Stampa 3D: un progetto di filiera

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Secondo una recente indagine condotta da Lloyd Register Energy, la produzione additiva, più nota come stampa 3D, è destinata a crescere di un buon +390% nei prossimi sette anni.

Il suo impatto sull’ambiente, a partire dal consumo di energia fossile, sarà dunque sensibile e va controllato e guidato. Nè si tratta della sola sfida di un settore che oggi è impegnato a definire gli standard necessari a garantire l’affidabilità dei prodotti stampati in 3D. Sul tappeto, qualità e uniformazione, prestazioni a lungo termine, integrità dei dati e proprietà intellettuale, oltre alle criticità in fase di assemblaggio e, buon ultimo, l’impatto ambientale.

Vista la complessità e novità dei processi in gioco, il Lloyd Register Energy di Londra ha avviato un progetto industriale congiunto (JIP), aperto a tutte le imprese in grado di collaborare all’identificazione dei problemi e delle relative soluzioni. Un’opera di filiera, dunque, in cui fornitori di macchine e materiali, produttori di manufatti, utenti finali e organizzazioni di ricerca sono invitati a offrire il loro contributo per definire degli standard fondati ed efficaci.

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