Il colore del packaging

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Digitale… questa la parola d’ordine. Perché è finito il tempo dell’approssimazione e delle contestazioni arbitrarie. Il futuro sembra essere dei nuovi “mezzi di comunicazione”, come PantoneLIVE, e di applicativi e servizi innovativi, come SunColorBox.

In occasione dell’incontro “Colore, Arte e Fragranze” organizzato il 26 settembre da Sun Chemical Italia presso la Cantina Ca’ del Bosco a Erbusco (BS), si è parlato dell’importanza del colore, della necessità di “misurarlo” correttamente, di come gestirlo e comunicarlo al meglio. In particolare l’attenzione si è focalizzata sull’evoluzione di PantoneLIVE (cioè inchiostri reali, stampati con tecnologie reali, su supporti reali) e sulle soluzioni messe a punto da Sun Chemical in qualità di Preferred Partner (tutte le “Librerie Colore” sono costruite esclusivamente con i suoi inchiostri).

Oltre il colore… SunColorBox
Il colore è uno strumento di marketing in grado di veicolare emozioni e, quindi, di influenzare anche gli acquisti di prodotti. Partendo da questa premessa, Paolo Caiani, direttore tecnico inchiostri offset, UV e screen, ha richiamato il valore del colore per i brand owner (riconoscibilità del brand) e, di conseguenza, l’importanza di arrivare a misurarlo e riprodurlo correttamente.
La percezione umana dei colori è estremamente soggettiva e difficilmente quantificabile. Ci vengono in aiuto la tecnologia e la teoria del colore che, grazie ad algoritmi matematici, è riuscita a tradurre un processo complesso come la visione in un dato numerico (le coordinate l-a-b).
È importante il colore, ma lo è altrettanto comunicarlo in modo corretto, ovviamente utilizzando il web. Per queste ragioni, Sun Chemical ha messo a punto una vera e propria “cassetta degli attrezzi” – SunColorBox – pensata per aiutare a gestire al meglio il colore digitale, come ha spiegato Egidio Scotini, direttore tecnico inchiostri liquidi, a base solvente e acqua.
Nello specifico, il primo strumento è SunColor Consulting, che per lo stampatore rappresenta la fase iniziale per creare il flusso “digitale” del colore e che prevede audit presso il converter, proposta di gestione del colore, color audit.

Il secondo tool è costituito da un soft-ware proprietario Sun Chemical, denominato SunDigiProof, che, lavorando sulla base di Photoshop, permette di riprodurre in maniera fedele, con una stampante inkjet, le tonalità partendo dal loro dato digitale.
Il terzo “attrezzo”, SunDigiGuide, mette in grado il converter di stampare in digitale cataloghi (mazzette colori, per i profani) e standard color, personalizzati e uguali fra loro, così da migliorare la comunicazione del colore nei confronti dei clienti. Infine, è stata studiata la SunColorHouse, in cui SunMatch mette in   comunicazione (digitale) lo stampatore con Sun Chemical per definire la formulazione dell’inchiostro, sia nel caso che il converter abbia una propria officina colore, sia che il converter richieda il prodotto pronto per l’uso: un network che, tra l’altro, consente allo stampatore di archiviare in un proprio spazio tutte le proprie palette digitali, così da rendere disponibili i medesimi dati a più siti produttivi.

PantoneLIVE, un mezzo di comunicazione per l’intera filiera
Questi tool – come ha precisato Caiani – non sono altro, in definitiva, che gli strumenti per arrivare al cuore della SunColorBox, ovvero al PantoneLIVE, un cambiamento radicale per quanto riguarda la digital color communication.
Pantone nasce come un catalogo di riferimento cartaceo, stampato in offset, con inevitabili differenze tra copia e copia e, va da sé, potenziali valutazioni difformi dei risultati finali da parte dei soggetti coinvolti: cliente, grafico, stampatore. Per ovviare a questi inconvenienti, Pantone ha definito i Color Standard, digitalizzando le tonalità Pantone e ottenendo così dati univoci di riferimento. Ciononostante, nulla si dice su come l’inchiostro debba essere formulato, tanto più nel caso in cui le tonalità siano riprodotte su supporti radicalmente diversi da quello utilizzato per la mazzetta.
Nasce così PantoneLIVE che, a partire dagli standard Pantone tradizionali (Master Standard), definisce in maniera univoca standard secondari (Dependent Standard), ottenuti in collaborazione con Sun Chemical, stampando inchiostri reali su differenti supporti reali, utilizzando tecnologie di stampa reali.
In altri termini, con i Dependent Standard, che contengono anche informazioni sui mezzi toni, viene definita, accettata e controllata la variazione dal colore ideale (Master Standard) in base ai materiali e al processo utilizzati.
Così facendo, gli standard di riferimento non solo sono molto più vicini alle condizioni in cui si trova a operare lo stampatore, ma anche il grafico che prepara il layout del lavoro può sapere fin dall’inizio quale sarà il risultato finale (non partirà più da un chromaline bello, ma non riproducibile).
Come detto, tutte le librerie sono costruite con inchiostri e quindi pigmenti Sun Chemical, ma questo non significa che non si possano utilizzare altri fornitori.

