Digitale, “on demand” e di qualità

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Considerazioni di mercato e soluzioni per la stampa digitale di imballaggi da Hewlett Packard, che presidia il mercato con soluzioni allo stato dell’arte.

«I nuovi, numerosi contatti e il vivo interesse registrato allo stand per le nostre proposte di stampa digitale ci hanno da subito confortato nella scelta di non aver esposto macchine, e di aver puntato invece a rappresentare la qualità delle soluzioni HP Indigo con uno spettacolo multimediale, suggestivo ed efficace, con i filmati e le interviste interattive trasmesse sul grande video wall, come a Interpack e Emballage» commenta a fine Converflex Enrico Monteverdi, Digital Press Market Development Printing & Personal Systems di Hewlett Packard Italiana Srl.     
La partecipazione di HP alla fiera italiana del converting ha dunque sortito gli effetti sperati: ha sostenuto l’immagine della multinazionale come fornitore di soluzioni per la stampa digitale di etichette, imballaggi flessibili e confezioni pieghevoli; e ha contribuito a stringere relazioni più strette con un mercato «che sta vivendo una fase di trasformazione radicale ed emozionante» sottolinea, a sua volta, Antonio Maiorano, HP Indigo & IHPS Italy Country Business Manager.

«Il digitale in senso lato, e la stampa digitale in particolare, sta infatti imponendo nuovi paradigmi sul fronte tecnologico ed economico perché permette di fare cose nuove e in modo diverso dal passato. Tutti gli operatori – stampatori o fornitori di tecnologia che siano – stanno quindi effettivamente cambiando prospettiva per poter rispondere a nuove esigenze di qualità e velocità, riduzione degli sprechi, versatilità dei substrati, compatibilità con l’intera filiera produttiva. Con volumi di stampa ridotti e investimenti in tecnologia commisurati ai reali bisogni, per stampare imballaggi solo quando e come serve.
La nuova generazione di macchine da stampa digitali del portfolio HP Indigo asseconda queste tendenze garantendo, al tempo stesso, una qualità capace di soddisfare anche i brand più esigenti. D’altro canto, Hp è un marchio conosciuto a livello globale sotto tanti punti di vista, è un’azienda che ha dimostrato nel tempo di saper (e voler) investire per crescere nei mercati che ha deciso di presidiare: quale migliore garanzia di continuità e solidità?».

Nel segno dell’integrazione. Fermo restando lo sviluppo costante delle macchine esistenti, per il packaging del futuro prossimo HP immagina una sempre maggiore complementarietà di tecnologie «perché – aggiunge Maiorano – la stampa digitale non può certo sostituire tout court la produzione tradizionale. Riesce però a fare due cose importanti. In primo luogo, offre ai brand nuovi e potenti strumenti per creare e integrare campagne creative destinate a mercati specifici o a gruppi di persone specifici, con etichette, sleeve, imballaggi flessibili e astucci pieghevoli in grado di coinvolgere il consumatore molto più che in passato. Inoltre permette di includere touch point che utilizzano diversi media, come i social e le app mobile. In secondo luogo assicura ai converter flessibilità di produzione e maggiori margini di profitto ai trasformatori di imballaggi». I prossimi sviluppi? Molti, fra cui nuove integrazioni con Indigo Electroink e il getto d’inchiostro. Ma questa sarà una nuova storia da raccontare.                  

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