18 maggio, giornata internazionale dei Musei: focus su quelli italiani della stampa e della carta

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Sono musei che guardano al futuro. Ed è significativo metterli in particolare evidenza nella Giornata che li celebra a livello internazionale: sì, perché la carta è oggi al centro dell’economia circolare e la stampa, nei suoi più recenti sviluppi, procede veloce nel solco della transizione digitale. Attività, entrambe, che affondano le radici in una tradizione secolare, al cui recupero storico e industriale dà il proprio contributo l’AIMSC, Associazione Italiana dei Musei della Stampa e della Carta, che dal 2005 a oggi ha messo insieme una rete di strutture in cui rivivono le tradizioni artigiane della tipografia a caratteri mobili, sono in funzione macchine e processi che ripercorrono le origini della produzione cartaria e, soprattutto, si getta il ponte verso le giovani generazioni. È così che i musei della stampa e della carta evolvono in laboratori dove sono coinvolti i giovani, con la spinta e la collaborazione degli istituti professionali, delle Associazioni industriali dei produttori di macchine da stampa (Acimga), delle cartiere (Assocarta) e delle industrie di stampa (Assografici). Vengono loro mostrati e insegnati i fondamentali del lavoro, trasferiti i valori artistici e industriali in un percorso tecnico-storico-culturale che fa da presupposto ideale allo sviluppo delle più moderne frontiere dell’arte tipografica evoluta nella sua forma digitale.

Per l’AIMSC, Associazione presieduta da un eminente studioso e docente di Bibliografia dell’Università Statale di Milano, il prof. Giorgio Montecchi, la missione formativa è un pilastro fondante, che si colloca accanto alla promozione e alla conquista di visibilità per i Musei e per le collezioni riguardanti il patrimonio storico, artistico e culturale delle arti grafiche e della produzione della carta.

“Proprio quando sembrava che non si avvertisse più il bisogno dei saperi storici legati alla grafica, alla tipografia, alla scelta dei caratteri”, commenta il prof. Montecchi, “è stata l’accelerazione della digitalizzazione a portare verso la riscoperta di processi artistici e industriali di cui i nostri Musei offrono testimonianza.”

Conoscere e saper usare le diverse tipologie di caratteri, le abilità grafiche, le capacità di produzione e scelta dei supporti cartacei, evolvono in un tutt’uno con i testi che rappresentano i contenuti culturali, la parte immateriale intimamente connessa con i supporti e l’arte realizzativa: tutto questo fa parte dei percorsi esperienziali ai quali sono chiamate le giovani generazioni, che così acquisiscono basi formative destinate a valorizzare il sapere tradizionale in stretta connessione con le potenzialità offerte dalla tecnologia e dalle attuali risorse di comunicazione.

Una ventina le realtà museali riunite nell’Associazione, in prevalenza nel settore della stampa, distribuite dal Piemonte alla Puglia. Proprio a Lecce si è svolto, nel 2019, l’ultimo congresso dell’AIMSC, focalizzato sulle potenzialità e sulle risorse delle attività tipografiche e sull’economia circolare della carta nel Mezzogiorno. I responsabili dell’Associazione sono al lavoro per il prossimo appuntamento, che sarà focalizzato sul tema della formazione: in ballottaggio tre location, con le relative aree di indotto cartario e tipografico a sostegno: Lodi (dove si trova il Museo della Stampa e Stampa d’Arte, nella foto d’apertura), Mondovì (sede del Museo Civico della Stampa) e Chiavenna, città che avrebbe dovuto ospitare l’edizione 2020 rinviata nell’impossibilità di organizzare l’evento in presenza.

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