Una buona pratica, per buoni risultati
Riassumendo… Le librerie colore del PantoneLIVE coprono oggi sino all’80% delle strutture e tipologie di stampa: imballaggio flessibile (rotocalco, flexo solvente e ad acqua), cartone (offset convenzionale e UV), etichette (offset convenzionale e UV, flexo UV).
PantoneLIVE consente di mettere in connessione attraverso il web (Cloud) i diversi soggetti della filiera – brand owner, designer, prestampa, produttore di inchiostri, converter – che con software abilitati (a pagamento) possono accedere ai dati colorimetrici originali.
Sono disponibili, inoltre, moduli aggiuntivi per certificare la qualità colorimetrica del lavoro.
Come ha sottolineato Scotini in chiusura, nonostante SunColorBox sia stata completata da pochi mesi, i risultati raccolti sul campo sono molto interessanti: è il caso di un converter inglese (stampa offset) che ha drasticamente ridotto tempi di attesa e numero delle prove di stampa, scarti in fase di avviamento, numero dei reclami, nonché razionalizzato il numero degli inchiostri in archivio. Oppure quello di un brand owner, come Heinz che, con PantoneLIVE, è riuscita, per quanto riguarda il brand color sui suoi imballaggi (cartone/offset, film/roto, film/flexo, carta/offset), a ridurre il DE medio da 8.9 a 1.5.

Colore, Arte e Fragranze
Il mondo della stampa su imballaggi e non, riunito per parlare di colore… Sun Chemical Italia, a Erbusco, ha fatto le cose con impegno, attenzione e cura dei dettagli.
Ineccepibile la scelta della location, impeccabile l’organizzazione e pienamente centrato l’obiettivo di offrire – come ha ricordato l’AD della multinazionale degli inchiostri in Italia, Fabio Deflorian – un momento comune di aggregazione a uomini e aziende che operano in settori diversi, dall’editoria alla stampa offset per cartotecniche, dalla stampa di etichette a quella di imballaggi flessibili. Un’occasione per riflettere insieme su come far evolvere l’attività di stampa nella direzione di un business sostenibile, prima di tutto, ma anche in grado di veicolare valore a tutti gli attori della filiera.


Un incontro frizzante
Sintetica e efficace la sessione dedicata a illustrare gli aspetti più tecnici. Dopo i saluti di Massimo Battaglia, direttore vendite della divisione inchiostri offset, e di Marco Ferrari Dagrada, direttore vendite della divisione inchiostri liquidi (imballaggi flessibili) è stato proiettato un video istituzionale Sun Chemical Italia sul sito produttivo di Caleppio (MI), sull’organizzazione e sulla struttura dei laboratori di ricerca. A seguire la presentazione su “Il Colore come espressione del Packaging”, molto chiara, da parte dei due direttori tecnici, Paolo Caiani, inchiostri offset, ed Egidio Scotini, inchiostri liquidi, a cui hanno fatto seguito numerose domande da parte dei partecipanti. Con tempismo si è passati poi alla parte sociale, con visita alla cantina Ca’ del Bosco. Impressionante la meticolosità e l’attenzione con cui vengono eseguite tutte le fasi di lavorazione con l’obiettivo di avere un prodotto di eccellenza non solo in termini organolettici ma anche per quanto attiene al contenuto di solfiti (è tra le poche realtà nel mondo che effettua il lavaggio dell’uva prima della vinificazione e che non utilizza pompe per i travasi).
Ricercato e “chiacchierato” il pranzo, briosi (come poteva essere altrimenti?), i saluti.
Insomma, possiamo dire che tutti alla fine sono apparsi “sobri” e soddisfatti.

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