Gli etichettifici europei durante il lockdown

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Il 12 maggio Finat (la federazione europea degli etichettifici) ha organizzato un webinar per scambiare informazioni sull’industria delle etichette in questo momento difficile.

Vi ha partecipato anche Tommaso Police, Labels Sales Manager Simec Group Srl, che lo ha trovato interessante e che, in questo articolo, condivide con i lettori di Converting contenuti e considerazioni, contribuendo a creare quella “redazione aperta” fatta di operatori, esperti e stakeholder di filiera che svolge un ruolo preziosissimo di aggiornamento. «Il mio – scrive Tommaso al riguardo – è solamente un punto di vista all’interno del mercato etichette e spero possa essere utile a chiunque. Credo, infatti,  nell’importanza del fare rete, a prescindere dalla situazione Covid19: più è ampio lo scambio di informazioni tra i vari player del mercato più avremo un settore forte, determinato e soprattutto al passo dei tempi». Condividiamo e volentieri pubblichiamo.

Tommaso Police, Labels Sales Manager Simec Group Srl

Il lockdown

I mesi di marzo ed aprile sono stati due mesi molto intensi nell’ambito dell’industria dell’etichetta.  In tutta Europa si è verificato un aumento della produzione per tutti gli etichettifici che lavorano per la GDO e per il settore farmaceutico/sanitario.

Guardando, invece, all’economia generale, molti Paesi europei stanno vivendo come noi la Fase2, altri sono un po’ più avanti, ma in sostanza il lockdown globale ha generato un rallentamento un po’ ovunque. Ora i timori riguardano i prossimi mesi. Le stime prospettano un calo del 7,5% in area UE mentre l’Italia avrebbe già subito un calo del 27% della produzione industriale a causa della chiusura forzata delle attività produttive non indispensabili alla filiera dei beni essenziali. Basta solo pensare all’industria dell’automotive e al suo indotto, o al settore edilizio, entrambi completamente fermi negli scorsi due mesi.

La ripartenza

Dal 5 maggio in Italia con la fase 2 sono ripartite molte attività, il che darà un’ulteriore iniezione di fiducia e di lavoro non solo a questi segmenti produttivi ma anche a tutti gli etichettifici che vi sono legati.

Ripartire peraltro non è semplice per nessun tipo di etichettificio, grande o piccolo che sia. E questo non solo per le rigide misure di prevenzione, sanificazione e distanziamento che si devono necessariamente adottare per prevenire la diffusione del virus, ma anche dal punto di vista economico. Le maggiori difficoltà riguarderanno le piccole imprese che hanno dovuto fare i conti con l’assenza di entrate per un lungo periodo. Proprio per queste imprese sarà fondamentale studiare nei prossimi mesi delle agevolazioni nei pagamenti che permettano di velocizzare la ripresa.

Smartworking e altre pratiche: le esperienze comuni

A livello commerciale, in questi mesi abbiamo tutti imparato ad essere più digitali: non essendo più consentite le visite ai clienti, l’utilizzo della tecnologia è diventato fondamentale per mantenere i rapporti e per continuare a vendere i propri prodotti e servizi anche in questo periodo.

Lo smartworking si è diffuso in tutto il mondo e sono aumentate le occasioni di confronto in videoconferenza, come avvenuto ieri con il Webinar di Finat. Molto utili, in questo meeting virtuale, le testimonianze di Chris Ellison (OPM Group), Isidore Leiser (Stratus) e Francesc Egea (IPE Etiquetas), che rappresentando tre diverse realtà operative in altrettanti Stati e hanno fornito una panoramica reale del mondo Label in Europa.

Prima di tutto, il fattore comune: tutti hanno dovuto mettere in condizioni di sicurezza le proprie imprese, proprio per proteggere i collaboratori dalla diffusione virus mediante sanificazioni e nuove procedure aziendali. In secondo luogo, l’andamento delle realtà produttive nei differenti Paesi europei coincide pienamente con le “fasi” attraversate nei vari Stati. Tutti hanno avuto difficoltà e allo stesso tempo sono riusciti ad andare avanti. Le preoccupazioni legate alla ripartenza generale sono comuni a tutti, ma ci sono segnali che lasciano ben sperare per il futuro.

Best practices e condivisione: l’esperienza Simec

In questa fase mai affrontata prima nella storia, a mio modesto parere è utile sempre confrontarsi, condividere le best practices e fare rete. Ieri per me è stato molto interessante ascoltare, anzitutto per capire come ci si sta muovendo in Europa e per ricavarne gli spunti migliori da implementare nella propria realtà aziendale.

Per quanto mi riguarda, il settore Label che seguo in Italia con gli anilox in Simec Group non ha subito contraccolpi. Infatti la quasi totalità dei nostri clienti è rimasta operativa durante il lockdown, e molti ne hanno anche approfittato per riorganizzarsi e migliorare le proprie strutture produttive, continuando quindi a ordinare. A tal proposito devo aggiungere che, grazie al nostro innovativo sistema SDB (Simec Digital Background), siamo riusciti a garantire uno stock di rulli pronti a magazzino per le principali macchine presenti sul mercato, e molti clienti ne hanno approfittato per rifornirsi di nuove dotazioni. La velocità del servizio si è così confermata uno dei nostri fattori vincenti.

In questo particolare periodo stiamo vivendo in un tempo sospeso, dove da un lato si guarda con speranza al futuro e dall’altro si approfitta per fare “il punto” sulla propria dotazione di forniture e attrezzature per la produzione. Nel nostro caso e nel settore Labels che seguo direttamente, ad esempio, sono aumentate le richieste di pulizia/lavaggio rulli anilox e le nuove forniture di interi stock di rulli per le differenti macchine. Ma non sono mancate, proprio soprattutto dagli etichettifici, neppure le richieste di rilavorazione dei rulli. Non solo. Diverse aziende hanno, in questo periodo di quarantena, acquistato nuovi macchinari facendo investimenti importanti che danno senza dubbio un segnale positivo di fiducia in una ripresa generale. Mentre tanti altri operatori si sono guardati intorno, per capire cosa migliorare della propria produzione.

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