Smart packaging per il pharma: 8 nuovi progetti

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Lo sguardo, il pensiero e la creatività di otto gruppi di giovanissimi designer del Politecnico di Milano, che hanno presentato al concorso di idee promosso da Pharma Hub progetti di sicuro valore. Punto di partenza: problemi e difficoltà specifiche dell’utente anziano.

Sono partiti dall’ascolto, per individuare le esigenze del consumatore e, quindi, del mercato. Poi ciascun gruppo di lavoro ha individuato un problema specifico dell’utente anziano “tipo”, e ha sviluppato una soluzione di packaging capace di risolverlo, portando avanti tutti gli step di progettazione, e anche di comunicazione. Infine, la coordinatrice degli 11 gruppi di lavoro ha presentato gli elaborati al concorso di idee indetto nell’ambito del convegno annuale Pharma Hub IKN, dove sono state illustrate 8 nomination ed eletti i 3 vincitori.

In gioco, non progettisti di professione ma gruppi di studenti iscritti ai corsi di Design del prodotto del Politecnico di Milano e coinvolti nel laboratorio “Packaging del farmaco”, voluto e coordinato dalla professoressa Antonella Penati. Che hanno presentato progetti di alto livello qualitativo e valore in creatività, catturando l’attenzione dell’industria.

Sorprese e certezze D’altronde non era una sorpresa assoluta: il contest 2020 segue il successo della prima edizione 2019, nata grazie all’impegno personale di Simona Cazzaniga, membro dell’Advisory Board di Smart Packaging e a sua volta docente del Politecnico, e alla sensibilità delle aziende che fanno parte del Comitato scientifico del convegno.

Che hanno “portato a casa” almeno due risultati importanti. Anzitutto una serie di progetti suscettibili di sviluppi industriali (la professoressa Penati ha raccolto interesse e contatti). E poi una certezza: a vent’anni dei ragazzi impegnati, capaci di lavorare in gruppo e sapientemente guidati da insegnanti intelligenti sono in grado di produrre elaborati di livello e con quel “quid” in più che solo persone “nuove” possono immaginare. Che aspettiamo a dare più spazio ai giovani? E a fare del rapporto fra industria e università un aspetto “normale” dello sviluppo aziendale?

Notazioni di metodo: non potendo disporre di strumenti professionali di analisi del mercato né di cluster di pazienti da intervistare nelle varie fasi progettuali, gli studenti si sono basati sull’osservazione diretta di ammalati anziani della propria cerchia famigliare e sociale. Inoltre hanno sviluppato le proprie idee partendo dai farmaci che hanno trovato sui comodini dei nonni e degli zii: scatolette, blister e boccette d’uso comune sono state “usate” come prezioso spunto per sviluppare nuovi progetti. Ringraziamo 3M per avere autorizzato il riferimento esplicito al suo prodotto foglietto Post-It.

Primo classificato

Il farmaco non cura l’ambiente (sacchetto e campagna di comunicazione per il corretto smaltimento dei farmaci)

Progettisti: Stefano Andreazza, Daniele Barattin, Cecilia Buonocunto, Margherita Melani, Stefano Romano.

Problema: La maggior parte dei consumatori non è consapevole della necessità di smaltire correttamente il farmaco post consumo e dei gravi danni all’ambiente (e non solo) che questo provoca.

Soluzione: Creare un “packaging da smaltimento” e una correlata campagna di sensibilizzazione, che incoraggino e facilitino il conferimento delle confezioni di farmaci usati agli appositi cassonetti. La farmacia è snodo cruciale.

Segni particolari: Dimensioni a misura di cassonetto, cartoncino a tenuta di liquidi, montaggio facile e chiusura sicura, apertura pretagliata “child proof”, le grafiche informative e un’accurata e articolata campagna informativa e pubblicitaria sono gli elementi positivi più evidenti di un progetto semplice e geniale.

Secondo classificato

Busta Pock-It (organizzazione personalizzata)

Progettisti: Francesco Della Chiara, Luigi Pezzotta, Alberto Pizzi, Alberto Poli, Leonardo Silvestri.

Problema: Le persone anziane assumono molti farmaci diversi ogni giorno – fino a 9 nel campione analizzato. La gestione corretta delle medicine e delle cure è difficilissima.

Soluzione: Per ricordare in modo semplice l’assunzione dei farmaci gli studenti sono partiti dalle caratteristiche dei foglietti Post-It 3M, gli autoadesivi rimovibili che tutti usiamo come promemoria, trasformati in  “pock-it” ovvero in buste dove inserire la dosa quotidiana di ciascuna medicina, da appiccicare in zone funzionali della casa (o portare con sé).

Segni particolari: Semplice e geniale, assolve al doppio compito di contenitore monodose giornaliero e superficie dove trascrivere la posologia.

Terzo classificato

Tick-To-Drop (dosaggio multisensoriale per i farmaci in gocce)

Progettisti: Danae Almeida, Daniela Boccia, Chiara Tralci, Matteo Dosi.

Problema: Deficit visivi e motori rendono difficile dosare correttamente i farmaci in gocce.

