Già oltre 500 etichette digitali emesse nella prima sperimentazione. Il sistema permette ai consumatori di consultare le emissioni stimate, il metodo di calcolo e gli interventi di compensazione associati. Il progetto è tra i finalisti dell’Innovation Village Award 2026.
Ogni acquisto online mette in movimento una complessa catena logistica, dai magazzini ai mezzi di trasporto fino alla consegna finale. Ma quanto incide sull’ambiente il pacco che riceviamo a casa? E quanto sono realmente verificabili le dichiarazioni ambientali che accompagnano prodotti e spedizioni?
A queste domande cerca di dare una risposta Logistic Green Label, un progetto italiano che punta a rendere misurabile e trasparente l’impatto ambientale della logistica, trasformando i dati operativi delle spedizioni in informazioni accessibili anche ai consumatori.
L’iniziativa si inserisce in un mercato che coinvolge ormai 35 milioni di consumatori digitali italiani e che, secondo l’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano, raggiungerà nel 2026 i 42,6 miliardi di euro per i soli acquisti online di prodotti.

Un’etichetta digitale per conoscere l’impatto di ogni spedizione
Il funzionamento è semplice: attraverso un link o un QR code associato alla spedizione, il destinatario può accedere a un’etichetta digitale contenente informazioni sulle emissioni di CO₂ stimate, sulla metodologia utilizzata e sulla compensazione ambientale associata.
La tecnologia, implementata dalla società benefit italiana Logivery, utilizza informazioni già disponibili nei sistemi logistici, come origine, destinazione, peso e modalità di trasporto, per elaborare una stima dell’impatto della consegna.
La soluzione può integrarsi con piattaforme eCommerce, gestionali e sistemi logistici, senza dipendere da uno specifico corriere.
L’obiettivo non è semplicemente dichiarare che una spedizione è sostenibile, ma rendere consultabili i dati e i criteri sui quali si basa la sua valutazione ambientale.
24,55 euro in crediti di carbonio: i primi risultati della sperimentazione
Il progetto ha già avviato una sperimentazione operativa attraverso il protocollo Logistic Green Label Lite, adottato dall’eCommerce Goldixa.com di Oro & Argento srl, azienda con sede a L’Aquila.
Al 22 ottobre 2026 sono state generate 517 Green Label, con una spesa complessiva di 24,55 euro per l’acquisto dei crediti di carbonio associati alle spedizioni: circa 4,75 centesimi per consegna. L’importo riguarda esclusivamente i crediti di carbonio (818 Kg di CO2) e non comprende gli altri costi del servizio.
Un risultato che dimostra come, in determinate condizioni, la compensazione delle emissioni legate alle consegne online possa comportare costi estremamente contenuti. Il dato deve tuttavia essere contestualizzato: Goldixa opera nel settore della gioielleria, con spedizioni generalmente piccole e leggere, e in questa prima fase sono state considerate esclusivamente consegne nazionali, caratterizzate da percorrenze relativamente limitate.
Ogni Green Label è associata a una specifica spedizione e rende consultabili le relative informazioni ambientali, inclusi il calcolo delle emissioni e la compensazione effettuata.
La sperimentazione consente di verificare sul campo non soltanto l’integrazione tecnologica, ma anche la robustezza della metodologia di calcolo, la coerenza degli interventi di compensazione e la comprensibilità delle informazioni per il consumatore.
Si tratta di una prima applicazione concreta di un modello concepito per essere progressivamente esteso a operatori, piattaforme e tipologie di spedizione differenti.

Luca Silvestri (titolare Goldixa) con la prima Logistic Green Label
Una metodologia prudenziale contro il greenwashing
Un aspetto centrale della sperimentazione riguarda l’affidabilità del calcolo delle emissioni. In questa prima fase, Logistic Green Label adotta criteri di calcolo prudenziali: quando non sono disponibili dati operativi sufficientemente dettagliati, vengono utilizzate ipotesi conservative per limitare il rischio di sottostimare le emissioni. Le fasi successive della sperimentazione punteranno a sostituire progressivamente tali ipotesi con dati più precisi, anche grazie alla collaborazione con i corrieri.
L’obiettivo è evitare che una compensazione calcolata su emissioni inferiori a quelle effettivamente prodotte possa tradursi in una dichiarazione ambientale fuorviante, alimentando proprio quel fenomeno di greenwashing che il progetto intende contrastare.
Questo approccio può comportare una sovrastima delle emissioni e, di conseguenza, un costo di compensazione superiore a quello strettamente necessario.
Le prossime fasi della sperimentazione saranno dedicate ad affinare progressivamente la precisione del calcolo, anche attraverso una maggiore collaborazione con i corrieri, per acquisire dati operativi più dettagliati e rappresentativi delle effettive condizioni di trasporto.
Un ulteriore obiettivo sarà verificare e contabilizzare eventuali compensazioni già documentate dai trasportatori e attribuibili alle medesime emissioni, evitando duplicazioni nel conteggio dei crediti e riducendo, quando possibile, il costo aggiuntivo a carico di chi spedisce.
