Il packaging flessibile post lockdown

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Le ricadute della crisi da pandemia sul packaging flessibile, l’andamento del settore e gli scenari dei mercati di sbocco commentati da Prometeia, le prospettive dell’economia globale secondo l’esperto della Banca d’Italia. Informazioni e dati dallo scorso webinar del Giflex.

Si è svolto il 6 maggio, con generale soddisfazione e una cinquantina di operatori online, il primo webinar del GIFLEX – il gruppo imballaggio flessibile di Assografici.

Oltre all’intervento del Presidente in carica, Michele Guala, che ha delineato lo stato dell’arte del settore e fatto il punto sulle azioni di lobbying prossime future, l’evento telematico ha trasmesso le presentazioni di due esperti sugli scenari economici contemporanei: Alessandra Benedini, Senior Specialist di Prometeia, e Fadi Hassan, Ricercatore Associato della London School of Economics e Senior Economist della Banca d’Italia. Ecco una sintesi dei contenuti.

Approvvigionamenti e Ho-Re-Ca: le ombre sulla ripresa

Nel suo discorso di apertura il Dott. Michele Guala ha rimarcato l’importanza delle azioni intraprese a livello associativo da Giflex e Assografici per assistere le aziende in questo periodo di crisi sanitaria e forte incertezza economica. Azioni che è stato in parte possibile estendere anche a livello europeo grazie alla preziosa collaborazione con FPE – Flexible Packaging Europe.

Il Presidente ha esposto le prime considerazioni sugli andamenti del settore. In marzo si è rilevata una crescita importante dei fatturati, anche grazie alla corsa sfrenata dei consumatori all’acquisto di generi alimentari. Crescita tuttavia che non corrisponde a quella dei volumi prodotti a causa dei molti fenomeni di destocking. In aprile, invece, sono rientrati nella normalità gli ordinativi di prodotti da parte dei clienti, ma sono comparsi i primi problemi legati all’aumento dei prezzi delle materie prime e all’allungamento dei tempi di consegna. Segnalata anche una forte preoccupazione per tutta la produzione legata al canale Ho-Re-Ca e per i problemi di reperimento dei DPI .

Per concludere il suo intervento Guala ha poi ricordato che, nonostante il periodo di crisi, non si sono persi di vista i temi legislativi di grande importanza: rimangono strettamente monitorati argomenti come la Direttiva Single Use Plastic e il rinvio dell’entrata in vigore della Plastic Tax.

Pharma +3,9%, Food&Bev -4,6%, Ho.Re.Ca -26,7%

A seguire Alessandra Benedini interviene per illustrare l’andamento economico del settore del packaging flessibile, commentando i dati dell’indagine statistica condotta presso i soci Giflex.

Secondo i dati di Prometeia, il panorama pre-Covid presentava un +1,1% di fatturato rispetto al 2018 (di cui il 55% realizzato oltre frontiera) per un giro d’affari vicino ai 2.5 miliardi di euro, un comparto del Food dinamico (+1,5%) trainato dal mercato interno (+3,7% in Italia) e un aumento degli investimenti, accompagnato da un’accelerazione nel processo di  digitalizzazione e da una crescita dell’occupazione. Tutti scenari che ci si aspetta profondamente mutati dopo la scossa del Covid-19.

Alessandra Benedini ha sottolineato le parole chiave di questa crisi: nuova, esogena, globale, ma anche asincrona e asimmetrica . Quello del Coronavirus infatti è uno scenario mai prima verificatosi, che si riflette profondamente sugli equilibri economici, ma scaturisce da una situazione di crisi sanitaria. Uno scenario mondiale in cui né i Paesi né i diversi settori economici sono colpiti allo stesso modo e allo stesso tempo.

Per quanto riguarda il nostro Paese, ogni settimana di chiusura è costata lo 0,8% del PIL: una caduta ancora più intensa di quella del 2009, seguita da una ripresa non sufficiente per recuperare in tempi brevi. Il lockdown ha mutato notevolmente i comportamenti d’acquisto ed è molto probabile che alcune delle tendenze instauratesi permarranno anche in futuro. Si registrano dati mai visti prima: -85% degli spostamenti in auto e -90% di quelli sui mezzi pubblici, una diffusione dell’e-commerce arrivata al 34,8%.

Per l’industria si attendono perdite prossime al 14% e anche le prospettive per i livelli di attività dei settori più legati al flessibile non sono troppo promettenti. Le previsioni sul 2020 presentano una tenuta della Farmaceutica (+3,9%), ma una caduta nell’Alimentare e Bevande (-4,6%) legata soprattutto al crollo previsto per il settore Ho.Re.Ca (-26,7%). Tutti i principali microsettori alimentari risultano in flessione e la dinamica positiva dei consumi quest’anno non sarà sufficiente ad arginare il crollo della domanda B2B e dell’export.

Come cambiano opportunità e problemi

In conclusione del webinar è intervenuto Fadi Hassan per inscrivere l’andamento economico settoriale all’interno degli scenari macroeconomici in azione. La crisi Covid-19 sta agendo sempre più a livello globale: si registra un -3% sulla crescita economica mondiale, sbilanciata soprattutto verso le economie avanzate (-6,1%, contro il -1% dei paesi in via di sviluppo).

Si riscontra, in particolare, come l’evento Coronavirus si sia innestato dopo un anno già piuttosto difficile (3 trimestri del 2019 presentano una variazione percentuale negativa rispetto ai trimestri corrispondenti del 2018) e in un orizzonte in cui molti fattori erano già in azione (trend di “Slowbalization” in atto dal 2008, indice di crescita per l’Italia in costante  assottigliamento dagli anni ’70). La crisi Covid-19,secondo Hassan, andrà quindi probabilmente a modificare gli equilibri globali accelerando ed esacerbando tendenze preesistenti come lo scontro economico USA-Cina, l’aumento di meccanismi di protezionismo  e l’accrescere delle difficoltà derivanti dal blocco operativo della Corte d’Appello della WTO.

Tuttavia, non tutto il male potrebbe venire per nuocere. La crisi non colpirà tutti allo stesso modo e alcuni Paesi potrebbero trarre particolare vantaggio nel rivalutare alcune catene produttive che hanno acquisito valore in questa nuova situazione economica e geopolitica. Inoltre, con forte probabilità le aziende modificheranno profondamente le loro strategie di risk management, mettendo al centro un nuovo modo di pensare che privilegi la resilienza e l’efficienza della filiera produttiva. Un’occasione quindi di crescita e miglioramento in cui non verrà più ignorata l’eventualità che accadano fenomeni statisticamente poco probabili, ma estremamente dannosi e complessi come pandemie e disastri naturali.

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