Packaging sostenibile: ma quanto mi costi?

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Novità da Conai: aumenta, e di molto, il CAC per carta e plastica, e per la plastica viene introdotto (gradualmente) il contributo differenziato. Ma le tariffe italiane restano le più basse d’Europa.

Sentito il parere di Comieco e Corepla, il Consiglio di Amministrazione CONAI, il 24 luglio ha deliberato l’aumento del contributo ambientale (CAC) per gli imballaggi in carta da 4 a 10 euro/t e per gli imballaggi in plastica da 188 a 208 euro/t. Le nuove tariffe verranno applicate a partire dal 1° gennaio 2018.
Le variazioni – recita il comunicato ufficiale – si sono rese necessarie, per quanto riguarda la plastica, principalmente per via dell’aumento dei costi di gestione generato dall’incremento dei flussi conferiti. Per la carta, dopo una serie di rilevanti riduzioni nel decennio passato, il CAC torna oggi a livelli “fisiologici” per mantenere l’equilibrio tra ricavi e costi derivanti dall’adempimento dell’accordo ANCI-CONAI 2014-19, che prevede un corrispettivo per la raccolta degli imballaggi da versare ai Comuni.

CAC a tre fasce per la plastica
Dal 1° gennaio 2018, inoltre, sarà introdotto il contributo ambientale diversificato per gli imballaggi in plastica, secondo lo schema seguente:

  • fascia A (imballaggi selezionabili e riciclabili da circuito commercio e industria): 179,00 €/t
  • fascia B (imballaggi selezionabili e riciclabili da circuito domestico): 208,00 €/t
  • fascia C (imballaggi non selezionabili/riciclabili allo stato delle tecnologie attuali): 228,00 €/t

Per la determinazione dei valori delle tre fasce è stato adottato un approccio di Life Cycle Assessment (LCA) – sottoposto a una “critical review” da parte di un ente terzo accreditato – che ha identificato gli impatti ambientali delle fasi di fine vita /nuova vita degli imballaggi (per approfondimenti consultare la sezione Contributo diversificato su www.conai.org, mentre per ottenere chiarimenti generali sui nuovi provvedimenti le aziende possono contattare il Numero Verde CONAI 800-337799). Come sollecitato dalle imprese, tuttavia, in questa fase di prima applicazione è stato adottato un criterio di gradualità che prevede la piena applicazione a partire dal 2019.

Il nuovo contributo ambientale diversificato per gli imballaggi in plastica“, ha commentato Giorgio Quagliuolo, presidente di CONAI, “mira a premiare l’impegno delle imprese nella progettazione e utilizzo di imballaggi meglio concepiti ai fini della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare. Verrà, infatti, modulato sulla base di tre parametri fondamentali: la selezionabilità degli imballaggi dopo il conferimento per il riciclo, l’effettiva riciclabilità (sulla base delle tecnologie disponibili) e il circuito di destinazione prevalente (domestico o commercio/industria).

Le variazioni del contributo ambientale per gli imballaggi in carta e plastica avranno effetti anche sulle procedure semplificate e forfettarie.

Focus sulla carta
L’adeguamento del CAC sulla carta”, leggiamo sul sito Comieco, “si è reso necessario per garantire ai 5.519 Comuni italiani in convenzione (con la copertura dell’80% della popolazione) le risorse utili a finanziare la raccolta differenziata di carta e cartone in modo costante ed entro i termini di pagamenti previsti dall’accordo ANCI-CONAI.” Con una precisazione: il Contributo Ambientale (CAC) versato dagli utilizzatori a Comieco rimane attualmente per carta e cartone il più basso in Europa“. Il Consorzio di filiera per il riciclo dei materiali a base cellulosica promuove lo sviluppo della raccolta differenziata di tutta Italia, isole comprese. In un ventennio sono stati oltre 1,4 i miliardi di euro ai Comuni in convenzione (102 milioni di euro solo nel 2016) per l’avvio a riciclo di oltre 28 milioni di tonnellate di carta e cartone. Dall’entrata in vigore del decreto Ronchi (D. Lgs. 22/97), i volumi raccolti sono più che triplicati, passando da 1 a oltre 3 milioni di tonnellate annue, sottraendo allo smaltimento in discarica più di 45 milioni di tonnellate di rifiuti cellulosici e raggiungendo gli obiettivi di recupero e riciclo previsti dalla normativa europea.

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