La sfida è quindi duplice: garantire che ogni spedizione certificata sia interamente compensata e, allo stesso tempo, rendere il calcolo sempre più preciso ed economicamente efficiente, senza rinunciare alla trasparenza e alla credibilità delle informazioni ambientali.
La sfida della trasparenza ambientale
Logistic Green Label distingue inoltre due aspetti spesso confusi nel dibattito pubblico: le emissioni generate dal trasporto e gli interventi di compensazione destinati a controbilanciarle. Ogni Green Label attesta, secondo le regole del protocollo, che alla specifica spedizione sono stati associati crediti di carbonio corrispondenti alle emissioni stimate, documentando il metodo di calcolo e il progetto ambientale sostenuto.
La particolarità del modello risiede nella sua granularità: non si tratta di una certificazione ambientale dell’azienda che vende, del corriere che trasporta o dell’operatore che gestisce il magazzino, ma di un’attestazione riferita alla singola spedizione. Ogni Green Label identifica una specifica operazione logistica, rendendo consultabili i dati utilizzati per stimarne l’impatto ambientale e le informazioni relative alla compensazione associata.
In questo modo, la trasparenza ambientale passa dalle dichiarazioni generali delle imprese a informazioni puntuali, documentate e consultabili per ciascuna consegna.
«La sostenibilità della logistica non può basarsi soltanto sulle dichiarazioni delle aziende. Deve poter essere misurata, documentata e verificata, spedizione per spedizione. Con Logistic Green Label vogliamo spostare l’attenzione dai bollini verdi attribuiti alle imprese ai dati concreti delle singole consegne. E vogliamo farlo attraverso regole condivise, costruite con il contributo di tutta la filiera, non stabilite da un unico operatore commerciale.»
Paolo Tateo, Segretario generale della DAO Logistic Green Label e CEO di Logivery srl Società Benefit.
Dalle spedizioni online alla rinascita degli uliveti del Salento
La prima sperimentazione collega le consegne dell’eCommerce Goldixa anche a un progetto ambientale e territoriale.
Gli interventi di compensazione associati sostengono Olivami ETS, organizzazione impegnata nella rigenerazione degli uliveti del Salento dopo i danni causati dalla Xylella, attraverso nuovi impianti di varietà resistenti e il coinvolgimento degli agricoltori locali.
Il progetto di compensazione, tramite il provider Carborea, fa riferimento a crediti relativi a sequestri di CO₂ già realizzati e verificati, secondo quanto riportato nella relativa documentazione.
Il collegamento rende visibile al consumatore anche la destinazione del contributo ambientale associato alla propria spedizione.
Un modello di filiera, non una soluzione proprietaria
Logistic Green Label nasce con l’ambizione di coinvolgere l’intera filiera logistica attraverso un’organizzazione indipendente e senza scopo di lucro, strutturata secondo il modello della DAO (Decentralized Autonomous Organization).
La governance è concepita per favorire la rappresentanza delle diverse parti interessate, attraverso regole decisionali pubbliche e un sistema di voto ponderato basato sui token di governance per contribuire direttamente alla definizione delle metodologie e degli standard.
Al progetto partecipano già, tra gli altri, l’Associazione Nazionale Ingegneri e il professor Angel A. Juan della Universitat Politècnica de València, entrato nel Comitato guida nell’agosto 2026.
La prospettiva è ampliare progressivamente il sistema di misurazione e valutazione ambientale oltre le spedizioni, includendo anche magazzini, imballaggi e altre componenti dei processi logistici.
La DAO invita a partecipare attivamente ai propri lavori tutti i soggetti interessati a contribuire alla definizione di un modello condiviso di sostenibilità della logistica: aziende commerciali ed eCommerce, marketplace, corrieri e operatori logistici, imprese del settore degli imballaggi, produttori di mezzi di trasporto e tecnologie, fornitori di servizi logistici, startup innovative, università, centri di ricerca ed esperti del settore, oltre alle associazioni ambientaliste e dei consumatori.
La partecipazione può concretizzarsi nel contributo alle commissioni consultive dedicate a trasporti, imballaggi, magazzini, compensazione, standard e comunicazione, nonché, secondo le regole di governance della DAO, nel coinvolgimento nei processi decisionali.
L’obiettivo è costruire regole condivise e trasparenti, definite con il contributo di chi opera nella filiera, di chi ne studia l’impatto e di chi ne subisce le conseguenze ambientali.
Per conoscere la struttura dell’organizzazione e le modalità di partecipazione: https://www.logisticgreenlabel.org/it/organizzazione
Il riconoscimento all’Innovation Village Award
Il progetto è stato selezionato tra i finalisti dell’Innovation Village Award 2026, la cui finale si svolgerà il 13 novembre a Napoli.
La partecipazione al premio rappresenta un’occasione per portare all’attenzione del mondo dell’innovazione e dell’impresa un tema destinato ad assumere crescente rilevanza: come trasformare la sostenibilità della logistica da dichiarazione generica a informazione documentata e accessibile.
In vista del Black Friday e della stagione degli acquisti natalizi, l’iniziativa propone una riflessione concreta sul costo ambientale delle consegne online e sul ruolo che la trasparenza può avere nelle scelte dei consumatori e delle imprese.
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