Sui risultati del fatturato 2023 trainano le consegne interne, + 4,8%. Sale la quota di mercato soddisfatta dall’industria italiana, 65,5%.

Il comparto delle aziende italiane costruttrici di macchine per la stampa, rappresentate da Acimga, (Associazione Costruttori Italiani di Macchine per l’Industria Grafica, Cartotecnica, Cartaria, di Trasformazione e Affini) chiude il 2023 con un fatturato pari a 3.050 milioni di euro segnando un +3,6% rispetto ai 2.945 milioni di euro del 2022. Al contrario dell’anno precedente, sono le consegne interne a trainare la crescita di fatturato, segnando un +4,8%, a fronte di una minore espansione, +2,7%, delle esportazioni, che arrivano in ogni caso a sfiorare €1.800 milioni di valore. Le importazioni calano in doppia cifra, -10,3%; nonostante ciò, con un valore di 659 milioni di euro, si attestano al secondo maggior valore mai registrato. Di conseguenza, migliora con decisione il saldo commerciale, arrivando ad un valore di +€1.138 milioni. L’Italia migliora il proprio livello globale con una ripresa della quota di mercato soddisfatta dall’industria nazionale, che, per il 2023, si attesta al 65,5%.

«I dati 2023 confermano quanto percepito dalle nostre aziende e sono un segnale positivo all’interno di un panorama di filiera che evidenzia trend in calo e fatturati in diminuzione nella maggior parte dei comparti a valle del mercato della fornitura di beni strumentali, quali ad esempio quelli dell’industria grafica e cartotecnica trasformatrice – afferma Enrico Barboglio, Direttore Generale di ACIMGA – Anche le pre-stime del primo trimestre 2024 e previsionali dell’anno in corso danno segnali di crescita generale continuativa, con un aumento più consistente delle esportazioni.»

IMPORT 2023

La quota import cala verso quasi tutti le macroaree di origine degli acquisti. L’Unione Europea rimane di larga misura la principale area di provenienza delle importazioni italiane, con il 77,3% del totale (-8,6% sul 2022); segue l’Asia orientale, da cui ha avuto origine il 13,2% degli acquisti dall’estero, e segna il 26% in meno rispetto all’anno precedente. Al terzo posto si trova sempre l’Europa extra-UE, (-13,5%), davanti al Nord America, che grazie al +79% arriva a 21,1 milioni di euro. Marginali, come sempre, le quote delle altre aree di origine dell’import 2023.

EXPORT 2023

L’export è aumentato di quasi 50 milioni di euro rispetto all’anno precedente, attestandosi appena sotto i 1.800 milioni di euro: il dato record del 2018 è ancora superiore ma di soli €55 milioni. Gli USA si confermano primo mercato di destinazione delle esportazioni italiane di macchine per l’industria grafica, cartotecnica, cartaria, di trasformazione e affini, mentre l’Unione Europea rimane la prima area di destinazione del comparto e segna + 15,1% sul 2022.

Segno positivo per i primi paesi di destinazione delle macchine italiane. Fa eccezione la Spagna, al quinto posto del ranking con una quota del 5%, che subisce una limatura in doppia cifra a -11,7%. Gli USA consolidano i valori record e passano a 290,5 milioni di euro, (+0,6% su una quota di mercato del 16,2%), seguono la Germania, con +6,9% e un valore di €141.1 milioni, e la Francia (+6,3%). Molto positivo il valore della Polonia, che segna +90,3% e arriva a coprire una quota di mercato del 5,4%.

«Il nostro comparto è probabilmente andato meglio rispetto ai risultati complessivi del settore industriale grafico, ma ciò non toglie che la considerazione globale è che ci troviamo in un momento di stasi del mercato. Il 2023 ha visto allontanarsi i problemi legati allo ‘shortage’ di componentistica e questo ha permesso di consegnare beni che avevano visto ritardi accumulatisi nel 2022. La situazione politico-congiunturale globale, inclusi i problemi nei trasporti mondiali di merci, il costo dell’energia ancora alto, e i tassi ai massimi, pesano ancora notevolmente a livello macro. La nostra industria, inoltre, è oggi anche affetta da influenze sia di tipo strutturale sia settoriale. Transizione 5.0 è attesa nelle sue finali determinazioni di regole e decreti attuativi, e il ritardo con cui dagli annunci si arriva all’utilizzo degli strumenti rallenta le scelte. Pesa poi l’imminente drupa. Dopo otto anni di assenza, drupa è guardata dal mercato con attesa: un termometro che misura innovazioni e nuovi trend, e che orienterà gli andamenti del settore del printing nei prossimi mesi. La scelta di posizionare la prossima edizione di Print4All Conference ad un mese da drupa è per noi strategica in questo senso perché ci consentirà di capire le direttrici del comparto e analizzare quanto emerso nel corso della manifestazione, anche in preparazione della prossima Print4All del 27-30 maggio 2025» ha aggiunto Daniele Barbui, Presidente di ACIMGA.