Networking a Palermo: cronache da Print4Pack

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230 partecipanti hanno seguito i lavori del convegno Print4pack, organizzato da Acimga e Argi a Palermo questo 20 e 21 settembre 2016 con il fattivo supporto di ICE-Agenzia. Pensato come “tappa di avvicinamento” al prossimo grande evento fieristico Print4All, che si svolgerà nell’ambito dell’Innovation Alliance di Milano-Rho (29 maggio-1 giugno 2018), ha raggiunto diversi obiettivi importanti, di contenuto e di networking.

Alta e vivace la partecipazione allo scorso Print4pack, concluso ieri in una Palermo ancora estiva, crocevia geografico, storico e culturale dei Paesi che circondano il Mediterraneo (e non solo). Spostando a Sud il baricentro del mondo degli affari, questo incontro ha avvicinato imprese dell’intera filiera del printing-labeling-converting, tanto del meridione quanto del settentrione del Paese, oltre ai rappresentanti delle istituzioni più dinamiche e aperte e una cinquantina di buyer degli Stati Uniti e del Vicino Oriente.

Molto apprezzate, nello spirito di condivisione che ha animato la due-giorni di relazioni e dibattiti, anche la cena “sociale” con vista sulla città, che ha scandito le due mezze giornate di convegno riservando un’intera serata agli incontri informali, e le lunghe pause caffè+cannolo-e-altre-squisitezze che hanno creato un’atmosfera in cui è stato facile presentarsi e parlarsi.

Print4pack – ha commentato più di un convenuto – ha confermato non solo l’efficacia di una formula, già sperimentata con successo negli ultimi due anni da Acimga, che abbina il dialogo di filiera all’incontro tra fornitori e buyer internazionali, ma anche la voglia di parlarsi di persona dopo l’ubriacatura di dialoghi virtuali su internet.

Caffè, pillole e il “pisello verde” di Farinetti
Il caffè è stato al centro non solo dei break ma anche di molti interventi come esempio di prodotto che, cambiando packaging, ha rivoluzionato modalità di consumo e canali distributivi, stravolgendo i mercati e lanciando nuove sfide (anzitutto lo smaltimento delle capsule). Era in compagnia dei popcorn nel secchiello oversize di Mondelez e dei farmaci con l’augmented reality di Angelini, degli straordinari packaging innovativi illustrati da Carla Leveratto del Gruppo Roncaglia e degli ingegnosi sistemi anticontraffazione presentati da Domenico Tessera Chiesa, AD Sales e past president Gipea…

Ma la star del convegno si è presentata in seconda giornata: dopo il successo di UniEuro e Eataly, Oscar Farinetti ha raccontato il nocciolo concettuale del suo nuovo progetto distributivo che vedrà la luce a Torino nel 2017. Si chiama Green Pea (pisello verde) e consiste in un nuovo tipo di megastore multilivello per la “vendita” di valori (sic!) e dei beni che li sostanziano. Anzi, di un valore, quello del rispetto. Il termine, avverte l’imprenditore piemontese, va qui inteso non come dovere ma come godimento. Godimento di una vita potenziata grazie al rispetto di quell’Ambiente che è la nostra grande casa, della più piccola casa privata di ciascuno, del nostro aspetto e del benessere che chiede modi, tempi e luoghi per essere coltivato. E che dev’essere alla base di qualsiasi tipo di progetto – anche di packaging!  -si voglia lanciare in questa straordinaria fase di cambiamento che stiamo vivendo, comparabile, per portata, alla scoperta del fuoco e dell’agricoltura.

Nei diversi piani dell’edificio occupato da Green Pee, dunque, si venderanno mezzi di trasporto a basso impatto; abiti “buoni” per chi li fabbrica, li indossa e fornisce le materie prime (animali compresi); mobili progettati e realizzati seguendo gli stessi criteri; spazi e servizi da spa con tanto di cyclette che generano, con il contributo muscolare di tutti, l’energia green che alimenta il negozio. All’ultimo piano, ovviamente, ci sarà anche un ristorante dove non sarà difficile “spostare il valore del rispetto dal senso del dovere al senso del piacere” trasformando le persone eticamente impegnate da bacchettoni esaltati o un po’ pedanti in leader carismatici da imitare, amati dall’altro sesso e rispettati dalla collettività. E il packaging? Un nuovo mondo, promette l’imprenditore piemontese.
Ormai non manca molto per toccare con mano.

E in molti chiedono il bis
All’incontro, dove sono stati forniti moltissimi stimoli e spunti di lavoro, i convenuti hanno scoperto esperienze e tecnologie che non conoscevano, confermando la fecondità di un confronto così concepito di cui molti hanno chiesto il “bis”.  Snello, non paludato, non ingessato, ha coinvolto esperti e imprenditori che parlano il linguaggio degli affari e della tecnologia, traducendo anche i concetti più astratti e complessi in idee ed esperienze concrete.

A vario titolo e in più momenti hanno preso la parola Carlo Alberto Carnevale Maffè (SDA Bocconi) e Marco Sachet (Istituto Italiano Imballaggio), Ron Gilboa (Infotrends) e Carla Leveratto (Gruppo Roncaglia), Oscar Farinetti (Eataly) ed Eliana Farotto (Comieco), insieme ai converter, creativi e utilizzatori di packaging che si sono confrontati durante le quattro tavole rotonde in rappresentanza di Polipack, Ghelfi Ondulati, Tecnobox, Angelini, Barilla, Lavazza, Sacchital, Solution Group, Roto.Med, Sales, Goglio, Constantia, Eleftheriades, Mondelez, illycaffè, HP, Uteco. Presenti anche le principali istituzioni del settore: oltre ad Acimga e Argi, anche Assografici ed Enipg.

Tutto il bello della scuola… e di “quella” scuola
Print4Pack si è svolto, non a caso, nel Teatro Savio del Centro di Formazione Professionale "Gesù Adolescente" di Palermo, un comprensorio scolastico gestito dai Salesiani che offre, tra l’altro, corsi per operatori delle arti grafiche. Con loro Argi ha avviato da tempo una collaborazione con l’intento di sostenere la scuola fattivamente – fra l’altro fornendo i consumabili necessari alle attività didattiche –  per testimoniare quanto conti la formazione in un settore che ha tanto bisogno di personale preparato.

«I giovani sono il nostro futuro – hanno dichiarato entrambi i presidenti, di Argi (Roberto Levi Acobas) e di Acimga (Marco Calcagni), in apertura dei lavori – e ora più che mai, vista la rapidità con cui l’evoluzione tecnologica rende obsolete le competenze tradizionali».
Lo hanno testimoniato anche i relatori del convegno, ciascuno dal proprio particolare punto di vista: è con gli occhi dei ragazzi che possiamo capire come sta cambiando il mondo, con le loro forze possiamo portare avanti i nostri progetti e con la loro generosità (messa in campo senza riserve anche in questa occasioni, dagli insegnanti e dagli allievi della scuola palermitana) trovare nuove ragioni per i nostri progetti migliori.

 

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