Gifco: nonostante la pandemia, cresce l’industria italiana del packaging in cartone ondulato

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Un settore dinamico, che continua a crescere, grazie anche (ma non solo) alla crescita del food e alla spinta dell’e-commerce, quello del cartone ondulato. Si tratta dei produttori di fogli e scatole in cartone il cui mercato di riferimento è l’alimentare, a cui è destinata il 65% della produzione, ma che è la piattaforma per movimentare il “Made in Italy” nel mondo. Secondo produttore in Europa (dopo Germania e Francia), quello italiano continua a crescere al ritmo del 2% circa ogni anno (2020, più di 4 milioni di tonnellate) funzionale alla forte vocazione manifatturiera dell’Italia. Un settore che può crescere ancora e che costituisce una parte importante (quasi il 20%) della filiera della carta, rappresentato dalla Federazione Carta e Grafica e che fattura circa di 22 miliardi di Euro, circa 1,3 % del PIL.

Lo comunica GIFCO, il Gruppo di specializzazione aderente ad Assografici (Associazione Nazionale Italiana Industrie Grafiche Cartotecniche e Trasformatrici), che il 24 e 25 settembre ha dato appuntamento a tutti i suoi associati a Verona per il meeting annuale di bilancio delle attività svolte nell’anno precedente. Per due giornate presso il Crowne Plaza Hotel si è fatto quindi il punto sullo stato dell’arte del comparto italiano del cartone ondulato.

Un settore essenziale che non si è fermato mai, neanche nel marzo 2020 e che dà un forte contributo all’economia circolare impiegando in stragrande maggioranza carte riciclate. Nella relazione, il Past President Piero Attoma ha fornito i dati ufficiali del settore che nel 2020 ha registrato una produzione nazionale complessiva – in peso – di oltre 4 milioni di tonnellate, con una crescita dell’1,7% sul 2019. Parlando in termini di superficie, la crescita è ancora più evidente: si parla di 7,4 miliardi di mq trasformati in imballaggi di cartone ondulato prodotti nel corso del 2020, appunto, contro i 7,1 miliardi del 2019 (+ 3,1%). Molto positive sono poi le indicazioni sui primi 7 mesi (gen.-lug. 2021), relative al dato aggregato della produzione dei soli associati Gifco, che vede una crescita del 17% rispetto al 2020 e del 14% rispetto al 2019).

Nella relazione è stata aperta anche una finestra sull’evoluzione dei prezzi delle materie prime, in particolare del macero, che influenzano i costi della carta e dell’imballaggio finito e i bilanci aziendali. Per quanto concerne il macero i prezzi rilevati dalla Camera di Commercio di Milano mostrano un incremento del 130% da agosto 2020 a agosto 2021: da 30 a 130 per le scatole usate (+ 300%) e da 5 a 70 per raccolta mista di carta (+ 3200%).

Nelle carte per copertina i prezzi sono cresciuti con punte del 50%, mentre nelle carte per ondulazione gli incrementi sono stati superiori al 50%. Aumenti che hanno interessato anche le carte semichimiche. Il tutto riflette l’incremento del prezzo del macero che nello stesso periodo è triplicato in tutte le sue componenti. A ciò bisogna, inoltre, aggiungere le notevoli difficoltà di reperimento della materia prima.

Cambio al vertice

Il Convegno pubblico è stato preceduto nella mattinata di venerdì dall’Assemblea privata dei Soci, nella quale è stato eletto il nuovo Presidente: Fausto Ferretti dell’azienda associata Sandra.

In merito alla sua elezione, Ferretti afferma: “Un grande onore e anche una grande responsabilità in un momento nel quale il Gifco è chiamato a importanti sfide: cavalcare un momento positivo del mercato, speriamo non più frenato dal Covid, e sempre più orientato alla transizione green. In questa transizione gli imballaggi in cartone ondulato giocano un ruolo da protagonista, in quanto fatti in un materiale naturale, biodegradabile, rinnovabile e riciclabile. Il cartone ondulato, per sua natura, è uno dei materiali da imballaggio più sostenibili ed è un buon esempio di economia circolare. Infatti, il macero ritorna nel ciclo produttivo, che rappresenta in Italia ben l’80% della materia prima impiegata per la produzione degli imballaggi. Il restante 20% è costituito da fibre vergini, provenienti da foreste gestite in modo responsabile e controllato, con piani di riforestazione superiore a quelli di taglio (per ogni albero tagliato per produrre cellulosa ne vengono piantati tre). Ad attestarlo sono le certificazioni internazionali FSC e PEFC, di cui si fregia la filiera italiana del cartone ondulato. Momento importante anche per il Gruppo, che vuole rilanciare la sua attività e trovare l’assetto organizzativo ideale per rappresentare tutti gli attori della filiera e supportare gli associati per servire al meglio l’utilizzatore finale”.

 

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