Federazione Carta e Grafica sul PPWR: forte preoccupazione sull’ultima interpretazione della Commissione europea sul regolamento. L’incertezza normativa pesa negativamente sulla pianificazione degli investimenti e sull’organizzazione delle catene di approvvigionamento di un settore che conta oltre 160.000 imprese italiane, pari all’1,2% del PIL nazionale.
Federazione Carta e Grafica esprime forte preoccupazione sulla bozza di Legal Advice della Commissione europea sul nuovo Regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), come già evidenziato da Cepi, ECMA, EPPA, FEFCO, FEPE e Pro Carton.
“Come Federazione Carta e Grafica – afferma il DG di Federazione Carta e Grafica Massimo Medugno – sollecitiamo la Commissione europea a rivedere la bozza di Legal Advice, accogliendo le proposte di modifica da noi avanzate, al fine di garantire il pieno rispetto del testo normativo e dell’accordo politico raggiunto, assicurando così certezza giuridica, condizioni di concorrenza eque e un’efficace attuazione del PPWR. Qualsiasi interpretazione che vada oltre il testo giuridico rischia di frammentare il Mercato Unico, compromettere la certezza del diritto e ridurre la competitività dell’industria.”
L’assenza di chiarimenti tempestivi, chiari ed affidabili, da parte della Commissione UE potrebbe lasciare la filiera della carta, fatta da oltre 160.000 imprese e un fatturato di 27 miliardi di euro (1,2% PIL) ad affrontare una inaccettabile incertezza, con effetti negativi sulla pianificazione degli investimenti, sull’organizzazione delle catene di approvvigionamento e su un’applicazione uniforme del Regolamento nel Mercato Unico europeo.
“Il documento diffuso obbligherebbe esplicitamente gli Stati membri a introdurre requisiti che vanno oltre il testo del Regolamento, tra cui la definizione di obiettivi di riutilizzo più elevati e/o aggiuntivi ai sensi dell’articolo 29. Inoltre, sembra estendere l’ambito di applicazione dei divieti di imballaggio di cui all’articolo 25 e all’allegato V (punti 1-4), incoraggiando gli Stati membri a introdurre “divieti” ai sensi dell’articolo 4 della Direttiva sulla plastica monouso, nonostante quest’ultima preveda solo eventualmente l’istituzione di misure di riduzione del consumo” prosegue Medugno.
Infatti, l’interpretazione proposta dalla Commissione di alcune disposizioni del PPWR rischia di modificare in modo sostanziale l’ambito di applicazione del Regolamento, discostandosi dal quadro normativo e dall’accordo politico raggiunto dai co-legislatori. Pur non essendo giuridicamente vincolante, il Legal Advice del PPWR è chiaramente inteso a informare e influenzare l’interpretazione e l’attuazione del Regolamento.
“In questo contesto, esortiamo rispettosamente la Commissione ad astenersi dall’adottare un approccio che vada oltre la precisa formulazione giuridica del Regolamento e introduca elementi di orientamento non fondati sul testo concordato dal legislatore. Un Mercato Unico ben funzionante è essenziale per la competitività dell’industria” conclude Medugno.