Il converter temerario e il metodo che reinventa la flexo

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CIESD mette a segno un colpo da maestro in vista di un nuovo e ambizioso obiettivo: conquistare, dopo la leadership negli incarti per caramelle, un posto al sole nel mercato del food packaging. Con un parco completo di tecnologie roto e flexo e un metodo di gestione del processo dai risultati strabilianti.

Nei suoi 40 anni abbondanti di vita, la CIESD di Pregnana Milanese si è affermata come produttore di riferimento e poi come leader assoluto nel segmento degli incarti twist per il settore dolciario, sviluppando struttura, risultati e un’area produttiva di 25 mila mq. Ma il successo non necessariamente “è per sempre” e già nel 2005, nei tempi non sospetti in cui tutto andava a gonfie vele, la proprietà ha iniziato a progettare un nuovo percorso nel promettente mondo del packaging.

Fu un mix di passione, curiosità e lungimiranza che ha pagato, permettendo all’azienda di consolidarsi anche dopo la campagna anti PVC del 2019, dopo la successiva contrazione del twisting nel dolciario, e nel bel mezzo delle trasformazioni socio-economiche che stanno impegnando le imprese ad aggiornare modelli produttivi e di business.

Dunque non è un caso che oggi CIESD entri da protagonista nel packaging flessibile per alimenti. Lo fa con un’offerta di tecnologie roto e flexo top level e ben rodate, e con quel “qualcosa in più” che sta attirando l’attenzione dei brand con promesse impossibili da ignorare. CIESD, infatti, oggi è in grado di ottenere al primo foglio stampa, e su substrati di qualsiasi natura, il risultato della prova digitale approvata dal cliente.

Ma cos’è quel “qualcosa in più”? È un metodo di lavoro a cui l’aggettivo di rivoluzionario calza a pennello, che arriva in CIESD a seguito di un doppio incontro fortunato fatto da Francesco e Marica Petrillo e Lorenzo Della Grazia: quello con Andrea Focareta, oggi General Manager del converter lombardo, e quello con il suo storico collaboratore, maestro nella gestione del colore e dei processi, Luigi De Rosa. Ecco cosa raccontano i tre protagonisti.

«Circa un anno fa – racconta Petrillo – in CIESD tutto era rodato. Avevamo scelto di distinguerci dal gran numero dei converter mono-tecnologia offrendo al mercato packaging flessibile stampato in roto o in flexo, su substrati semplici e laminati, con tecnologie e competenze di altissimo livello frutto di investimenti audaci. Ma ci mancava ancora qualcosa: quel “di più” che serve a creare interesse, a convincere i grandi brand che non sarà una perdita di tempo testare un nuovo fornitore quando già ce ne sono tanti con cui lavorano bene. Insomma, mancava una promessa davvero speciale, in grado di attirare l’attenzione su di noi, bravi e fieri ma pur sempre ultimi arrivati.

L’ho trovata confrontandomi con Andrea Focareta. Ci ha prospettato di investire in una nuova tecnologia generata da nuove competenze, con l’obiettivo di offrire ai clienti una qualità di stampa e un risultato uguali alla prova digitale, tanto in roto quanto in flexo. E di riuscirci guardando il flusso di lavoro con occhi totalmente diversi, capaci di aprire nuovi orizzonti. Era questo che cercavamo! E così siamo partiti.

Focareta nel ruolo di direttore generale e il “suo” esperto di stampa e colore Luigi De Rosa, hanno dato le gambe al nuovo progetto imprenditoriale. Sotto la loro guida, l’azienda si sta ri-organizzando per consolidare le metodologie innovative che De Rosa insegna ai nostri operatori con un entusiasmo travolgente, ed è grazie a questo grande lavoro che oggi possiamo fare nuove promesse al mercato. Perché non siamo più “solo” in grado di realizzare con la massima efficienza i lavori e servizi richiesti dai clienti, ma di raggiungere nuove vette di qualità, anche sui substrati più sfidanti, con una gestione della macchina e del colore che genera risultati mai visti prima. Rivoluzionando i metodi classici».

«Opero nel packaging da più di 30 anni e nelle aziende dove ho lavorato ho dato e ricevuto moltissimo, collaborando con clienti di ogni tipo da cui ho imparato tutto ciò che so. È un percorso fatto in buona parte in compagnia di De Rosa, accomunati da un’idea “fissa”: in un mondo in cui tutti sono bravi a fare tutto ma l’optimum non si raggiunge mai, riuscire a creare un processo per la gestione del colore che governi le infinite variabili in gioco in modo da garantire certezza e ripetibilità. Immaginavamo di trovare una fabbrica così innovativa da poter creare qualcosa di diverso, fino a che in CIESD l’abbiamo trovata.

