Ripartenza col botto per i costruttori italiani di macchine

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Crescita del +90% per i costruttori di macchine per la stampa e il converting rappresentati da Acimga in questo inizio d’anno, con una ripresa vigorosa anche dell’export. La fine del tunnel è vicina.

Il 2021 delle imprese di Acimga è iniziato con segnali di ripresa davvero importanti. Gli ordini raccolti nel primo trimestre dell’anno in corso dai costruttori di macchine per l’industria grafica rappresentati dall’associazione confindustriale segnano un +89,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un valore dell’indice pari a 269,4 (Base 2015=100).

Il risultato è stato determinato dalla crescita sia sui mercati esteri (+96,4%), sia sul mercato interno (+74,8%), con un incremento complessivo del fatturato del 9,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (in termini correnti), per un valore di 604 milioni di euro. Ricordiamo che il settore aveva chiuso il 2020 con un fatturato di 2,36 miliardi, in calo del 16,7% rispetto al 2019 – comunque limitato rispetto all’andamento della meccanica strumentale italiana, che secondo Federmacchine si è attestato al -27%. Sempre nel 2020 l’export dei costruttori Acimga era sceso a 1,45 miliardi, con una flessione contenuta al 14,4%.

«Anche la meccanica strumentale, così come i maggiori indicatori finanziari nazionali e internazionali, si incammina sulla strada della ripresa e vede la famosa uscita dal tunnel», commenta Andrea Briganti, direttore di Acimga e di Federazione Carta e Grafica. «Dopo un 2020 di forte arresto, con alcuni casi di picchi negativi, il 2021 si apre con un andamento ordini di assoluto interesse, che alimentano una crescita con valori a doppia cifra. Non solo: riprende vigorosamente anche il mercato internazionale, e per il nostro settore – che esporta oltre il 50% della produzione e quindi aveva particolarmente sofferto l’arresto dello scorso anno – si tratta di un segnale estremamente positivo. Questi trend autorizzano a prevedere, dal punto di vista produttivo, un ritorno alla normalità nel breve-medio, termine».

Primo trimestre 2021: i dati del Centro Studi Acimga

Il 2021 si apre registrando una ripresa del settore: tutti gli indicatori sono positivi. Anche le previsioni per il secondo trimestre dell’anno in corso indicano ottimismo nelle attese dei rispondenti.

Indice ordini acquisiti

L’indice degli ordini di macchine per l’industria grafica raccolti nel primo trimestre 2021 ha registrato un notevole incremento (+89,6%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un valore dell’indice pari a 269,4 (Base 2015=100). Tale risultato è stato determinato dalla crescita registrata sia sui mercati esteri (+96,4%), sia sul mercato interno (+74,8%).

Fatturato (valore)

Nel primo trimestre 2021 il fatturato (in termini di valore) ha registrato un incremento del 9,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (in termini correnti), per un valore di 604 milioni di euro.

Previsione andamento del fatturato

Nel primo trimestre 2021, le previsioni congiunturali sull’andamento del fatturato per il secondo trimestre 2021 indicano crescita per il 52,2% (dal 25%); segue stabilità per il 43,5% e diminuzione per il restante 4,3%.

Previsione della quota % di export sul fatturato

Nel periodo gennaio-marzo 2021 le previsioni relative alla quota percentuale di export sul fatturato per il secondo trimestre 2021 sono, per la maggior parte dei rispondenti (59,1%), di stabilità, seguite da crescita (27,3%) e diminuzione (13,6%).

Previsione ordini acquisiti

Per le previsioni congiunturali degli ordini interni prevale ottimismo, mentre per ordini esteri si conferma la stabilità.

Per il secondo trimestre 2021 le previsioni sull’andamento degli ordini acquisiti sul mercato interno indicano crescita per il 47,6% dei rispondenti (dal 15,8%) rispetto al primo trimestre 2021; in calo sia le risposte di stabilità (42,9% dal 57,9%) sia le risposte di diminuzione (9,5% dal 26,3%).

Per i mercati esteri le risposte sono in prevalenza di stabilità per il 57,1% dei rispondenti; segue crescita, con una quota del 33,3% (dall’11,8%) e diminuzione al 9,6% (dal 29,4%).

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