Dall’evento organizzato da Associazione Italiana Scatolifici emerge il boom dell’e-commerce e la corsa alla personalizzazione. L’ondulato consolida il suo ruolo chiave nella filiera
Il convegno ACIS in Campidoglio ha rimesso al centro il mercato del cartone ondulato come pilastro della transizione ecologica: l’Italia è il secondo produttore europeo e nel 2024 il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici ha raggiunto il 92,5%, oltre i target UE 2030). La ricerca Ipsos Doxa (fieldwork novembre-dicembre 2025) presentata il 14 gennaio, però, fa un passo ulteriore: misura percezioni e scelte lungo la filiera e mostra dove, oggi, si decide davvero il packaging.
Consumatori: il cartone è (quasi) di casa
Nel campione consumer (502 interviste) la conoscenza è ampia: il 79% sa cosa si intende per cartone ondulato e lo associa soprattutto a protezione, resistenza e funzione di imballaggio. Anche l’esperienza è frequente: il 53% dichiara di entrarci in contatto “spesso” o “molto spesso”, con un picco tra i 25-34enni (61%).
E-commerce, sostituzione e riuso: la vita lunga della scatola nel mercato del cartone ondulato
Il primo driver resta l’e-commerce: il 75% cita la ricezione di pacchi da acquisti online come principale occasione di contatto (dato più marcato al Nord). Oltre metà degli intervistati (55%) percepisce un aumento dell’uso di ondulato rispetto al passato, spesso a discapito di pluriball e plastica rigida.
E l’imballaggio non finisce al bidone: il riuso è pratica comune, dallo stoccaggio domestico (61%) ai resi dell’online (56%), fino alle spedizioni di beni di seconda mano (44%), segno che la scatola è entrata anche nei flussi del eCommerce.
Aziende clienti: soddisfazione alta e personalizzazione che accelera
Sul fronte delle aziende utilizzatrici (202 interviste), gli acquisti di ondulato nell’ultimo anno risultano in crescita per il 57% del campione (13% oltre il 10%), mentre solo l’8% segnala cali. La soddisfazione è trasversale e molto elevata: 94% “molto/abbastanza”.
Il segnale più dinamico riguarda la personalizzazione: il 73% richiede scatole con loghi e grafiche e, tra questi, la domanda è “in aumento” per il 52%. Per l’82% delle aziende la possibilità di personalizzare è importante e, non a caso, l’ondulato continua a guadagnare spazio sostituendo carta da imballaggio e plastiche flessibili (51% ciascuna tra i materiali rimpiazzati).
Scatolifici: criteri d’acquisto e pressioni competitive
La lettura degli scatolifici (64 interviste) riporta al day-by-day. Nella scelta del fornitore, i clienti vengono percepiti come guidati da prezzo (50% “fondamentale”), tempi di consegna (50%) e affidabilità (47%); sostenibilità e impatto sul territorio restano in coda.
Anche nella scelta dell’imballaggio il prezzo è primo (47%), poi protezione (34%) e personalizzazione (33%). In parallelo, le sfide interne più citate sono competizione sul prezzo (48%) e reperimento di personale qualificato (45%), seguite da sostenibilità ambientale (31%) e qualità del prodotto (25%).
“Una competizione fondata esclusivamente sul prezzo sottrae risorse a investimenti strategici in innovazione e nei processi di sostituzione dei materiali da imballaggio ad alto impatto ambientale con soluzioni in cartone ondulato. Continueremo a collaborare con le Istituzioni per valorizzare il lavoro svolto dagli scatolifici, sostenere i percorsi di innovazione e crescita del settore e favorire un modello competitivo basato su qualità, sostenibilità e valore, e non soltanto sul prezzo», ha dichiarato Andrea Mecarozzi, Presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici.
Domani più smart e leggero, ma con molta incertezza nel mercato del cartone ondulato
Lo sguardo al futuro parla di cartone “più intelligente”: digitalizzazione, soluzioni connesse, co-design, stampa digitale e maggiore leggerezza a parità di prestazioni, insieme a una sostenibilità più avanzata. Ma emerge anche un messaggio da leggere bene: una quota elevata di incertezza, con il futuro visto più come prosecuzione di trend esterni (plastic replacement, concentrazione industriale) che come trasformazione guidata dal settore.
“Siamo particolarmente soddisfatti del posizionamento della nostra associazione emerso dalla ricerca: è il riconoscimento del lavoro svolto in questi quindici anni e del percorso di accreditamento costruito a tutti i livelli, in particolare quello istituzionale. Abbiamo trovato interlocutori politici attenti e disponibili ad approfondire la conoscenza del nostro comparto e ad ascoltarne le esigenze, come dimostra anche la presenza oggi di Fabrizio Penna, Capo Dipartimento dell’Unità di missione per il PNRR del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica”, afferma Mecarozzi.

