Acimga 2017: cosa dice l’oroscopo

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All’inizio dell’anno si analizzano i risultati del lavoro precedente e si disegnano i nuovi programmi. Lo fanno tutti: individui, imprese e istituzioni, a verifica della correttezza delle previsioni, del reale andamento del mercato, dell’efficienza della propria organizzazione. Il bilancio 2016 dell’associazione italiana dei costruttori di macchine per la stampa ed il converting illustra un cammino coerente con gli ambiziosi obiettivi della nuova Acimga e
prefigura un programma di iniziative ulteriori, che stanno suscitando l’interesse di tutta la filiera della stampa e converting. Ce ne parla il direttore, Andrea Briganti.

Quali sono i risultati più importanti che Acimga ha raggiunto nel 2016?
In estrema sintesi, abbiamo definito e “dato le gambe” alle strategie di partnership, fieristiche, di formazione, convegnistiche ecc. e abbiamo formalizzato accordi molto importanti con ICE-Agenzia e con il ministero dello Sviluppo Economico. In parallelo, abbiamo riorganizzato la compagine societaria. Fino a ottobre 2016 in campo c’erano Acimga, la sua società di servizi CPA SpA (controllata al 100%), CPA holding Srl e Centrexpo SpA; ora c’è stato l’atto di fusione seguito ad un anno di distanza alla vendita di Ipack-Ima e restano Acimga e CPA SpA. Si tratta di due società caratterizzate da missioni e governance definite e distinte: CPA opera sul mercato come realtà indipendente a tutti gli effetti, tanto per Acimga quanto per terzi. Organizza eventi, congressi e fiere, gestisce reti d’impresa e dispone di tutte le risorse e competenze utili a rispondere alle necessità delle aziende, aggregate o singole, anche sul piano del marketing e degli studi di mercato; per la rete denominata “Processing & Packaging: the high tech Italian way”, ad esempio, gestisce l’operatività necessaria a partecipare alle fiere internazionali.

E quelli non ancora raggiunti?
Ci siamo concentrati prima sui programmi e sulla strategia e poi sull’execution, in mancanza dei quali l’operatività concreta resta in stallo, soprattutto sul piano dell’internazionalizzazione e dello scouting. Ora potrà dispiegarsi appieno: abbiamo tutto quello che serve per lavorare bene e ci stiamo rimboccando le maniche.

Quali sono oggi le priorità delle aziende del settore?
Le imprese hanno bisogno di nuove occasioni e nuovi modelli di aggregazione. Ma collaborare richiede una cultura aziendale adeguata e uno dei compiti di base che ci siamo dati è proprio agevolare il dialogo, mettendo in campo tutti gli strumenti necessari. Un’altra priorità assoluta è la comunicazione, che va fatta e che deve essere corretta ed efficace. La piccola dimensione delle nostre aziende, unita alla complessità tecnologica e alla globalizzazione, rende la competizione ancora più difficile. “Fare bene” non basta più: il plusvalore di prodotti e servizi, e soprattutto dell’azienda, deve essere fatto conoscere agli utilizzatori. E anche questo non è un compito facile.

In effetti si tratta di ambiti complessi. Come pensate di operare?
Cambiando paradigma, ossia definendo un modo “diverso” di fare associazionismo, che estenda la visuale all’intera community del packaging flessibile, della cartotecnica ed etichettatura, per promuovere il dialogo e la comprensione tra fornitori, converter e utilizzatori, ma anche brand owner e retail. Sappiamo cosa non dobbiamo fare – lavorare per mere rappresentanze e alimentare campanilismi – e cosa dobbiamo fare: riunire attorno a un tavolo tutti gli operatori che “fanno il mercato” sia come fornitore-cliente sia come competitor. Non solo è possibile, ma anche estremamente vantaggioso per tutti e la recente iscrizione di Bobst (grazie a cui oggi Acimga rappresenta quasi tutto il segmento delle macchine da stampa) conferma la validità di questo approccio. Ora speriamo di conquistare la fiducia degli altri.

In concreto cosa significa?
Molte cose. Ad esempio, con CPA stiamo lavorando per aggregare altre reti d’impresa e favorire, così, il networking allargato. Altrettanto facciamo come editori e come organizzatori di convegni, per coinvolgere, accanto ai fornitori di tecnologia, stampatori e converter, anche i loro clienti e più in genere tutti coloro che impattano sulla produzione. Anche in questo caso la comunicazione è imprescindibile: è alla base di corsi, sostegni e consulenze; si sviluppa nelle attività social, nella nuova visual identity di Acimga e nell’immagine del progetto fieristico Print4All, in cui abbiamo investito idee e risorse. In tutto questo abbiamo adottato modalità di comunicazione “emozionale”, che ci permette di essere estremamente più efficaci, con dei ritorni immediati anche in termini di visibilità e reputation.

