Dinamica, concreta, molto molto snella…

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È passato meno di un anno da quando Acimga ha cambiato pelle e indirizzo, eppure l’associazione dei costruttori italiani di macchine per la carta-grafica e il converting sembra un’altra. Idee, progetti e primi risultati di una realtà ambiziosa, che ha già raccolto nuove adesioni.

La struttura? A dir poco essenziale. La sede? Condivisa con un’altra associazione. I programmi? Molti, concreti, stimolanti. Una sorta di “Acimga 2.0” si affaccia sulla scena istituzionale a pochi mesi dalla nomina del nuovo direttore Andrea Briganti.
Il cambio di passo è evidente e se volessimo trovare una parola-chiave per definirne lo spirito sarebbe “servizio”. Ecco come ne parla Briganti, che nel nuovo ruolo si è calato con slancio e, in sintonia con un vertice coinvolto e impegnato (il presidente Marco Calcagni e il vice Aldo Peretti) sta ridisegnando il profilo dell’associazione dei costruttori di macchine per la stampa e il converting.

Con un organico di due sole persone e gli uffici ad Assago in condivisione con Assocomaplast, Acimga appare molto cambiata. Che identità e struttura si è data?
Acimga è, oggi più che mai, un’associazione imprenditoriale, espressione delle aziende che si riconoscono nei suoi obiettivi e programmi. Per certi versi, invece, è più simile a una società di servizi che a un’istituzione di rappresentanza: mettiamo in campo azioni di promozione, formazione, mappatura dei mercati, ecc… che commissioniamo di volta in volta a enti e specialisti esterni.
Del resto Acimga “esiste” a pieno titolo: ha un consiglio direttivo e coordina dei gruppi di lavoro che riempiono di contenuti i nuovi progetti e decidono le attività da portare avanti.

E sul piano della rappresentanza? Il vostro settore di riferimento ha tante anime…
Acimga rappresenta segmenti dell’industria delle macchine per la grafica e la trasformazione assai diversi fra loro, che hanno bisogno non solo di “fare massa critica” negli ambiti comuni, ma anche di progettare azioni dedicate alle singole aree. Dunque, una volta optato per un modello di organizzazione snello e “piatto”, ispirato a principi di democrazia diretta e partecipazione, ora lavoriamo a “verticalizzare”: stiamo formando i primi gruppi di lavoro dedicati a singole tecnologie e aree di specialità – roto, flexo, converting, digital printing… – dove in Italia operano aziende di primissima grandezza, e altri ne nasceranno, man mano che nuove realtà andranno aggregandosi. Il trend di crescita, peraltro, è evidente: dallo scorso giugno ad oggi gli iscritti sono aumentati del 40% ma stimiamo che le potenzialità siano ancora molto alte.

Acimga può quindi diventare il riferimento di nuove aziende e segmenti del mercato. Che tipo di imprese hanno interesse ad associarsi?
Oltre ai costruttori italiani, grandi e piccoli, di macchine, attrezzature e componenti per il settore grafico-trasformatore-cartotecnico, e ai loro fornitori già presenti in veste di “soci aggregati”, Acimga può rappresentare anche gli stranieri che operano direttamente, con una sede propria, sul mercato italiano. Inoltre il nuovo statuto ci permette di accogliere gli editori specializzati, insieme ad altri supporter, come ad esempio banche e istituti finanziari.
Secondo noi, fare associazionismo oggi non significa semplicemente “sventolare la bandiera italiana” ma creare una community B2B, in cui vedere e farsi vedere, far circolare e recepire informazioni, allacciare contatti e, buon ultimo, fare branding. Perché, ormai, anche nei settori dei beni industriali, prima si “vende” l’azienda e poi il prodotto.