Il cuore del progetto che abbiamo avviato insieme alla famiglia Petrillo/Della Grazia risiede in un metodo per la riproduzione del colore digitale in rotocalco e in flexo. Si chiama LDR e non solo permette di ottenere, infallibilmente, il colore corretto al primo foglio di macchina – cosa che nessun altro è in grado di fare – ma è, appunto, un metodo, dunque intersoggettivo, non dipendente dalle capacità del singolo individuo: alla fine del percorso che abbiamo intrapreso sarà CIESD, e non Luigi De Rosa, a lavorare con quei risultati e quell’efficacia.

In gioco non c’è solo la gestione degli inchiostri ma di tutto il processo di stampa e i risultati sono testimoniati dai test effettuati con brand molto importanti. Grazie ad essi oggi possiamo ripresentarci al mercato con l’umiltà di chi sa che deve dimostrare il suo valore, e con la credibilità di chi, invece di proclamare “siamo i migliori”, dice “ecco cosa sappiamo fare”».

«Lavorativamente parlando – racconta Luigi De Rosa – sono nato al Nord come macchinista e preparatore inchiostri in aziende leader del settore. Da lì Andrea Focareta mi ha chiamato in Seda dove ho potuto coltivare una crescita professionale organica, muovendomi fra l’incisione dei cilindri, la prestampa dei pantoni, la formulazione dei colori e la stampa, seguendo clienti sempre più importanti e progetti sempre più sfidanti. È lì che ho imparato tutto quello che ho scritto nel mio libro* e dopo 7 anni, arrivato al limite ultimo di questo percorso, ho accettato di andare in Poplast a mettere in pratica quello che sapevo.

Ho avuto la fortuna di lavorare con numerosi clienti importanti su progetti mirati, creando il processo LDR rotocalco a bordo macchina, con risultati inediti. E poi ho sentito il bisogno di sperimentare quei traguardi in un’altra realtà, di interagire con persone nuove e metodologie differenti, avviando una sorta di beta test del mio sistema anche per la stampa flexo. Per questo sono entusiasta di avviare una nuova fase del mio lavoro come consulente in CIESD, dove ho anche l’opportunità di formare personale qualificato in ogni comparto aziendale».

Ne parleremo diffusamente sul prossimo fascicolo di Converting.

(*) ”Progetto Colore Vol. 1 – Sfumature di Rotocalco”.

Al centro Francesco Petrillo, con la figlia Marica e Lorenzo Della Grazia

La storia della CIESD è degna della migliore imprenditoria all’italiana e si deve a un operaio di origine pugliese con il genio e la passione del capitano d’industria, di nome Francesco Petrillo. Giovanissimo, si innamora di Milano, del milanese (campione imbattuto di ciribiciaccola), di una milanese (che sposa) e della stampa rotocalco a cui dedica tutti i giorni e molte notti della sua gioventù.

Oggi l’imprenditore è in sella più saldo che mai, la sua grande moglie è sempre accanto a lui, la figlia Marica è arrivata in azienda oltre 10 anni fa portando con sé esperienze maturate all’estero e in realtà multinazionali, il genero Lorenzo è il CFO ormai da 15 anni, forte di un percorso in ambito amministrativo e finanziario che lo ha visto consulente e poi in ruoli di prestigio in grandi imprese globalizzate.

E l’impresa non si ferma. «Con una struttura e una cultura all’altezza delle nuove sfide, stiamo rivoluzionando tutto un’altra volta», dichiara Marica. «Il motore è ancora il lavorare bene delle origini, come pure il premio: sviluppare un’azienda dove dominano la passione e il senso di responsabilità».

Sarebbe piaciuto anche all’amata Manuela, la sorella scomparsa prematuramente, che ha fatto grande la CIESD a fianco del padre.

Luigi De Rosa ha messo a punto un processo standardizzato di gestione della stampa (e della relativa operatività) con l’obiettivo di ottenere la ripetibilità di tutti i tipi di lavoro, nuovo o ristampa che sia, senza fermi macchina né problemi di inchiostri, con la massima qualità. Questo processo, battezzato LDR, inizia a lavorare sulla prestampa (incisione delle matrici e gestione del file digitale) per poi intervenire sui singoli elementi del processo di stampa. I risultati sono straordinari: col metodo LDR è possibile operare con un flusso di lavoro snello e standardizzato ottenendo, su qualsiasi supporto stampato, la riproducibilità dei colori digitali.

 

 

 

 

 

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