Drupa chiude in bellezza e riparte quadriennale

0

Alla fine di un’edizione eccellente, sul piano del business ma non solo, gli organizzatori di Drupa hanno ripensato la periodicità della fiera della stampa e ritirano l’idea di renderla triennale.

Drupa resta dunque quadriennale e la prossima volta si svolgerà nel 2020 (il che, fra l’altro, minimizza i conflitti con altre fiere europee del settore, Ndr). Intocca, invece la riduzione della durata della manifestazione, che resta di 11 giorni, nella fattispecie dal 23 giugno al 3 luglio.

Messe Düsseldorf risponde, così, a un’esigenza espressa dai player di settore: «Teatro di numerose trattative commerciali e caratterizzata da un'atmosfera particolarmente frizzante, Drupa 2016 ci ha dimostrato che il suo punto di forza sono le linee produttive in funzione» spiega Werner M. Dornscheidt, presidente e CEO di Messe Düsseldorf, che aggiunge: «Drupa torna alla sua tradizionale ciclicità, per permettere agli espositori di investire nella prossima edizione».
Dati e considerazioni
I numeri, per quanto in calo, confermano la centralità della manifestazione tedesca e la validità della rifocalizzazione sui temi e le aree di business dalle forti potenzialità, come la stampa 3D, quella funzionale e, soprattutto, del packaging e labeling.

Calano i visitatori
Ecco, per sommi capi, le cifre principali, confrontate con quelle del 2012.
1.837 espositori da 54 Paesi hanno presentato le loro proposte in 19 padiglioni (l’edizione precedente erano 1844 da 52 paesi, su un’area complessiva di 166.000 mq netti).
Quanto ai visitatori, quest’anno si sono registrati in 260,000 da 188 paesi e circa 1.900 giornalisti da 74 nazioni di tutto il mondo, in sensibile calo rispetto ai 314.000 del 2012, con 2.333 giornalisti accreditati da 75 nazioni.

Crescono gli affari
Si è trattato, tuttavia, di una caduta che non ha prodotto conseguenze negative, è il parere unanime registrato agli stand: la minore affluenza è stata ampiamente compensata dalla maggiore “qualità” delle presenze, fatte di decision maker concretamente orientati all’investimento, come confermano anche i dati relativi ai contratti siglati in fiera.
Secondo le rilevazioni degli organizzatori, il 54% degli operatori è arrivato in fiera con concreti intenti di investimento; il 29% ha firmato ordini d’acquisto durante la manifestazione; il 30% sta pianificando di farlo nel periodo post fiera; il 60% dichiara di aver trovato nuovi fornitori.

+16% i visitatori esteri
L’altro dato positivo è che, nonostante la crescita delle grandi fiere dell’estremo oriente e la notoria resistenza degli statunitensi a spostarsi in Europa, la percentuale dei visitatori provenienti dal “resto del mondo” rispetto alla Germania non è mai stata così alta, attestandosi al 78% (+16% rispetto al 2012), confermando drupa come “la” fiera internazionale per eccellenza.
La parte del leone l’hanno fatta i player orientali. Sono cresciuti gli asiatici, che rappresentano il 17% del visitorato internazionale (erano il 13,6% nel2012) e sono costituiti anzitutto da indiani (5%) e cinesi (3%). Fra gli europei, i più numerosi sono stati italiani, francesi, olandesi e britannici.

Su questo sito, sulle newsletter di Converting e, naturalmente, sulla rivista, offriremo una panoramica il più completa possibile dei prodotti presentati alla fiera tedesca e degli eventi da ricordare perché forieri di sviluppi interessanti. STATE CONNESSI!
 

Commenti disabilitati