Dunque, una ristrutturazione radicale. E cosa state realizzando con queste idee e ambizioni?
Stiamo lavorando su molti fronti che convergono sull’obiettivo istituzionale, ovvero la promozione del comparto e il sostegno alle sue imprese. Abbiamo, dunque, rilanciato tutte le attività che mirano ad aumentare presenza e autorevolezza dei costruttori italiani nei mercati che contano, in primis la partecipazione alle fiere e l’analisi delle aree e dei settori di sbocco.
Inoltre, abbiamo individuato nuovi filoni di intervento che, a una prima valutazione, appaiono decisamente positivi. È il caso, ad esempio, delle attività di comunicazione che sfruttano il nuovo sito web Acimga connesso ai social network. In particolare, guardando alle dinamiche B2B abbiamo identificato in Linkedin uno strumento duttile ed efficace, e il corso di formazione che abbiamo organizzato per insegnare ai soci come usarlo al meglio è stato decisamente apprezzato.
Promossi a pieni voti anche gli incontri di “content transfer” ovvero quegli appuntamenti dove gli operatori dei vari segmenti della filiera (materiali, macchine, servizi, attività di trasformazione, utilizzatori…) si confrontano su dinamiche, problemi e opportunità. Al primo, che si è svolto a novembre a Milano con grande partecipazione e apprezzamento, è seguito quello di Monaco di Baviera, che abbiamo organizzato durante ICE Europe con il titolo “Print Our Pack”, in collaborazione con G&K TechMedia e con il sostegno di ICE- Agenzia.
Anche a Converflex abbiamo previsto due incontri (vedi notizia in prima di copertina, Ndr). In generale, diamo la preferenza ad appuntamenti brevi di taglio internazionale, animati da esperti e buyer dei grandi end user.

Si tratta di iniziative molto concrete…
Con tutti gli strumenti disponibili, “fisici” e virtuali, vogliamo sostenere l’aggregazione della global community e aprire nuovi spazi di visibilità e promozione alle aziende italiane.
Un altro esempio può indicarne la prospettiva.
In collaborazione con una società di servizi, stiamo allestendo un osservatorio che si propone di mappare, su cicli di 5 anni, i mercati più interessanti contattando direttamente le imprese che vi operano, via Linkedin e per telefono. Iniziamo da Romania, Germania, Messico e Stati Uniti e chiediamo alle aziende come evolverà il mercato nei prossimi anni, di quali tecnologie si stanno servendo e come pensano di cambiarle ecc., in modo da poter disporre di un efficace “termometro” del settore e dei trend che ne orientano lo sviluppo. Più imprese aderiscono e più efficace e significativo sarà il report: fare community è anche questo.

E a livello istituzionale? Continuerete a fare lobbying? Quali sono i rapporti di Acimga con le associazioni internazionali?
Se per lobbying intendiamo le relazioni con i ministeri (Sviluppo economico, Affari esteri ecc.) per sostenere i programmi promozionali decisi dal consiglio direttivo, ovviamente sì: rientrano nel campo di attività tipico di un’istituzione come la nostra che, fra l’altro, fa capo a Confindustria ed è fra i fondatori della Federazione della filiera carta-grafica.            In parallelo, e con rinnovato impegno, stiamo cercando di rilanciare EumaPrint, costola europea della federazione mondiale Global Print a cui aderiamo. È in sede internazionale, infatti, che si definiscono linee guida ed equilibri sulle normative di settore (di particolare attualità quelle sulla sicurezza), si promuovono gli appuntamenti fieristici e le tecnologie emergenti, le associazioni nazionali sostengono le loro industrie e così via.
A Converflex, dunque, incontreremo le associazioni europee omologhe per ridare forza e respiro alla federazione; nel frattempo, stiamo monitorando altre realtà significative, anche di altra natura, come, ad esempio, la European Rotogravure Association.

Converflex si prospetta dunque come un evento importante sotto vari profili…    Ne sono convinto, e lo sono anche i nostri associati che, infatti, occupano oltre un terzo dello spazio espositivo.
Inoltre, a questo Converflex hanno aderito diverse aziende che non esponevano da anni, incoraggiate dalla sinergia con Ipack-Ima e le altre manifestazioni di filiera, attratte dal respiro internazionale che la concomitanza con Expo 2015 amplifica. Vista la rilevanza che l’export riveste per le nostre imprese, l’esposizione universale rappresenta un fatto positivo: i visitatori long distance hanno un valido motivo in più per venire a Milano quest’anno.
Nel complesso, dunque, l’adesione è convinta e partecipata.                              

 

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