Giflex e l’imballaggio “sartoriale” del domani

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Big data, design thinking, personalizzazione e attenzione ai nuovi modelli di consumo: ecco il ritratto del packaging vincente nella società liquida emerso dal XXXII Congresso d’Autunno Giflex.

Si è concluso il XXXII Congresso d’Autunno Giflex (Gruppo Imballaggio Flessibile) che ha coinvolto e riunito esperti di settori diversi e con competenze integrate per condividere le novità e individuare la strada del futuro per gli imballaggi flessibili. I relatori si sono concentrati sulle opportunità offerte dalla società liquida, analizzando i nuovi trend del food e non solo, per ampliare gli orizzonti del settore e trovare nuove soluzioni.

Come consuetudine, il Congresso ha inoltre fornito un aggiornamento sul settore, sulle attività e i prossimi passi di Giflex per voce dei suoi stessi rappresentanti, nello specifico il Presidente Michele Guala, il Vicepresidente Alberto Palaveri e i Coordinatori dei Comitati Sostenibilità, Tecnico e Marketing (rispettivamente Neni Rossini, Andrea Cassinari e Gustavo De Ponti). Interessante la tendenza del comparto italiano del packaging flessibile che, negli ultimi dieci anni, ha dato importanti segni positivi registrando una crescita di fatturato del 25%.

Dopo un’introduzione sullo scenario economico, il focus del Congresso si è spostato sul concetto di società liquida, un richiamo ad una figura quanto mai attuale come quella di Zygmunt Bauman. Una società complessa e disgregata, ma ricca di opportunità per le imprese del packaging e di tutta l’industria alimentare: è quello che emerge dall’analisi delle nuove tendenze che nascono dai cambiamenti sociali e si riversano sui consumi, raccontate da Andrea Cattaneo, Food Marketing & Innovation Project Leader di SPRIM Italia. Tre parole chiave per tre macro-tendenze che segnano il mondo food: funzionalità, freschezza e forma. La prima nasce nell’era della semplificazione e si traduce in soluzioni pratiche per nuove modalità di consumo; la seconda parla di evoluzione dei concetti di qualità e sostenibilità; e infine la forma che definisce l’oggetto, sempre più personalizzato, identitario e human friendly.

Nuove tendenze che aprono le porte a nuovi modelli distributivi: Ivan Capranica, Direttore Logistica Gruppo Pam Panorama Spa ha testimoniato questo cambiamento mostrando l’ampia rete di punti vendita, l’evoluzione e la varietà dei format del gruppo. Attenzione allo spreco, ricerca di prodotti salutari che garantiscano una vita migliore e tempi di acquisto rapidi sono le maggiori richieste dei consumatori, a cui l’azienda ha risposto con l’innovativo Pam local, nato per garantire una spesa facile, comoda e veloce dove sostenibilità e attenzione agli sprechi sono alla base del format.

La seconda giornata si è aperta con l’intervento di Carlo Ratti, architetto, fondatore dello studio di progettazione Carlo Ratti Associati e direttore del MIT Senseable City Lab, che ha posto l’accento su due idee fondamentali per l’innovazione di ogni settore: analisi dei dati con la tecnologia e centralità dell’individuo. Solo integrando questi due fattori, dalla gestione delle città al packaging, si può stimolare un cambiamento per cambiare la realtà ad ogni livello.

Innovazione al servizio della funzione del packaging, questo uno dei concetti portanti per Pier Benzi, Design & Innovation Director di Artefice Group che ha proposto una carrellata delle migliori novità dal mondo del packaging, sottolineando la necessità di pensare integrando diverse competenze e creatività, coinvolgendo anche il consumatore.

Una soluzione condivisa anche da tutti i partecipanti alla tavola rotonda di chiusura, che riassume il messaggio chiave di questo Congresso. Il presente e il futuro del packaging nella società liquida si giocano su “ingredienti” fondamentali: sinergia, innovazione creativa, tecnologia, personalizzazione e uno sguardo costante sulle tendenze.

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