della consociata Kodak nel Regno Unito, l’azienda ha anche chiuso l’accordo per il disinvestimento di 695 milioni di dollari, liquidato finanziatori e creditori, venduto brevetti e raccolto circa 406 milioni dollari di nuovo capitale da creditori non garantiti disposti a investire nell’azienda. E rinasce come “azienda tecnologica specializzata nella riproduzione delle immagini per le imprese, inclusi i settori del packaging, della stampa funzionale, della comunicazione grafica e dei servizi professionali”.
La cura dimagrante è stata drastica: Kodak è passata dai 145mila dipendenti degli anni Ottanta agli attuali 8.500, con un reddito di 2,7 miliardi $ contro i 16 del suo anno migliore (il 1996), escluse le divisioni scanner e retail and consumer photo appena cedute. «Il futuro comincia ora – ha dichiarato il presidente del gruppo – questa rinascita ci ha rivitalizzato e ora siamo un’azienda più snella, con un solido capitale, conti in salute e le migliori tecnologie del settore».

Nuovi progetti. «Stiamo tracciando un nuovo itinerario di crescita e redditività – ha quindi comunicato Perez nel corso di una recente conferenza stampa via web – abbiamo la tecnologia giusta al momento giusto, vale a dire proprio nel momento in cui si sta completando il passaggio al digitale. La nostra ampia gamma di soluzioni di stampa offset, ibrida e digitale permette agli utilizzatori di attuare la transizione secondo i propri ritmi e avvalendosi di tecnologie innovative». Che non siano solo dichiarazioni lo testimonia non solo l’esperienza dell’ex gigante in materia di imaging, dove resta uno dei protagonisti mondiali, ma anche gli oltre 102 milioni $ investiti lo scorso esercizio in R&S sul digitale. Trend di riferimento: la stampa ibrida e la riproduzione di dati variabili. All’insegna della multimedialità.

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