CONAI debutta a MARCA 2026 e porta il PPWR al centro del confronto tra industria e GDO
Per la prima volta CONAI approda a MARCA by BolognaFiere & ADM e lancia, dal palcoscenico della principale fiera italiana della Marca del Distributore, un messaggio chiaro al mercato: la sostenibilità del packaging non è più solo un obbligo normativo, ma una vera infrastruttura industriale e competitiva.
Il debutto di CONAI a MARCA 2026, del resto, rappresenta un passaggio strategico nel rafforzamento del dialogo con la Grande Distribuzione Organizzata e con le imprese produttrici, in una fase di profonda trasformazione guidata dal nuovo Regolamento Europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.
Il PPWR come banco di prova per la filiera
Il cuore della presenza CONAI sarà infatti il convegno in programma il 14 gennaio, dalle 14:30 alle 16:00: Imprese e DMO: nuove sfide e responsabilità verso il PPWR.
Un momento di confronto ad alto livello, moderato da Roberta Rizzo, caposervizio di Rai News24, pensato per fare chiarezza su obiettivi, scadenze e impatti concreti del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi, mettendo intorno allo stesso tavolo istituzioni, distribuzione e industria del packaging.
Dopo i saluti istituzionali di Rossano Bozzi (Business Unit Director di BolognaFiere), Marco Pagani (consigliere delegato ADM) e Simona Fontana (direttore generale CONAI), il quadro normativo sarà approfondito dal Centro Studi CONAI, con gli interventi del suo direttore Luca Stramare e di Donata Gammino.
Il confronto proseguirà con una tavola rotonda che vedrà la partecipazione di Chiara Faenza (Coop Italia), Roberta De Natale (Gruppo CRAI), Cinzia Linguerri (Conad), Gianluca Castellini (Smurfit Westrock) e Massimiliano Magagnoli (LPM Packaging), offrendo una lettura concreta delle sfide e delle opportunità che il PPWR apre per la filiera della Marca del Distributore.
Nel corso dell’incontro, CONAI presenterà il suo vademecum operativo e gli strumenti sviluppati per accompagnare le imprese nella progettazione di imballaggi conformi, riciclabili e a ridotto impatto ambientale, con un focus sui servizi dedicati alle aziende illustrati da Fiorella Perrucci, referente per le attività di ecodesign del Centro Studi CONAI.
«Il PPWR segna un cambio di paradigma: non chiede solo di adeguarsi a nuove regole, ma di ripensare il ruolo stesso dell’imballaggio nelle strategie industriali e commerciali», dichiara Simona Fontana, direttore generale CONAI. «Essere a MARCA per la prima volta significa essere nel luogo in cui questo cambiamento può diventare concreto, grazie al confronto diretto con la GDO e con le imprese che ogni giorno trasformano la sostenibilità in valore».
Dalla sostenibilità ai numeri: il valore del modello CONAI
La presenza di CONAI a MARCA si inserisce in un contesto di risultati misurabili e tangibili. Come emerge dall’ultimo Rapporto integrato di sostenibilità CONAI, il sistema consortile nel 2024 ha prodotto 3,8 miliardi di euro di valore economico, contribuendo per 2 miliardi di euro al PIL nazionale e sostenendo oltre 24.000 posti di lavoro lungo l’intera filiera del riciclo.
Un modello che dimostra come sostenibilità e competitività possano crescere insieme: ogni euro di Contributo Ambientale CONAI genera 3,6 euro di valore nell’economia nazionale, confermando il riciclo come una leva strategica per l’innovazione e la resilienza del sistema produttivo italiano. E, nel contesto attuale, la funzione strategica del mercato dei materiali riciclati per la manifattura e la distribuzione; non solo per conseguire i target previsti dalla regolazione, ma soprattutto come risorsa critica fondamentale per le imprese.
Anche sul fronte ambientale i benefici sono di scala sistemica. Grazie al riciclo degli imballaggi, nel solo 2024 l’Italia ha risparmiato 12,2 milioni di tonnellate di materie prime vergini, pari al peso di oltre 830 Torri di Pisa.
«Sostenibilità significa capacità di trasformare una visione ambientale in valore industriale», aggiunge Simona Fontana. «Ogni dato del Rapporto racconta un impegno collettivo che coinvolge imprese, territori e persone. È questo patrimonio di competenze e risultati che CONAI porta a MARCA: non solo regole da rispettare, ma soluzioni, filiere e opportunità concrete per rafforzare la competitività del sistema Paese».
MARCA Tech e la partnership con CONAI
L’attenzione alla filiera upstream – ovvero i servizi e le soluzioni a monte del prodotto finito, dal packaging alla logistica fino al digitale – rappresenta uno dei tratti distintivi di MARCA by BolognaFiere & ADM. Con l’area MARCA Tech, viene presidiato l’intero ecosistema della Marca del Distributore, aggregando comparti che non trovano spazio nei principali competitor internazionali.
In questo contesto, la partnership con CONAI offre alle aziende aggiornamenti normativi strategici, a partire dal nuovo regolamento europeo PPWR, confermando MARCA by BolognaFiere & ADM come piattaforma di utilità unica per affrontare le sfide della sostenibilità e della conformità legislativa.
«Con CONAI, eleviamo il confronto strategico su packaging e sostenibilità all’interno del nostro ecosistema», dichiara Rossano Bozzi, Business Unit Director di BolognaFiere. «MARCA Tech è la risposta di MARCA by BolognaFiere & ADM ai bisogni della Grande Distribuzione che ricerca soluzioni innovative lungo tutta la catena del valore della MDD. In collaborazione con CONAI, MARCA 2026 offre contenuti di servizio indispensabili, confermandosi il momento più importante dell’anno per chi cerca risposte concrete alle
evoluzioni normative e di mercato».
Spazio espositivo e dialogo con le imprese
Accanto al convegno, CONAI sarà presente con uno spazio espositivo (Padiglione 19 – Stand B12), concepito come hub di consulenza e dialogo per approfondimenti tecnici e orientamento normativo.
Il debutto a MARCA rappresenta così un tassello fondamentale nel ruolo istituzionale del Consorzio Nazionale Imballaggi: avvicinare le regole al mercato, trasformando la complessità normativa in opportunità di innovazione, efficienza e crescita sostenibile. E confermando il riciclo come una delle infrastrutture chiave su cui costruire il futuro dell’economia circolare italiana.
