Oscar delle etichette: i vincitori

0

L'edizione 2015 dell'L9 World Label Awards è dominata dai giapponesi, che conquistano il maggior numero di premi, seguiti da americani e australiani. 22 le categorie in concorso, corrispondenti ai principali processi di stampa e applicazioni.  

4_18_digital_wine_spirits_FINAT.pngSi chiama L9, alla maniera dei network che riuniscono i potenti della terra, l'alleanza fra le associazioni internazionali degli etichettifici, nata con l'intento di raccogliere informazioni di portata strategica e formulare politiche a sostegno del labeling in tutto il mondo. Fra le iniziative messe in campo, la più nota è forse il concorso L9 World Label Awards che, da 24 anni, premia le migliori etichette realizzate ai quattro angoli della Terra.
Nel 2015 vi hanno partecipato Finat (Europa), Tlmi (USA), Jflp (Giappone), Latma (Australia), Salma (Nuova Zelanda), Peiac (Cina) e Ametiq (Messico), che hanno espresso una giuria formata dal presidente Tony White coadiuvato da Mike Buystedt del Tlmi, dall'australiano Andrew Maxwell, da Tony Wheeler in rappresentanza di Salma, da Yao Yi per il Peiac e dal giapponese Sumio Morimoto.
Poco prima dello scorso LabelExpo Europe si sono riuniti a Bruxelles per esaminare in ogni dettaglio tecnico i lavori candidati al premio, classificati in 22 categorie per poter rappresentare le diverse tecniche di stampa e i principali settori applicativi. In questa edizione del premio le nomination ne hanno interessato solo 18: Flexo Line, Flexo Line Screen/Tone, Flexo Colour Process, Flexo Wine/Spirits, Letterpress Line, Letterpress Colour Process, Letterpress Wine/Spirits, Offset Colour Process, Offset Wine/Spirits, Combination Line Screen/Tone, Combination Colour Process, Combination Wine/Spirits, Digital Printing, Digital Wine/Spirits, Screen, Gravure, Booklets, Innovation.

A settembre il Best of the Best. Per la terza volta verranno assegnati cinque L9 Global Awards supplementari ai migliori lavori realizzati con i principali processi di stampa. Saranno rivelati e celebrati il 12 settembre, nel corso dell'evento organizzato da Tarsus alla vigilia di LabelExpo Americas (Chicago, 13-15 settembre 2016). Le categorie in concorso per l'”Oscar degli Oscar” dell'etichettatura sono flessografia, stampa tipografica, offset-lito, stampa ibrida, digitale.

 

Riconoscimenti prestigiosi                       
È stata una selezione impegnativa, testimonia Tony White, «per l'altissimo livello di qualità dei prodotti in lizza, che hanno superato i limiti tecnici raggiunti finora», conclusa con l'assegnazione di 20 premi e 12 menzioni speciali (Honourable Mentions).
Il Paese che ha conquistato il maggior numero di riconoscimenti è il Giappone (6 premi e 2 menzioni), seguito da vicino da Usa e Australia e, a seguire, dagli etichettifici cinesi, europei e della Nuova Zelanda.

Quella rappresentata nella foto di apertura è solo una delle etichette premiate, candidata da Finat e realizzata da Collotype Labels USA per il brand di superlcolici Diströya. Ha conquistato il World Label Awards nella categoria Digital Wine/Spirits.
Qui di seguito ecco le altre etichette vincenti presentate dalla Federazione europea – piccola, ma significativa, selezione dei lavori insigniti con una menzione speciale nelle categorie:
 

Flexo Line:                                                                                                Constantia Flexibles Label Division, UK, per “Cranes Drinks”.
Flexo Line Screen/Tone:                                                                                     DGS Baski Teknolojleri, Turchia, per “Opet Full Gear EP 1lt”.
Offset Wine/Spirits:                                                                                     Collotype Labels, Australia, per “Christobel’s Moscato”.
Screen:                                                                                                            Stratus Packaging, Francia, per “Nocibé Lotion 200ml”.

Booklets:                                                                                                           Codex Security Printing House, Ungheria, per “Scholl Velvet Smooth booklet”.

 

 

 

Commenti disabilitati