L’internazionalizzazione è, da sempre, uno degli obiettivi prioritari di Acimga. Come si declina nei programmi per l’anno in corso?
Dopo le limitazioni degli anni scorsi, grazie ai fondi dell’ICE e del ministero oggi possiamo organizzare eventi e partecipazioni collettive sui principali mercati di interesse. Ci siamo concentrati su Vietnam, Usa, Cina, Tailandia, Russia, Myanmar e Indonesia dove in alcuni casi, insieme a dei partner strategici, siamo coinvolti in prima persona nel lancio di fiere a marchio Printech: una serie di esposizioni annuali, su cui puntiamo per agevolare l’introduzione sul mercato degli operatori italiani. Nel programma 2017 c’è anche Printech-Rosupack di Mosca, che da quest’anno proponiamo come alternativa ideale all’Upack Italia. Il “cambio di cavallo” è stato stimolato da un mutamento nella strategia di Messe Düsseldorf e dalle politiche miopi e campanilistiche di alcune associazioni imprenditoriali e fieristiche italiane con cui eravamo precedentemente impegnati. Ma, soprattutto, risponde alle esigenze delle imprese del printing e del converting, che in Printech trovano un’area dedicata, abbinata a un “contenitore” (Rosupack) più adatto (Upack Italia è più orientata al dosing e al filling).

La scommessa più importante dell’anno resta, però, la buona riuscita di Print4All, la nuova fiera del 2018 che avete voluto e progettato insieme ad Argi…
Sì, è un obiettivo cruciale su cui siamo impegnati a tutto campo. A sostegno della manifestazione del 2018, per esempio, insieme ad Argi abbiamo in programma dei seminari di formazione degli operatori di Fiera Milano sulle aree communication, textile, nobilitazione e commercial nonché decorative, che rappresentano mercati nuovi e in rapida evoluzione dell’area Grafitalia e Inprinting, da approcciare con competenze specifiche. Print4All, infatti, non è una fiera da vendere al mq, e gli sconti di per sé non sono uno strumento di promozione sufficiente: ciò che fa la differenza, in questo caso, è l’idea che sta alla base della manifestazione. Print4all è una piattaforma B2B nuova e unica nel suo genere, che offre al visitatore internazionale gli strumenti necessari ad approcciare molteplici applicazioni a un tempo differenti e complementari. Non a caso è un elemento di quell’Innovation Alliance che mette in mostra (nello stresso luogo e tempo, e con un unico biglietto) l’intera industria dei materiali, del printing e converting, del packaging, della plastica e della logistica. La presentiamo, quindi, come evento di community, e per promuoverla abbiamo organizziamo la road map di convegni iniziata l’anno scorso a Palermo con Print4Pack. Quest’anno si svolgerà, a Milano, un secondo evento, allargato alla stampa editoriale e commerciale (Print4Graph), e nel 2018 durante lo stesso Print4all si terrà il grande convegno finale, dedicato a tutte le anime della fiera: printing& converting, grafica e comunicazione, specialistica e industriale.

Per il convegno del 2017 avete già definito obiettivi e programma?
Sarà un altro incontro di filiera per favorire il dialogo tra fornitori e utilizzatori di tecnologia nei mercati del packaging e della grafica industriale e, anche grazie al supporto di ICE-Agenzia, rappresenterà un’occasione preziosa di networking fra operatori italiani e stranieri. Quanto al programma, da metà febbraio sono riprese le riunioni con Argi: nella prima, oltre a presentare il Libro Bianco sul mercato del packaging a sintesi del convegno precedente, abbiamo iniziato a delineare i lavori di settembre. Saranno coinvolti i nostri partner storici di Assografici e Istituto Italiano Imballaggio, ma anche la SDA Bocconi chiamata a offrire un contributo di tipo teorico e a tracciare il filo rosso che collega i vari interventi fra loro. Vorremmo, insomma, poter contare sugli esperti in organizzazione aziendale e Industry 4.0, per evidenziare i nessi fra la “rivoluzione industriale” ormai in corso e i temi sviluppati dai vari relatori.

A Print4all prevedete anche delle iniziative specifiche di Acimga?
Stiamo pensando a un programma di eventi e presentazioni di nuovi prodotti, ma per un calendario articolato è ancora presto.

La politica di alleanze che state mettendo in campo interessa tutto l’arco delle istituzioni, a partire dalla Federazione della carta e della grafica. Come vi muovete al riguardo? Con che obiettivi?
Assocarta e Assografici, che fanno parte della Federazione della Carta e della Grafica, sono partner strategici di Print4All e dei convegni preliminari, insieme all’Istituto Italiano Imballaggio per quanto riguarda la verticale Converflex. Ora si tratta di avviare delle collaborazioni con le realtà che rappresentano gli utilizzatori finali delle tecnologie in mostra in Grafitalia e Inprinting. Con la Federazione siamo poi impegnati a costruire la cosiddetta federazione di secondo livello della Riforma Pesenti, ma anche in una serie di attività di servizio ai soci, che coinvolgano da vicino le imprese di tutta la filiera. La prima in ordine di tempo è il ciclo di convegni su Industry 4.0, focalizzati sulle PMI del settore.

E a livello internazionale?
La fiera Print4All ci ha offerto un’ottima occasione di rilancio in seno ad Eumaprint e, su scala globale, a Globalprint. Con alcuni Paesi abbiamo sottoscritto anche degli accordi di partecipazione specifici: Usa, Svizzera e Cina hanno già aderito e stiamo negoziando con indiani e giapponesi. I tedeschi, invece, hanno drupa e gli inglesi Ipex…

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