Soluzione: Reinventare il dosatore in modo che determini la fuoriuscita di una sola goccia alla volta e la associ a un suono, rendendo percepibile con più sensi il dosaggio.

Segni particolari: L’intero packaging primario, chiusura compresa, è stato ridisegnato per eliminare tutti i motivi di disagio, inefficacia, errore. Il packaging secondario, difficile da aprire per sbaglio e facile da richiudere, riproduce il suono del dosatore.

Gli altri partecipanti

Cleasy (nuovi gesti per il collirio)

Progettisti: Tommaso Brioschi, Sabrina Morelli, Matteo Romanò, Samuele Sala Veni.

Problema: I penosi movimenti del collo e della spalla necessari ad assumere un collirio, la difficoltà a far uscire la goccia e a centrare l’occhio, la fatica ad aprire il tappo.

Soluzione: Passare da un’assunzione in verticale a una orizzontale; riprogettare di conseguenza contenitore primario, erogatore, tappo; adeguare il sistema astuccio+etichetta e dare più spazio alle informazioni.

Segni particolari: Per realizzare il moke up è stata usata la stampa 3D. Il packaging secondario permette l’estrazione del prodotto dall‘alto e ha funzione tamper-evident. Grande attenzione all’informazione, facilitata dall’uso di icone e dal QRCode stampato sull’astuccio, che collega al bugiardino elettronico multilingua e/o audio.

Artoflex + Fitform (cerotto facile con variante fashion)

Progettisti: Caterina Arcagni, Simone Faiardi, Alessio Magnacavallo, Giulia Riccardi.

Problema: Forme che rendono precaria l’adesione, cerotti troppo grandi che devono essere tagliati, difficoltà di apertura e spellicolamento, istruzioni poco chiare.

Soluzione: Reinvenzione del prodotto per renderlo adesivo su qualsiasi parte del corpo, ridisegno del packaging primario e intermedio per agevolare apertura e presa, e del packaging secondario con apertura sul retro, funzione anti tampering e istruzioni di utilizzo evidenti e chiare.

Segni particolari: L’idea che permette di adattare il cerotto ai diversi movimenti e parti del corpo senza staccarsi; l’attenzione minuziosa a ogni dettaglio; due varianti di cerotto: una smart da comporre nella forma desiderata ed esibire come un tatuaggio, una più dedicata a un pubblico anziano che segue le sagome del corpo.

cut’n’cup (blister richiudibile con nuove funzioni integrate)

Progettisti: Marco Bosaglia, Costanza Caruso, Valentina Colombo, Lorenzo Gennari, Lorenzo Petarle.

Problema: Difficoltà a estrarre la compressa dal blister, a segmentarla correttamente e a riporre i frammenti di dosi senza sprechi.

Soluzione: Conferire al blister un’apertura facile e richiudibile, e nuove funzioni integrate per spezzare la compressa, assumerla senza doverla toccare con le mani e conservare la metà compressa restante.

Segni particolari: Tutto ciò che serve a facilitare l’uso di farmaci in compressa è integrato in un’unica soluzione, igienica e sicura, ottenuta con un gioco sapiente di spessori e segmentazioni. Senza il rischio di sbriciolare le compresse, sprecando prodotto e assumendo una dose non corretta di farmaco.

ThINK (l’inchiostro che aiuta la memoria)

Progettisti: Lucia Biella, Sara Cardettini, Marta Mirandola, Elena Valle.

Problema: Difficoltà a ricordare, seguire e verificare un piano terapeutico che esige precisione di orari e assunzioni multiple nel corso della giornata.

Soluzione: Un inchiostro fotosensibile assume tre colorazioni diverse e consecutive per segnalare quando è stata rimossa la pellicola che protegge la singola compressa del blister, quando è ora di assumere la dose successiva e quando la cura giornaliera è terminata. Grazie alla pellicola di chiusura si evita la fuoriuscita incontrollata della pastiglia.

Segni particolari: Molto curato anche il packaging secondario, facile da aprire e richiudere, ricco di informazioni immediate e contenente più ausili di istruzioni. Il blister a nastro e la particolare forma dell’astuccio facilitano l’uso completo del prodotto.

Papillon (monodose ad apertura facilitata)

Progettisti: Mattia Alberico, Nicolò Arnardi, Alessandro Di Nofa, Chiara Marsiglia.

Problema: Le classiche difficoltà di estrazione, identificazione e perdita di informazione su singole porzioni di blister.

Soluzione: Trovare una forma “memorabile”, aumentare la superficie di presa e di leva sulla base delle misure antropometriche di una mano, perfezionare la gestione delle informazioni.

Segni particolari: Il blister è contenuto in una scatola a bauletto, con una efficace linguetta anti tamper sulla parte frontale. Le informazioni sul farmaco sono splittate su più elementi, facili da leggere e gestire (come il bugiardino a booklet). I colori che distinguono di vari dosaggi ricorrono su tutti gli elementi del packaging e le informazioni salienti sono riportate su ogni monodose.

 

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