Libere riflessioni su tecnologia e servizio raccolte in centinaia di colloqui formali e informali con utilizzatori, operatori e imprenditori del converting nei miei primi 3 anni in Windmöller & Hölscher. Fabio Gonzatto, Area Sales Manager, Marketing Developer et al. W&H italiana.
Negli ultimi tre anni, lavorando nel dipartimento commerciale di Windmöller & Hölscher ho avuto modo di ascoltare, parlare, confrontarmi con centinaia di clienti, operatori, tecnici, imprenditori della stampa e del converting. Le visite alle aziende e le innumerevoli chiacchierate informali al telefono, nelle corsie degli stabilimenti, in incontri tecnici, nelle riunioni post-installazione… hanno arricchito enormemente il mio modo di vedere il mercato italiano. Una visione confermata durante la scorsa fiera K dove, per la prima volta, abbiamo registrato l’afflusso reale di visitatori allo stand: una media di 900 persone al giorno. Ci hanno trasmesso con grande chiarezza cosa pensano delle macchine e delle tecnologie W&H, talvolta sulla base di convinzioni sbagliate. Eccone alcune.
1. “Le macchine W&H sono troppo complicate da gestire”
Ecco una convinzione diffusa, spesso associata al fatto che W&H è sinonimo di alta tecnologia. Ma le due cose non devono per forza andare insieme e, infatti, la realtà è diversa. I nostri progettisti hanno lavorato intensamente per semplificare l’interazione uomo-macchina, ad esempio sviluppando il software EasySetup, nato sulla linea Alphaflex e oggi esteso ad altre piattaforme. EasySetup guida l’operatore passo-passo durante cambio lavoro e avvio riducendo errori, variabilità e tempi di setup. In parallelo si sono evoluti interfacce touch, sistemi di diagnostica predittiva, assistenza remota avanzata, procedure guidate di manutenzione, l’ergonomia complessiva…. Risultato? Una macchina sofisticata ma anche straordinariamente intuitiva.

2. “Le macchine W&H costano troppo e non sono alla mia portata”
W&H resta un marchio top class ma negli ultimi anni ha introdotto configurazioni più accessibili, senza compromessi su qualità, stabilità o precisione. Detto questo, il mercato italiano tende ancora a concentrarsi sul costo iniziale e meno sul costo totale di esercizio, perdendo di vista molti elementi determinanti. L’analisi del ROI dipende da molti fattori – tecnologia di partenza, configurazione scelta, materiali, volumi, livello di automazione – ma ciò che emerge da una analisi corretta è che spesso il differenziale di prezzo rientra mediamente in 3–5 anni. Lo dobbiamo a riduzione di scarti (non solo in avviamento) e di non conformità, uptime più elevato, consumi più bassi, maggiore stabilità operativa, migliore sicurezza ed ergonomia, supporto service più rapido: tutto insieme incide direttamente sulla competitività dell’impianto.
3. “Un’azienda tedesca non personalizzerà mai la macchina sulle mie esigenze”
Ecco un classico pregiudizio, storicamente fondato ma ormai superato da realtà più articolata. L’idea che ogni modifica debba essere tecnicamente sostenibile, sicura e ripetibile nel tempo per garantire un’affidabilità costante nei decenni è tipica dell’Europa del centro-nord e va nella direzione di una standardizzazione. Prendendo atto delle esigenze degli utilizzatori, però, W&H si è molto aperta alle richieste di personalizzazione, soprattutto quando c’è un razionale tecnico chiaro e condiviso, modifiche che possono essere realizzate a regola d’arte, con performance garantite e senza compromettere la robustezza dell’impianto. Molte configurazioni realizzate da W&H in Italia ne sono la prova.

4. I progettisti non capiscono le esigenze di chi lavora quotidianamente sulla macchina
Altro esempio evidente di “non verità”. Per W&H il rapporto con gli operatori è parte strutturale dell’innovazione. Il nostro Demo Center è un vero laboratorio di sviluppo, non una semplice showroom. Ci lavorano operatori e stampatori esperti che testano nuovi moduli software e hardware, validano materiali, supportano clienti e OEM nei training, raccolgono feedback operativi che tornano direttamente alla R&D, collaborano con fornitori di inchiostri, anilox, cliché, materiali barriera… Il Demo Center è sempre aperto e rappresenta un punto di incontro tra chi stampa, chi progetta e chi sviluppa tecnologie complementari. È proprio questa triangolazione che negli ultimi anni ha accelerato l’innovazione nelle tecnologie di stampa e converting. E non solo in flessografia.
5. “Preferisco un service locale: dalla Germania una risposta o un ricambio non possono arrivare subito… E poi non parlo inglese”
Nella cultura italiana la relazione diretta è profondamente radicata. Negli ultimi anni W&H ha dunque rafforzato il servizio nel nostro Paese con figure dedicate alla stampa, affiancate da un team internazionale che opera in sinergia, riducendo il gap culturale e linguistico e allineando qualità percepita ed erogata. E poi… nell’era dell’IA abbiamo ancora paura del “non parlo inglese”? Oggi abbiamo strumenti gratuiti di traduzione in tempo reale, che eliminano ogni barriera linguistica, e W&H mette a disposizione anche un tool di assistenza visiva in grado di supportare i clienti senza limiti comunicativi! Come? I ricambi? Abbiamo un magazzino ricambi multimilionario, che assicura disponibilità immediata e spedizioni dall’oggi al domani, per una gestione rapida e organizzata delle problematiche tecniche.

