Il mercato di astucci e scatole pieghevoli secondo i dati GIFASP

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GIFASP, Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci e Scatole Pieghevoli, ha presentato il report “Osservatorio sulle condizioni economico-finanziarie del settore Astucci e Scatole Pieghevoli”. La presentazione, tenuta dal dott. Marcello Antonioni di StudiaBo, si è svolta durante l’Assemblea d’Autunno GIFASP, venerdì 10 novembre a Monaco di Baviera.

Il Report, realizzato a cura di StudiaBo/Gifasp, contiene i risultati economico-finanziari di 63 imprese italiane del settore “Astucci e scatole pieghevoli” (sia aderenti al GIFASP sia non aderenti), desunti dai bilanci al 31/12/2016.

Highlights

  • Nel 2016 il settore degli Astucci e Scatole Pieghevoli ha registrato una nuova crescita dei fatturati (+2% in euro), oltre che nel numero dipendenti, in linea con la performance media delle imprese manifatturiere italiane, ma con differenze anche significative all’interno del settore: il 16% delle imprese ha messo a segno crescite dei fatturati a due cifre percentuali; di converso, un altro 15% ha registrato cali superiori ai 10 punti percentuali.
  • Incrementi significativi dei margini operativi: l’anno scorso l’EBITDA in % del valore della produzione del settore ha recuperato 1.8 punti, attestandosi su livelli di massimo per l’esperienza dell’ultimo decennio. Le migliori performance sono state messe a segno dal comparto Farmaceutico e dalle Medie e Grandi imprese. Significativa, tuttavia, anche in questo caso la dispersione dei risultati di marginalità all’interno del settore: a fronte di 4 aziende su 10 con livelli di EBITDA superiori al 10% del valore della produzione, un altro 15% non arriva, invece, al 5%.
  • I livelli di redditività della gestione caratteristica del settore (misurata dal ROI), grazie alla crescita congiunta di fatturati e margini operativi, appaiono in netto miglioramento (+2.1 punti rispetto al 2015), toccando l’anno scorso un nuovo massimo dal 2005 ad oggi. Il comparto Farmaceutico risulta quello meglio posizionato, con livelli medi del ROI prossimi al 12%; Medie e Grandi imprese si caratterizzano per valori del ROI decisamente superiori alle Piccole imprese.
  • La capacità di autofinanziamento del settore risulta in miglioramento, con livelli del cash-fow significativamente superiori a quelli medi dell’industria manifatturiera italiana. Farmaceutico e Medie imprese risultano i cluster meglio performanti.
  • Le imprese del settore più orientate ai mercati esteri si caratterizzano per livelli elevati di efficienza d’uso del capitale, con un tasso di rotazione del capitale investito di oltre il 10% superiore alla media del settore. Tale condizione si associa, inoltre, a tempi medi di rotazione magazzino e tempi di incasso più veloci di quelli tipici del settore.
  • L’anno scorso si è leggermente riequilibrato il rapporto tra tempi di incasso e tempi di pagamento, anche se permane più penalizzante rispetto alla situazione media dell’industria manifatturiera italiana: nel 2016 i tempi medi di incasso da clienti del settore si sono confermati a 116 giorni, a fronte di un allungamento a 113 dei giorni fornitori. Il rapporto tra tempi di incasso e pagamento relativamente più favorevole è quello del comparto Cosmetico e tra le Piccole e Medie imprese.
  • Le condizioni di indebitamento si confermano contenute: il Leverage (dato dal rapporto tra debiti finanziari e capitale proprio) del settore risulta, infatti, tuttora inferiore alla media manifatturiera italiana. In particolare, General Packaging e Medie e Piccole imprese si caratterizzano come i cluster finanziariamente meno esposti.
  • Il costo implicito del debito risulta su livelli di minimo storico: nel 2016 l’incidenza degli oneri passivi sullo stock dei debiti finanziari delle imprese del settore è stata pari a meno di 3 punti percentuali. General Packaging e Grandi imprese si caratterizzano come i cluster con il costo medio del debito più contenuto.

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