Print4All: perché piace la fiera di filiera

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Hub di competenze e acceleratore di innovazione. Così Alberto Palaveri, innovation manager Sacchital, ha vissuto Print4All, l’inedita piattaforma B2B della filiera del printing e converting, che si è svolta a fine maggio a Milano.

429 espositori di cui il 40% esteri, perlopiù europei (27%) ma non solo (13% extraeuropei). E 35.312 visitatori in rappresentanza di 20.636 aziende: 79% italiani, 13% europei e 8% provenienti da altri continenti. Con una top ten che vede in testa i tedeschi, seguiti da spagnoli, svizzeri, russi, francesi, turchi, iraniani, britannici, serbi e polacchi. Questi i dati che documentano il successo della prima edizione di Print4All (Milano, 29 maggio-1 giugno 2018), la “fiera di filiera” progettata da Acimga, Argi con 4IT Group e FieraMilano, all’interno di quell’Innovation Alliance che l’ha vista insieme a Ipack-Ima con Meat Tech per il packaging, a Plast per la lavorazione delle materie plastiche e Intralogistica Italia. Con cifre eloquenti anche sul mix di funzioni aziendali ricoperte dai visitatori: per il 27% manager con funzioni esecutive, seguiti a pari merito (17% ciascuno) da marketing- vendite e produzione, specialisti della stampa (13%) acquisti (6%) e pianificazione (4%).

Quando i puntini sono tutti lì… tirare la riga è facile

Print4All, questa la novità, è stata concepita come piattaforma di incontro fra operatori di tutta la filiera della stampa e del converting di imballaggio ed etichettatura, editoriale e commerciale, e “industriale” nelle sue varie accezioni (dal textile all’OOH, dall’elettronica stampata al 3D…).

“E filiera è stata“, commenta Alberto Palaveri, che ha vissuto la fiera nei molteplici ruoli di innovation manager Sacchital, AD Akerlund&Rausing, vicepresidente Giflex e membro di giunta dell’Istituto Italiano Imballaggio, e che ha creduto nel progetto tanto da accettare di farsene Ambasciatore. “Sviluppare progetti nuovi, realizzare lavorazioni speciali che coinvolgono clienti e fornitori, richiede incontri a più voci e una condivisione di conoscenze tutt’altro che semplice. A Print4All i puntini da unire erano tutti lì: trovarsi è stato facile e parlarsi, con sotto gli occhi le tecnologie e gli strumenti, molto più profittevole. Questo significa fiera di filiera. Così come, e il mio staff conferma, avere l’occasione in pochi giorni di monitorare nei convegni e nelle aree speciali (quella dedicata ai nuovi materiali per esempio) i temi caldi, le tendenze della domanda e dell’offerta, l’evoluzione delle tecnologie, le nuove idee e i fronti aperti dai player che tirano la volata… Vista la complessità degli scenari e dei progetti si tratta di opportunità preziose. Per tutti questi motivi, se devo riassumere in uno slogan la natura di questa fiera la definirei “acceleratore di innovazione.” Con un plus ulteriore: “proprio per la capacità di agevolare l’incontro e il confronto fra tutti gli attori, Print4All si è rivelata anche un prezioso propellente associativo – occasione e stimolo di incontro in vista di obiettivi comuni, fra attori e istituzioni nate distinte e ora più vicine. Quindi più forti“.

E la prossima edizione? I lavori per rilanciarla fervono, a partire dalle “conferenze di avvicinamento”, la prima delle quali si volgerà a Milano il 21 e 22 marzo del prossimo anno. Palaveri rinnova la fiducia nel progetto, di cui torna a farsi Ambassador. E butta lì una considerazione che suona come un invito: “A Print4All portiamo lo stato dell’arte e il futuro del packaging stampato, ovvero un mondo di prodotti che volgono un ruolo centrale nella vita quotidiana di tutti. Peccato non coinvolgere la cittadinanza, creando occasioni di incontro e sensibilizzazione che oltrepassano il perimetro della fiera e fanno cultura condivisa…”.

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